Macalli: “Tutto da cambiare. La strada sar� lunga”

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Il 2012 si apre come meglio non si poteva. In occasione dell´arrivo del nuovo anno, noi di TuttoLegaPro.com, abbiamo voluto intervistare in esclusiva il Presidente della Lega Pro Mario Macalli. Si � fatta una circumnavigazione, usiamo questo termine navale, partendo dalla Lega Pro ovviamente, passando per la A finendo a toccare anche il mondo dei dilettanti. Persona schietta il Presidente, senza peli sulla lingua. Si � concesso a noi senza ipocrisie, dicendo chiaramente come stanno le cose. E´ molto preoccupato per la situazione del calcio in Italia, per� mantiene sempre la speranza di un futuro migliore.

L´anno appena trascorso.

La nostra chiacchierata inizia in maniera formale, senza tanti fronzoli. Il presidente � uomo pragmatico, che ti dice pane al pane e vino al vino. Ha scombussolato la nostra scaletta, ma ne siamo contenti, perch� ha saputo usare un garbo degno di un vero signore, senza mai trascendere. Gli abbiamo chiesto che giudizio si � fatto dell´anno appena concluso: “C´� stato un mezzo trauma – spiega – dovuto al fatto che molte societ� non si sono potute iscrivere. Abbiamo iniziato un percorso che vuole portare la 1^ Divisione ad essere un campionato d´�lite. Il fatto di aver coinvolto le televisioni ci d� maggiore visibilit�. Come sempre accade molti ci hanno imputato di aver fatto dei gironi dove gi� si sapeva chi vinceva. Soliti discorsi italiani che non portano mai a nulla. Infatti le cose sono andate in maniera diametralmente opposta a quelle preventivate da i cosiddetti ´so-tutto-io´ – me li faccia chiamare cos� – con societ� che hanno inziato come corazzate ma che si trovano a disputare un campionato diverso dalle loro aspettative e viceversa. Il tutto rende pi� competitiva la stagione. Non esistono pi� squadre materasso. Su questo punto possiamo ritenerci molto soddisfatti”.

Dossier “Guffanti”

Macalli � persona che sa ascoltare. Spesso va spedito come un treno, senza darti il tempo di poterlo fermare. E´ un tipo passionale il presidente. E´ una vita che si trova nel mondo del calcio, ne ha viste di cotte e di crude. Ormai ci ha fatto il callo. Cos� quando gli parliamo della proposta di Riccardo Guffanti [LEGGI QUI], uscita proprio dalle nostre colonne negli auguri di fine anno, il presidente si concede in una sua prima reprimenda al mondo del calcio in generale: “La proposta di Guffanti � molto intelligente. Per� qui va fatta una disamina pi� attenta. Il discorso va ampliato, perch� quando vedo 14 societ� -ripeto 14- di 1^ Divisione, che hanno rinunciato al nostro “aiuto” sotto forma di contributi federali per l´impiego degli under, poi cosa accade? Accade che tutto crolls miseramente. Ed � logico che accada. Sulla regola, la proposta di Guffanti � giusta e condivisibile. Ad esempio va cambiata la gestione attuale degli under. Bisogna premiare le societ� che investono nel proprio settore giovanile. Quando dico premiare, intendo profumatamente. Questa purtroppo � una catena. Se tocchi un tasto, poi sei costretto a toccarne un altro e non vedi mai la fine”.

Lei quando parla di modifica della regola degli under cosa vuol fare ad esempio?

“Un esempio lampante sono i prestiti delle societ� di A nei confronti delle squadre di Lega Pro. Bisogna cambiare questa regola, disincentivando in un certo qual modo, il prestito. Bisogna arrivare a togliere il premio del minutaggio se il giocatore � in prestito, perch� -come diceva bene Gigliotti, Ds del Casale, sul vostro portale- le societ� di Lega Pro non solo lavorano per gli altri, non creando un circuito virtuoso, ma non sono neanche la discarica delle grandi societ�. Una squadra di A manda i suoi giovani qui, poi accade che se li riprendano ed arrivederci e grazie. Non va mica bene sa. Ci vuole una norma in grado di incentivare le societ� a puntare sui propri vivai”.

Scandalo scommesse.

“Conosco quello che c´� scritto dai giornali”. Il volto di Macalli si fa buio quando iniziamo a parlare di questo problema annoso. Cerca conforto nella sua onest�, non solo intellettuale. Si ferma, una delle poche volte che accade nella nostra chiacchierata. Poi riparte lancia in resta: “Vede, noi con i pochi mezzi che abbiamo, stiamo facendo una lotta senza quartiere alla piaga delle scommesse. A me piace sempre prendere un problema e ampliare il campo, ma non per disperdere le colpe, anzi, per cercare di capire il problema in tutta la sua vastit�. Qui bisogna chiedersi, prima di tutto: cosa porta un giocatore che nella sua carriera non ha preso due soldi, ma cifre importanti, a rovinarsi la reputazione? Non si tratta di fare sociologia spiccia mi creda. Come le dicevo, noi monitoriamo tutto il nostro campionato con questo sistema chiamato “Sport Radar”. Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni di anomalie concrete. Il lavoro da fare � tantissimo, noi assicuriamo il massimo impegno, per� � un po come la lotta al doping, con gli altri sempre un passo avanti. Di certo noi come organismo non ci tireremo mai indietro dinanzi a questo fenomeno”.

Presidente, ci perdoni: noi ci mettiamo nei panni di un lettore-tipo che vorrebbe capire come funziona questo meccanismo di controllo, chiamato “Sport Radar”: ci pu� dire in parole povere come funziona?

“Purtroppo non sono un tecnico e non saprei dirle come funziona nello specifico. Questo dilemma verr� risolto il prossimo 13 gennaio, quando nell´incontro con gli arbitri, a cui parteciper� anche un funzionario Fifa, avremo degli esperti di “Sport Radar” che ci potranno spiegare come funziona il tutto”.

Capitolo riforme dei campionati.

Il discorso verte sempre sul problema per eccellenza della Lega Pro. Dicembre come sempre capita ogni anno, si dimostra essere il mese spartiacque per le societ� militanti in questi campionati. Macalli usa un termine vecchio ma sempre efficace: “Societ� fino al giorno prima a fare il giro delle sette chiese per iscriversi. Formalmente sono in regola. Praticamente dal giorno dopo iniziano i problemi”. Il presidente su questo punto diventa un fiume in piena. Difficile anche pensare di fermarlo. Ne ha per tutti: “Mi ascolti bene. Tutti parlano di riformare la Lega Pro, come se il problema derivasse solo da noi. Per� vogliamo cominciare a fare una disamina generale delle cose o no? E´ ancora pensabile secondo lei una disamina della Serie A a 20 squadre? Senza pensare alla serie B a 22 squadre? Ma come pu� un sistema reggersi in questo modo! Me lo dica lei? La riforma � nelle cose, � ineludibile. Sta avvenendo gradualmente, ma non perch� la riforma va in atto, bens� sono le societ� che implodono dietro costi di gestione enormi. Se un anno ce la fai, l´anno dopo sei fuori dal proscenio. Si vuol fare una riforma? Benissimo! Cominciamo dai piani alti”.

Presidente, perch� secondo lei questa riforma non va in porto?

“Semplice. Chi si trova nei salotti buoni pensa solo ai soldi. Chi � abituato all´opulenza, difficilmente vuol cedere potere. Noi, parlo come Lega Pro, la riforma la stiamo gi� attuando per “morte” naturale delle societ�. C´� anche il problema delle risorse mal distribuite. Con il poco che abbiamo riusciamo a fare tanto, per� non bisogna pensare che noi siamo l´ultima ruota del carro. C´� bisogno di sacrifici da parte di tutte le componenti. C´� una Legge, la Melandri del 2008, dove noi non abbiamo ancora percepito i soldi che ci spettano. Stiamo parlando di molti milioni di euro. Il sistema va rivisto in toto. Cos� com´� strutturato non si va da nessuna parte, perch� il mercato non rende”.

Macalli su questo punto si sente toccato su un nervo scoperto. Cita una dichiarazione di Andrea Agnelli, presidente della Juventus:”Il sistema andrebbe strutturato cos�: serie A e serie B”. Macalli perde il suo solito aplomb: “Come si pu� pensare di fare una riforma dei campionati, quando c´� gente come Andrea Agnelli che la pensa in questo modo?”.

Insomma non se ne esce.

“Io sono pronto a sedermi ad un tavolo, partendo dalla “commissione Abete” con Galliani vicepresidente. Tutti, ripeto tutti, nessuno escluso, dobbiamo snellire questo sistema, perch� in questo modo non si va da nessuna parte”.

Vediamo di capirci qualcosa: domani va in porto la riforma. In Lega Pro si formano tre gironi da 20 squadre. Cosa succede a chi vince? Va diretto in B?

“Chi si occupa degli organici � il consiglio federale. Noi pi� che chiedere di non effettuare ripescaggi per le societ� che non si iscrivono, altro non possiamo fare. Ci auguriamo di iscrivere ancora 77 squadre per effettuare una riforma graduale negli anni, per� credo che non sia possibile. Ci sono situazioni troppo complicate e complesse che mi fanno pensare questo. Non voglio fare la cassandra, per� i fatti parlano chiaro”.

Capitolo falsi professionisti

La conversazione verte su tutti i temi di pi� stretta attualit�. Noi di TuttoLegaPro.com, siamo in contatto ogni giorno con professionisti che lavorano nelle societ�. Nelle ultime chiacchierate riguardo al mercato, molti di questi addetti ai lavori hanno lamentato la presenza di personale non qualificato, come ad esempio pseudo Direttori Sportivi. Noi ne abbiamo voluto parlare con Macalli. Il problema � sentito ed esiste, il presidente non si tira di certo indietro, anzi fa mea culpa: “Purtroppo sbagliamo tutti, presidenti compresi. Si torna sempre al discorso delle regole. Insomma, ne abbiamo parlato migliaia di volte, ma si continua a non rispettarle. Ed ecco i risultati. Una societ� professionistica prevede la figura del segretario, del Direttore Sportivo, di un responsabile marketing, di un addetto alla sicurezza. Sar� tranciante su questo tema: chi sbaglia va messo fuori. Inutile fare sempre tanti discorsi retorici, va messo fuori! Sono stato chiaro?”.

Chiarissimo. Quali sanzioni prevede il regolamento se una societ� viene scoperta a non avere personale qualificato?

“C´� un deferimento. Abbiamo l´ufficio indagini che si occupa di queste cose. Se ci arriva qualche segnalazione, la inviamo all´ufficio indagini che poi si occuper� del problema. Per� se servono regole pi� dure, siamo pronti a discuterne con tutti, Adise in primis. Con loro abbiamo frequenti incontri per cercare di affrontare il problema”.

Damiano Tommasi

Durante tutta la nostra conversazione Macalli non ci ha mai fatto sentire a disagio. Uomo d´altri tempi. Spesso uomini come lui, con tutti gli impegni che hanno, sono presi da mille distrazioni. Lui no, si concede a noi. C´� un attimo in cui il suo garbo diventa rabbia. Parlando dei mali del calcio, il presidente si sofferma su una dichiarazione di Damiano Tommasi, presidente dell´Associazione Calciatori. In una sua intervista apparsa su uno dei maggiori quotidiani italiani, l´ex centrocampista della Roma ha dichiarato: “E´ uno scandalo che in Lega Pro, il 70-80% dei calciatori prenda si e no 40 mila euro l´anno”.

Macalli quando dice queste parole alza la voce come un crescendo fino alla fine della frase. Da l� il suo volto si tira in una smorfia di indignazione. Il suo essere persona sanguigna esce in tutta chiarezza: “Ma ci rendiamo conto o no, di cosa ha detto Tommasi? Robe da matti! Come si possono dire cose simili? Tommasi � ragazzo intelligente, per� alle volte francamente io non posso pensare che abbia potuto dire una cosa del genere. Mi scusi eh! Come si pu� dire che sia uno scandalo che un calciatore professionista guadagni qualcosa come ottanta milioni delle vecchie lire? Ma quando si dicono queste cose si ha un po´ il senso della realt�, oppure Tommasi dimenticha che ci sono apprendisti che prendono s� e no 6-700 euro al mese? Operai che non arrivano a fine mese, leggendo queste cose, lei immagina come si possono sentire. Il vero scandalo � lui con queste dichiarazioni. Lo ribadisco tre volte: scandalo scandalo scandalo!”.

Futuro delle societ¢

Il discorso verte sui costi che ogni societ� deve affrontare nell´arco di una stagione. Il presidente non fa nomi: “Durante la stagione, una media societ� di 2^ Divisione affronta spese per una cifra che gravita intorno a un milione e mezzo. Mettiamo che tra contributi per il minutaggio e incassi dai biglietti, una societ� abbia un introito, quando va bene, di cinquecentomila euro. Lei si render� ben conto che in questo modo una societ� pu� andare avanti ben poco. Allora qui entra in gioco un altro discorso, gi� dibattuto nella nostra chiacchierata. Qui c´� un estremo bisogno di riforme vere, non annunciate. Io sono pronto a chiudermi dentro una stanza, gettare la chiave, non uscendo finch� non si trova una soluzione”.

Anche da domani?

“Anche ora, guardi! Il problema � enorme, per� se tutti vogliono salvare il proprio orticello -continua Macalli- non si va molto lontano. Un tempo si faceva il passo in base alla gamba, adesso con la situazione che c´�, il passo va fatto molto meno della gamba. Io le faccio un esempio: prenda una societ� che ha un presidente, dietro di lui non c´� nessuno che lo aiuti. Un anno spende due milioni di euro, l´anno dopo se non pareggia i conti, va a gambe per aria. Purtroppo questo sistema � un po´ come il gatto che si morde la coda”.

Pisacane e Farina

Noi di TuttoLegaPro.com abbiamo parlato spesso di Farina e Pisacane, elogiandone i gesti “eroici”. Il presidente non � dello stesso avviso: “Nell´ultimo consiglio federale -non ricordo chi sia stato- un dirigente ha stemperato l´entusiasmo dopo la scelta di Prandelli di convocare Farina per uno stage della nazionale. Il ragazzo -diceva questo dirigente- non ha fatto nulla di eclatante, perch� se mandiamo il messaggio che basta non incorrere nelle maglie del malcostume, allora si riempie il parlamento. L´onest� viene prima di tutto a prescindere, ma premiare chi fa il proprio dovere lo trovo quanto meno fuoriluogo”.

Presidente, a dire il vero, noi di TuttoLegaPro.com, avevamo pensato di indire un´iniziativa per far partecipare a questo stage anche Fabio Pisacane.

“Vede, l´iniziativa di Pisacane -come quella di Farina- � lodevole, per� io non me la sento di far passare per santo chi fa soltanto il suo dovere. Cos� come ho tirato le orecchie a Tommasi per quel discorso degli stipendi bassi, cos� non mi sento di condividere il suo pensiero su questo caso. Non facciamo santi ed eroi chi ha solo fatto il suo dovere”.

Il 2012

La nostra lunga conversazione sta per concludersi. Macalli ha energia da vendere. I suoi occhi, fino a qualche istante fa, pieni di passione, tornano a rabbuiarsi quando gli chiediamo come vede il futuro per la Lega Pro. Le braccia si muovono con fare sconsolato. Le sue mani si stringono, la sua voce si fa cupa: “Sono molto preoccupato, inutile nasconderlo. In vista ci sono molti altri punti di penalizzazione. Ci sono casi in 2^ Divisione che lasciano sgomenti. Penso a Giulianova. Io conosco il presidente D´Agostino, persona per bene, ne ha passate di cotte e di crude, compresa una malattia, ma � stato lasciato solo. Mentre a Savona la situazione � diversa. L� l´ultima dirigenza -dati alla mano- ha fatto dei disastri inenarrabili. Io ho parlato con il sindaco della citt� dando la nostra disponibilit�, per quel poco che potevamo fare. Savona � una piazza importante, speriamo che tutto si sistemi per il meglio. Dobbiamo capire -scusi se mi ripeto- che cos� non si va pi� avanti. C´� da cambiare tutto, a partire dalla mentalit� della gente. La strada da percorrere � molto lunga, per� se mai si inizia, mai si finisce”.

Fonte: tuttolegapro