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martedì , 6 Ottobre 2026
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Pazienza: “Nessuno ci ha imposto di fare questo lavoro. Bisogna essere più propositivi e mai rinunciatari”

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Le parole di mister Pazienza dopo Foggia-Siracusa:

“Al di là del risultato, abbiamo regalato un tempo agli avversari in una partita importante, in cui c’era la necessità della vittoria. Forse il peso del risultato ha bloccato la squadra, rendendoli timidi e rinunciatari. Dovevo dare l’input di lottare, poi quel che sarebbe successo l’avremmo accettato. Presentarsi rinunciatari nel primo tempo e senza lo spirito di volersela giocare, toglie ogni possibilità. Nessuno ci ha imposto di fare questo lavoro, bisogna giocarsela. Se ti abitui a giocare le situazioni e viverle, presto o tardi ti ritrovi a ottenere risultati positivi. Se rinunci, non ottieni nulla.

Ho bisogno di parlare con i ragazzi, non con i tifosi. I tifosi hanno spinto dal 1′ al 90′, poi dopo la partita sono liberi di contestare. Siamo noi a dover mantenere le loro aspettative e uscire da questa situazione. Noi in campo dobbiamo fare altro, soprattutto rispetto a quanto fatto nel primo tempo. Non possiamo sempre prendere prima uno schiaffo per reagire. Oggi tra primo e secondo tempo ho dovuto fare un cambio per intervenire e dire che dovevamo giocarcela. Era l’unico modo attraverso il quale potevo aiutare la mia squadra. D’Amico è stato influenzato venerdì e sabato ed era rischioso metterlo a partita in corso. Ha retto 70 minuti e non ho corso il rischio di dover fare un doppio cambio. Per me un giocatore che esce e che è arrabbiato è positivo, perché vuol dire che ci tiene. Ho cercato di mettere gli interpreti migliore per vivere una partita così importante.

Pur avendo un centrocampo folto abbiamo fatto fatica sulle seconde palle nel primo tempo. In tante partite, nelle ultime soprattutto, abbiamo giocato con due centrocampisti, ma avevamo attaccanti che ci permettevano di mantenere il possesso. Il Siracusa ci ha costretti a correre senza la palla, facendoci perdere energie fisiche e mentali. Avrei voluto avere anche altre scelte, ma abbiamo avuto defezioni, sia durante la partita di domenica scorsa che durante la settimana.

Eyango è un calciatore che rispetto a D’Amico poteva darci ripartenza e forza fisica. Abbiamo iniziato il secondo tempo con tre attaccanti, perché avevo bisogno dell’input, pur spostando l’equilibrio della squadra, quindi ho messo D’Amico sotto le due punte. Poi ho preferito Eyango per questioni fisiche.

Dobbiamo aumentare la quantità dei tiri nello specchio della porta, altrimenti non contano”.

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