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domenica , 25 Ottobre 2026
FOGGIA CALCIO

Playoff al cardiopalma

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Tutto, o quasi, in 180 minuti. Un crinale pericoloso: den­tro o fuori, senza più possibilità di appello. Così quattro squadre (Ivrea, Pizzighettone, San Ma­rino e Teramo) hanno salutato la serie C1, altre quattro (Pro Sesto, Sangiovannese, Ancona e Martina) hanno invece tirato un sospiro di sollievo, acciuffando la salvezza in extremis. Verdet­ti definitivi nella parte bassa della classifica. Giochi ancora aperti nei quartieri alti. Dome­nica, primo round per comin­ciare a scrivere il nome delle due squadre che l’anno prossi­mo avranno la grande occasione di militare in serie B.
Poi ci sono gli esclusi, invece, quelli che queste due ultime partite se le sono sognate per tutta la stagione e che all’ultimo se le sono viste soffiare via sot­to il naso. Il Sassuolo che, dopo il successo a Monza, in una del­le gare seguite dal minor nume­ro di spettatori (appena 2.243), pensava di avere la finale in ta­sca, ma anche il Taranto che ha messo paura, tanta, al Partenio, prima di soccombere sulla pu­nizione di Moretti o la Cavese che è stata punita ed eliminata da Mastronunzio soltanto al quinto minuto di recupero.
Già, Mastronunzio, una delle facce che più resteranno im­presse in questa coda della re­gular season. Lui, la “vipera”, autore di tre gol nelle due parti­te contro i campani, che hanno sospinto il suo Foggia fino alla sfida promozione con l’Avellino. Bomber al momento opportuno. Come Borgobello, autore di una doppietta che ha steso il Sassuo­lo e portato il suo Monza a di­sputare la finale-promozione. Come Ceravolo: un gol all’anda­ta e uno nella gara di ritorno contro il Venezia. Pratica liqui­data e Pisa che vola verso la B.
Entusiasmo per le imprese dei propri beniamini, tifosi che hanno sofferto ogni azione, ogni singola giocata, insieme ai cal­ciatori. Grande pubblico per sfi­de che sapevano già di B. Allo stadio Iacovone di Taranto era­no in diecimila per spingere i pugliesi contro l’Avellino. Il match di ritorno non sarebbe stato da meno: 8325 spettatori in un Partenio strapieno. I tifo­si pisani, nel return-match con­tro il Venezia, non hanno voluto lasciare nulla al caso. Troppo al­ta la posta in gioco, non poteva­no esserci cedimenti, neanche sugli spalti: 9430 spettatori, tut­ti d’un fiato, fino al fine, fino al 3-1 definitivo.
Partite decisive: anche una sola distrazione può rovinare un’intera stagione. L’attenzione deve essere sempre massima. Inevitabile un grande spreco di energie e una certa dose di ner­vosismo. Nelle gare d’andata delle semifinali play off ne han­no fatto le spese Montesanto e Raimondi, squalificati per due giornate. Cartellino rosso sven­tolato in faccia anche a Noceri­no della Cavese nella gara di­sputata allo Zaccheria.
Play off e play out che hanno regalato spettacolo, emozione, passione a oltre sessantatremi­la spettatori. Penultimo atto del­la stagione che ora aspetta di ve­dere quali saranno le magnifi­che due, che si conquisteranno sul campo il diritto di giocare la prossima stagione in serie B. Domenica prossima quindi spa­zio a Monza-Pisa e Foggia-Avel­lino. Nei precedenti stagionali di campionato, le due sfide sono finite in pareggio. Partite dun­que votate all’equilibrio, dove alla fine prevarrà, come sem­pre, la maggior fame di vittoria.
Fonte: Corriere Dello Sport

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