Le parole di mister Cosmi dopo Foggia-Salernitana:
“Tutto dovevamo fare tranne che iniziare la partita subendo il gol come lo abbiamo subito. Mi ha ricordato Brescia. Non doveva condizionare così la gara perché mancava tanto tempo. La squadra che si sta ancora assemblando forse ha perso un po’ di fiducia. Quando si parla di segnali, l’unico è la vittoria. Il resto è fuffa. Le prestazioni hanno valore ma fino a un certo punto. Nel primo tempo non abbiamo fatto bene, contro un Foggia che aveva capito esattamente come fregarci. Nel secondo tempo è ingeneroso dire che la partita è cambiata con l’ingresso di D’Ursi e la Gumina, ma forse loro hanno fatto perdere degli equilibri e tranquillità al Foggia. La Gumina ha fatto un gol che può sembrare banale ma è da attaccante vero. Speravo di poter raddoppiare e ci sono stati dieci minuti in cui l’ho pensato concretamente. Poi abbiamo corso il rischio di perderla nel finale, con Galeotti che ci ha salvati.
Il Foggia è venuto al gol per nostri due errori consecutivi. Stessa cosa avvenuta a Brescia. Se non sei motivato dopo 30” del primo tempo non ci vuole l’allenatore. Oggi abbiamo pagato l’errore subito con il gol. Capita, ma non deve capitare. Abbiamo subito gol evitabili in questo inizio di stagione, ma se si vogliono avere ambizioni non si possono subire questi gol.
La Salernitana deve ripartire da questo punto. Non parlo mai di situazioni o arbitri a fine partita perché spero lo facciano i giornalisti. Siete sempre bravissimi a dire quando un allenatore “non capisce nulla”, ma nessuno ha detto che il gol del Sorrento nasce da un fuorigioco. Io sono rimasto stupito di questa mancata domanda settimana scorsa, perché è stato portato alla FIFA come esempio.
Non sono io la persona giusta per parlare di Matino.
Giocare nello “Zaccheria” vuoto, a 37 gradi e con tantissimi umidità, non è calcio. Io avrei preferito giocare sia la partita dell’anno scorso che questa con lo stadio pieno. Se a queste piazze togli il calore, non è calcio. Ma con i tifosi di entrambe le squadre. Sicuramente questa situazione ci ha un pochino avvantaggiato, perché so che il pubblico di Foggia è tra i più importanti a livello nazionale. Io sono contrario ai divieti di trasferta. Vedo che a Salerno possono venire tutti, mentre i nostri non possono muoversi. A me piace il calcio giocato con la gente.
Maradona lo disse ai mondiali del ’94 che giocare col caldo è dura. Ho visto anche dell’accelerazioni che non sono facili con questo caldo, ma negli ultimi 15 minuti le squadre hanno gestito per non sperare eccessive energie.
Sono venuto a Salerno sapendo quello che mi aspettava e quello che si aspetta la gente. Dò me stesso e di più. Finché avrò l’onore di essere allenatore di questa squadra e città darò il massimo. La gente da me si deve aspettare risultati. Io non sono dovuto a commentare gli striscioni sulla società, perché non metto bocca su questa cosa. Ora vado a vedere mia nipote che non vedo da un mese e mezzo e da martedì torno carico a mille per fare risultati”.
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