L’incognita Paganese e un centrocampo da ridisegnare

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Il Foggia raccolto in cerchio dopo il triplice fischio

Domani pomeriggio, alle ore 15:00, tra le mura amiche dello stadio Pino Zaccheria, va in scena Foggia – Paganese, valevole per la trentaseiesima giornata del girone C di Lega Pro. I ragazzi di Marchionni, reduci dalla sconfitta rimediata nella sfida esterna del Barbera di Palermo sono chiamati ad un riscatto che li proietterebbe quasi matematicamente ai playoff, in programma dal prossimo 9 maggio al successivo 13 giugno. Decisiva, in caso di vittoria, diventerebbe poi la gara di recupero di mercoledì prossimo contro il Monopoli del piemontese Giuseppe Scienza. Ma torniamo alla partita di domani che, almeno sulla carta, si presenta come un ostacolo tutt’altro che insormontabile per i satanelli. La Paganese, guidata dal tecnico Raffaele Di Napoli, vecchia conoscenza rossonera nelle vesti di allenatore in seconda ai tempi di mister Salvatore Campilongo, si divide con il Bisceglie la penultima posizione in classifica e dista esattamente venti lunghezze dal Foggia. In situazioni del genere è probabile che venga meno un po’ di concentrazione ed è proprio questo che teme il tecnico rossonero Marchionni, che alla vigilia del match ammonisce: “Dobbiamo pensare alla partita di domani e non guardare ai playoff. D’ora in avanti ogni partita va interpretata come una finale per poi stare a vedere cosa accadrà il 2 maggio”. Non sono pochi, tra l’altro, gli attuali grattacapi per il mister, soprattutto a centrocampo, dove per il momento risultano indisponibili Salvi per un problema al polpaccio e molto probabilmente Morrone, ancora da valutare. Vero è che rispetto alla sfida del Barbera sono rientrati in gruppo un bel po’ di giocatori e che la bufera da covid-19 che ha investito la squadra ad inizio mese sembra essere ormai alle spalle, ma la condizione fisica vista a Palermo preoccupa, soprattutto alla luce del vistoso calo di rendimento avuto nel secondo tempo che ha poi comportato la sconfitta. Le premesse per la gara di domani sono dunque non ottimali, ma comunque incoraggianti e il divario tecnico tra le due compagini va inteso come una solida componente su cui costruire la partita e non un fattore su cui cullarsi. La vera sfida sarà appunto questa: dimostrare ancora una volta la propria compattezza ed aggiungere l’ennesimo tassello ad un mosaico che un giorno dopo l’altro sta assumendo le sembianze di un incantevole affresco. Sta ai ragazzi, e ovviamente al mister, a partire da domani e fino al termine della stagione, renderlo definitivamente un capolavoro d’autore.