MATCH ANALYSIS SU FOGGIA ヨ PADOVA

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scritto da Piero Colangelo
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Non servono tanti aggettivi per comprendere il valore della vittoria sul Padova, acciuffata a pochi minuti dal termine quando ormai in tanti avevano temuto che momento negativo e poco fortunato di questa squadra, culminato con le tre sconfitte di seguito, non avesse fine. C�� voluta tutta l�abilit� balistica del manfredoniano Cicerelli per rompere l�incantesimo grazie al suo destro chirurgico che s�insaccava alla destra dell�incolpevole Merelli per ridare entusiasmo ed autostima ad una squadra che di l� a pochi giorni dovr� affrontare la squadra meglio attrezzata, insieme al Verona, per il raggiungimento della promozione diretta.
Una vittoria indiscutibilmente meritata, frutto di una supremazia di gioco e di un numero elevato di azioni offensive costruite attraverso un discreto gioco di posizione che permetteva alla squadra di attaccare gli avversari sia per linee interne che in ampiezza.
L�obbiettivit� dei numeri non lascia spazio ad altre interpretazioni. Nel corso della partita il Foggia ha costruito ben venticinque �potenziali occasioni da rete�, eseguendo ben 9 tiri nello specchio della porta (5 nel primo tempo e 4 nel secondo), e cinque fuori dallo specchio (2 nel primo tempo e 3 nel secondo). Numeri non facilmente riscontrabili nel campionato di B.
Si dir�, come � gi� ascoltato dopo la immeritata sconfitta con il Pescara, ora secondo in classifica, che il Padova � una squadra scadente, una sorta di vittima sacrificale e che era quasi scontato che il Foggia, pur accompagnato da un pesante carico emotivo rappresentato dalle tre sconfitte di file, avrebbe fatta sua la vittoria, dimenticando che in B difficilmente i numeri evidenziano una cos� netta superiorit� di una compagine sull�altra e che lo stesso Padova � l�unica squadra ad aver tolto punti al Verona, avendo poi anche pareggiato con la forte Cremonese e vinto il derby con il Venezia.
Lo stesso Padova � stato schierato da Bisoli per giocarsi la partita. Non a caso si � presentato con un 1-3-5-2, niente affatto rinunciatario, con Sarno utilizzato non come trequartista come in tanti avevano creduto al momento della lettura delle formazioni, ma come vero e proprio centrocampista centrale, contrapponendosi a Deli mentre l�altro centrocampista centrale, Berlingheri veniva contrapposto a Busellato, con i due play che spesso venivano pressati dalle punte. In fase di non possesso il Padova conservava lo stesso sistema di gioco, lasciando mediamente sopra la linea della palla le due punte pronte ad innescare un�eventuale ripartenza ed a promuovere il pressing sulla costruzione bassa del Foggia. La pressione era �orientata�, col chiaro intento dell�allenatore di indirizzare la costruzione del Foggia, verso la catena di destra, ritenuta da Bisoli meno forte rispetto a quella di sinistra dove agivano i temutissimi Kragl e Deli.
Nonostante le indicazioni della vigilia che facevano credere ad un Grassadonia indirizzato a cambiare il sistema di gioco, ripescando l�1-4-3-3, l�allenatore � rimasto fedele alla sua idea di calcio, riproponendo il modulo di partenza 1-3-5-1-1 adottato in questo inizio di campionato, con la sola esclusione della partita con il Crotone in cui present� la squadra con due sottopunte.
La scelta ha dato ragione al tecnico anche se ci� ha comportato il sacrificio di Galano, costretto a giocare dentro al campo con la conseguenziale rinuncia alle sue ripartenze sull�out destro. Un compito impegnativo quello che attende il foggiano anche nelle prossime partite in cui scender� in campo, perch� dovr� affinare le sue qualit� tattiche, cercando, con i giusti movimenti, di trovare con maggiore insistenza spazi tre le linee avversarie e di giocare maggiormente� fronte porta� per poter inquadrare pi� facilmente la rete e, in alternativa trovare la filtrante o il passante per il compagno di squadra.
Rispetto a Pescare si � manifestata una costruzione dal basso pi� fluida ed efficace, con Camporese e Martinelli veri registi aggiunt cos� come richiede il calcio moderno.
Va evidenziata anche la prova oltre la sufficienza di Carraro, spesso ingiustamente bersaglio delle critiche di tifosi e commentatori, che con il suo passo cadenzato, tipico del play, � sempre nel vivo del gioco, svolgendo con diligenza il compito di legare il gioco a centrocampo e formare la linea di seconda pressione in fase di non possesso. Gli manca ancora un po´ di personalit� ed autostima perch� cerca troppo spesso il passaggio in sicurezza rischiando raramente la verticalizzazione e l�incrocio. Questi lanci sono presenti nel suo bagaglio tecnico e quando trover� maggiore sicurezza se ne giover� tutta la squadra che potr� contare su un ottimo play.
A questa squadra, al momento, manca un calciatore di peso che sappia attaccare �lungo�, in modo da dare all�attacco maggiore profondit�. E� quindi scontato che il ritorno in campo di Iemmello, alzer� in modo significativo il livello di pericolosit� della squadra.