Marchionni a cuore aperto negli studi di Foggia TV: “Ai Play-off non saremo una comparsa”

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MIster Marchionni (foto: Antonello Forcelli)

Ospite per oltre un’ora della trasmissione televisiva ‘ZaFò, il tecnico rossonero Marco Marchionni ha fatto un quadro di quella che è stata, e speriamo continui ad essere, la sua esperienza sulla panchina del Foggia.

“Sulla partita con la Paganese posso dire poco: siamo stati nettamente al di sotto delle nostre possibilità. Sono molto rammaricato perché ogni volta che c’è da fare un salto di qualità veniamo meno. Eppure con le corazzate abbiamo quasi sempre disputato ottime partite, è con le squadre più abbordabili che non riusciamo a prendere in mano le redini della gara. Il motivo probabilmente è che le grandi si scoprono maggiormente, lasciando liberi degli spazi che siamo bravi ad attaccare. Domenica scorsa questo è mancato. Dopo i primi venti minuti, in cui abbiamo creato sei palle gol senza riuscire a finalizzarne nessuna, è arrivata l’espulsione che, anziché recarci vantaggio, ci ha spenti, e non siamo più riusciti a verticalizzare e ad attaccare la profondità. Ad ogni modo, il compito di un allenatore è quello di metterci la faccia soprattutto in questi momenti. Sarebbe troppo facile presentarsi davanti le telecamere soltanto quando le cose vanno bene”.

A precisa domanda da parte di Lello Scarano su quale sia il suo sistema di gioco ideale ha risposto: “Non ho un credo calcistico definito. I moduli tattici sono soltanto dei numeri. Un buon tecnico, a mio avviso, deve sapersi adattare ai calciatori che ha a disposizione, e sono quelli che alla lunga fanno la differenza. Con il 3-5-2 quest’anno ho scoperto un mondo che conoscevo poco, che mi ha insegnato tanto e che ha offerto una quadratura stabile alla squadra. Adesso ho tante certezze che prima non avevo, ma la cosa che mi inorgoglisce maggiormente è aver creato un gruppo solido e un ambiente di lavoro sereno. In questo sono stati fondamentali anche e soprattutto i membri del mio staff, che voglio ringraziare. Si sono messi fin da subito a disposizione mia e dei ragazzi, spero di lavorare con loro ancora a lungo”.

Sulla prossima partita: “Mercoledì vedrete un altro Foggia, ne sono certo. L’ondata di covid che ha investito la squadra, purtroppo, ha appesantito i ragazzi mentalmente prima ancora che nelle gambe, ma adesso guardiamo con ottimismo alla prossima gara. Il Monopoli è un’ottima squadra, che gioca bene a calcio e che ha un bravo allenatore. Può sicuramente ambire a traguardi importanti”.

Sulla stagione in corso: “Sono convinto che questa squadra con il pubblico dello Zaccheria avrebbe avuto la metà dei punti. Foggia è una piazza estremamente calda e per una squadra così giovane non sarebbe stato facile reggere determinate pressioni. Mi dispiace molto, tra l’altro, non aver avuto in casa lo stesso rendimento avuto in trasferta: a quest’ora staremmo parlando di un’altra situazione di classifica. Per quanto riguarda i pochi gol segnati ritengo sia un problema corale e non di singoli. Da gennaio in poi, purtroppo, non ho mai avuto l’intero gruppo a disposizione, e questo ci ha penalizzati. Con la squadra al completo abbiamo dimostrato nel mese e mezzo prima di Natale cosa siamo in grado di fare. Anche l’ottimo rendimento di Curcio e Rocca in quel periodo è dipeso da questo: è stato il lavoro del gruppo, in primis, ad esaltare le loro individualità”.

Sul passato: “Il ricordo del Foggia di Zeman è incredibile. Da piccolino ero affezionatissimo a Rambaudi e Signori, che vedevo all’Olimpico. Non ho mai incrociato il Foggia da avversario ma so bene che clima si respira allo Zaccheria. Se dovessi scegliere un allenatore del passato di cui ricalcare le orme sceglierei Stroppa, perché ha vinto il campionato e a me piace badare ai fatti”.

E sul futuro: “Ai Play-off non abbiamo intenzione di ricoprire il ruolo delle comparse. Prima di parlare di rinnovo bisogna raggiungere l’obiettivo prefissato, dopodiché la società farà le sue valutazioni. Ad oggi posso dire soltanto che le nostre ambizioni vanno di pari passo e che l’ambiente Foggia merita palcoscenici decisamente più importanti di quelli attuali”.