Norme anti bestemmie: sindacato calciatori dice no

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Le nuove norme della Figc contro le bestemmie in campo non piacciono al sindacato dei calciatori. La FIFPro, lᄡorganizzazione internazionale che rappresenta i giocatori professionisti, protesta in maniera molto decisa e parla di “violazione dei diritti fondamentali per la libertaᄡ di espressione”. Dallᄡentrata in vigore della nuova normativa, che prevede anche il rosso diretto in caso di parole blasfeme e la squalifica attraverso la prova televisiva nel caso in cui lᄡepisodio sfugga allᄡarbitro, sono diversi i giocatori puniti. I primi in Lega Pro a essere fermati dal Giudice sportivo furono il portiere della Paganese, Armando Pantanelli e lᄡallenatore del Potenza, Ezio Capuano.

“Come chiunque altro, i calciatori hanno il fondamentale diritto di esprimersi”, dice lᄡavvocato Wil van Megen a cui fa riferimento la FIFPro. “Puoᄡ darsi che in alcune occasioni lo facciano in forma non adeguata, proferendo espressioni volgari, peroᄡ in questo modo possono esprimere liberamente la propria opinione” – si legge in una nota pubblicata sul sito dellᄡassociazione -. “Questa nuova norma costituisce quindi una violazione dei diritti fondamentali”. E ancora: “Sulla base delle leggi nazionali e del diritto internazionale, la libertaᄡ di espressione puoᄡ essere limitata solo da un atto del parlamento. Se la federcalcio italiana vuole far questo, puoᄡ farlo solo con lᄡaiuto del ministro della Giustizia. Il potere di una federazione sportiva non puoᄡ arrivare a limitare un diritto fondamentale”.

“Eᄡ chiaro – prosegue la nota – che nessuna organizzazione sportiva puoᄡ limitare diritti fondamentali come quello alla vita, alla libera di stampa e alla libertaᄡ di religione. Questo si puoᄡ sostenere senza alcuna limitazione anche per la libertaᄡ di espressione. Sono le autoritaᄡ sono in condizione di limitare tale libertaᄡ e lo possono fare solo a posteriori. E bisogna evidenziare che non hanno mai provato a farlo negli ultimi cento anni”. Dalle critiche alle proposte. Secondo la FIFPro, “la soluzione piuttosto dovrebbe essere raggiunta attraverso una migliore educazione dei giocatori. Quando le persone sono consapevoli della necessitaᄡ di comportarsi in maniera decorosa, si ottengono risultati migliori rispetto a quelli raggiunti con sanzioni punitive. I programmi di formazione per i giovani calciatori strutturati basati su questo criterio possono contare sul sostegno della FIFPro”.

Fonte: tuttolegapro.com