Al momento le realt� vere sono queste: la Pescara Calcio non avrebbe pagato gli stipendi di dipendenti e di giocatori. La societ� si sarebbe attivata fin dalle prime ore del mattino con la locale banca, la Caripe, per cercare di ottemperare agl�impegni nella canonica scadenza del trenta settembre.
Galderisi non avrebbe il conforto della fiducia di tutta la squadra. La Pescara calcio non ha in vista alcun mecenate intenzionato a rilevare le quote dei Soglia. I Soglia desiderano ardentemente, anche se dicono il contrario, di togliersi questa patata bollente dalle mani. La Pescara calcio ha debiti pregressi per una decina di milioni il che fa pendere la bilancia verso un fallimento in corsa in modo da poter ripartire, probabilmente, dalla Lega Due annullando i debiti pregressi.
Lo Stadio Adriatico non sar� agibile almeno fino a primavera inoltrata il che significher� dover giocare quasi tutte le partite interne a Vasto (ottanta chilometri di fastidi per i tifosi). Da tutto quanto scritto sopra si evince chiaramente che ci sono due anime che si confrontano: i tifosi e i dirigenti.
I tifosi vorrebbero un altro allenatore pi� esperto ed una societ� pi� chiara e pi� vicina alle esigenze della squadra. I dirigenti sono in ambasce perch� non hanno avuto quanto promesso in partenza dai politici locali (vedi sindaco D�Alfonso); si sono ritrovati con un ambiente che non li ama pi�, dopo le espressioni di passione iniziale; i due fratelli Soglia sono spesso in disaccordo sulle scelte da fare.
Alla fine vincer�, come sempre, l�anima mercantile che porter� il Pescara a leccarsi di nuovo le ferite e a sognare il ritorno in una serie che fu sua per venti anni e che ora fa parte soltanto dei ricordi.
In molti dovrebbero fare il mea culpa, ma, si sa, � molto pi� facile dare la colpa agli altri piuttosto che riconoscere le proprie. E, in questo clima il peggio � dietro la porta.
Gianni Lussoso ヨ www.calciopress.net
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