Le parole di mister Rossi dopo Foggia-Latina:
“Il mercato si è chiuso il 2 settembre e oggi è il 12, quindi sono 10 giorni che lavoro con i ragazzi, molti dei quali vengono da squadre dove non giocavano e dunque non sono in condizione. Ho dovuto sostituire 4/5 giocatori per crampi. Di alcuni avevo bisogno di vederli in partita. Per abnegazione non posso dire nulla ai ragazzi, ma dobbiamo crescere tanto. Sarà un campionato di sofferenza e di questo dobbiamo essere convinti. Il gruppo credo che possa centrare l’obiettivo. Ora è importante fare quanti più punti possibile. Avremmo meritato qualcosa in più tra Giugliano e oggi. Commentare le parole di allenatori, giocatori e giornali, non è da me. Non so cosa ha detto D’Amico ma so che ho fatto quattro cambi per crampi. So che sarà un percorso tortuoso e spero che ci diate una mano. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire il calore di Foggia e dei foggiani, stanno facendo tanto. Non saremo mai il Real Madrid ma questo gruppo crescerà.
Olivieri ha fatto bene come i suoi compagni. Avevo problemi sugli esterni perché facevamo fatica ad accorciare. Non avendo tutti i parametri, perché in otto giorni sarei Padre Pio se li avessi già, devo andare anche a tentativi. Quello che si evince è che magari non stiamo ancora benissimo dal punto di vista fisico. La testa vuole proporre le cose provate in allenamento ma il fisico non ce la fa. Servirà anche personalità in più, ma dovrei vedere tutti nelle giuste condizioni.
Secondo me sono state disattese delle regole d’ingaggio che erano state promesse. Ho detto questa cosa al Presidente prima della partita di Catania, dicendo che forse aveva bisogno di un altro allenatore, perché io non ce la facevo in questa situazione. Lui mi ha detto che se fossi andato via non sarebbe arrivato nessuna a Foggia e che avremmo formalizzato le dimissioni dopo la chiusura del mercato. Sono stato chiamato dalla Procura a Bari che mi ha detto che tutto il progetto è sulle mie spalle. Sono rimasto per quelli che hanno perso 6-0 a Catania. Hanno fatto grandi sacrifici. Siccome mi hanno detto che tutto il progetto dipende da me, non me la sono sentita di andare via. Io voglio bene a Foggia e a questi colori, quindi darò sempre il massimo, ma non è facile. Mi hanno detto che si adopereranno per superare le criticità, ma al momento questo io non l’ho ancora visto. Non parlo solo della mia società ma anche di altri, che fanno solo chiacchiere e che probabilmente non gli interessa nulla. Sembra che la squadra sia la mia sotto certi punti di vista. Questa cosa mi gratifica anche in un certo punto di vista. Io posso incidere e so fare solo una cosa: allenare. Se non posso allenare bene, non posso incidere. Io poi non ho nulla: facebook, whatsapp me l’ha messo mia moglie, non so cambiare nemmeno una lampadina. Per farlo avrei bisogno di una struttura. Al momento non ho nemmeno questo. Poi magari verrà un pasticcio, ma io so fare solo questo.
Sono deluso dal risultato. Avremmo meritato di più sia oggi che a Giugliano. Mi è piaciuto lo spirito e l’abnegazione, ma a me non piace andare a tentativi. Purtroppo è da poco che alleno questi calciatori e non li conosco sotto tanti punti di vista. Mi base su quello che ho visto dai video e sulla mia esperienza.
A me sembra strano dover dividere il tempio del Foggia con un’altra squadra. Possibile che siamo dovuti andare a Trinitapoli perché non avevamo una struttura qui? Spesso qui tutto rimane solo parole. Penso, non solo per il Foggia ma anche per altre squadre, che la squadra non è mia, non è di Canonico, ma è della gente. Magari con mio figlio non mi sento, ma se vedo che sta male sto con lui 24 ore al giorno. Bisogna dare di più.
Non penso che sia un passo indietro rispetto alla prestazione col Giugliano. Parlate come se avessi questo gruppo da 2/3 mesi. Io sto andando a tentativi, proponendo situazioni. L’aspetto più negativo è la condizione fisica. Non posso dare un giudizio o fare paragone tra due partite completamente diverse. Sono certo però che questo gruppo crescerà”.
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