Pedrelli, 85Kg di depressione poi il Foggia: �voglio restare�

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Quanto sono lunghi sei mesi? Qualcuno risponder� poco altri, invece, diranno che sono lunghi una vita. Questo � il caso di Ivan Pedrelli la cui carriera ha subito la metamorfosi da crisalide a farfalla. Non male per chi dalla trafila delle nazionali minori � passato di colpo all�oblio, alla notte pi� scura. �Questa mia stagione la dedico a chi mi diceva che avevo finito di giocare � dice con sferzante ironia il terzino bolognese � tutto per colpa di un esercizio di troppo in una seduta in palestra a Venezia�. Ivan ricorda con amarezza gli istanti dell�infortunio:�Giocai le prime due o tre partite con Corradini. Durante il lavoro settimanale, prima dell�arrivo di D�Adderio, rimediai una dolorosissima ernia al disco. Provai in tutti i modi ad evitare l�operazione ma, contrariamente ai consigli di tutti, decisi di sottopormi ad un intervento chirurgico. Non potevo andare avanti in quel modo, non camminavo bene non riuscivo a prendere sonno la notte. Da l� l�inizio del calvario. Rimasi fermo un anno e rientrai a disposizione del Venezia nelle ultime due giornate di campionato. I lagunari erano salvi e mi dissero che le avrei giocate entrambe�poi, sfortuna nella fortuna, il giorno della penultima giornata presi la febbre a 41�! Non era proprio l�anno buono�. Da quel giorno la situazione � precipitata ulteriormente. Il cellulare smette di squillare e cominciano a circolare voci pesanti tra gli addetti ai lavori che ormai lo danno per spacciato. �A ventidue anni non mi sarei mai aspettato di rimanere a casa disteso sul divano per mesi. Caddi in depressione e furono momenti davvero difficili. Arrivai a pesare ottantacinque chili ma in quel momento decisi che dovevo reagire�. Bisognava rimettersi in gioco e provare a rientrare nel giro. Ecco l�occasione della vita: l�Avellino in B lo chiama per un provino, Ivan non se lo lascia ripetere due volte. Mai fu fatta scelta peggiore. �Mi allenai per tre giorni agli ordini di Incocciati (poi sostituito a stagione in corso da Campilongo) e la sua risposta fu tremenda: �Non puoi pi� giocare a calcio�. Tutto questo per avermi visto correre per poche ore. La mazzata fu davvero tremenda�. Proprio in quei giorni di inizio stagione, nel pieno della delusione dell�ennesima porta chiusa, Pedrelli riceve la chiamata dal Foggia. �Mi dissero che interessavo a loro � ricorda Ivan – ma che per il momento non si sarebbe fatto niente perch� la rosa del Foggia era fin troppo ampia. Allora accettai di fare un provino in Grecia per il Panthrakikos, una societ� neopromossa in serie A. Rimasi li per dieci giorni e trovai l�accordo economico. Al momento della firma per� loro acquisirono un calciatore spagnolo ed io tornai mestamente a casa�. Poi Foggia con le porte aperte dall�addio di Marco Arno: �Arrivai a Novembre e rimasi per pi� di un mese in prova prima di firmare il 5 dicembre. Non ce la facevo pi� � sorride- ma ero davvero molto fiducioso�. Un percorso per Ivan che arriva fino al rinnovo per altri due anni del contratto. �Sono felicissimo. Non ho esitato a trovare l�accordo, ho detto:prima lo facciamo e meglio �! Qui mi trovo molto bene e vorrei rimanerci�. Un motivo in pi� per restare risulta tanto bello quanto (purtroppo) assurdo; si tratta infatti dei primi emigranti per lavoro al contrario. �Jessica, la mia ragazza di Bologna, ha trovato lavoro qui a Foggia. Con lei convivo da ben tre anni ed insieme al mio cane John, un bulldog francese, abbiamo cominciato a girare il Gargano. Il primo luned� di caldo siamo stati a Mattinata, le pietre facevano un po� male, non ero abituato, ma eravamo io la mia ragazza ed il cucciolo ed � stato bellissimo. Ripeter� l�esperienza appena potr�. Tra i tanti sassolini che Pedrelli vorrebbe togliersi dalla scarpa c�� uno che lo assilla ormai da tre anni. Si tratta dello spareggio retrocessione a Verona in b contro lo Spezia. �Avete presente una gara da dimenticare. Bene, quella ne l�esatto esempio. Attaccammo per tutta la partita poi alla fine subimmo il gol che ci condann�. Retrocedere in una piazza molto calda come Verona non fu facile. La sera vidi i tifosi che mi aspettavano sotto casa io me ne scappai a Bologna. Solo a distanza di qualche giorno venni a sapere che volevano solo chiedermi se rinnovassi o meno�. Quel triste ricordo � forse l�ultimo a dover essere cancellato ed il destino porge la spugna al terzino �pel di carota�. Ivan sa che tutte le partite hanno una storia a se e che tutto pu� succedere. �Magari noi abbiamo una spinta in pi� degli altri perch� siamo arrivati con tanto entusiasmo. Loro potrebbero aver accusato il colpo del mancato raggiungimento dell�obiettivo al primo tentativo. Per� queste sono solo congetture, magari in campo saranno pi� agguerriti di noi. Il Benevento � una grande squadra ma ha anche dei limiti ed in difesa non mi hanno lasciato una bella impressione. Se noi siamo arrivati a giocarci questi spareggi � solo perch� siamo stati un gruppo unito. Potevamo perdere molto con la cessione di due colonne come Coletti e Del Core, invece al termine del mercato ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: ok, siamo questi! Diamoci da fare. Cos� siamo arrivati al primo obiettivo, adesso tocca realizzare il sogno�.