Pompilio, il talento del rione Candelaro

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Pompilio sta a Foggia come Cassano sta a Bari vecchia. Un�equazione dal risultato imprevedibile, come nel clich� dei due personaggi, legati da un grande talento calcistico fuori dal comune e dai natali avuti nei quartieri �difficili� delle rispettive citt�. La passione per il calcio ha sempre fatto parte della vita di Pompilio, sin dalle partite con i suoi amici per le vie del rione Candelaro, con gli zainetti messi a terra per delimitare le porte. Il passaggio nel vivaio dell� U. S. Foggia � poco pi� di una parentesi, chiusa in anticipo con il passaggio al settore giovanile del Lecce. “Mi mandarono via”, spieg� Pompilio lo scorso gennaio, nel giorno della suo ritorno in rossonero.

Un addio doloroso per uno come lui che non perdeva una partita della sua squadra del cuore: “Facevo il raccattapalle durante le gare di campionato. Guardavo e studiavo da vicino i calciatori ed in particolare il mio idolo Marco Cellini. Un attaccante che ho conosciuto ed ho avuto come compagno di squadra a Varese”. Proprio il trasferimento in Lombardia ha rappresentato il punto di svolta della sua carriera. A suon di gol e buone prestazioni si cuce addosso il numero dieci della Primavera varesina e si guadagna il soprannome di �piccolo Rooney�, per il fisico compatto e la facilit� nell�andare in gol. Nel 2010-2011 corona la sua grande stagione con il raggiungimento della finale del campionato Primavera, persa al cospetto della Roma di Alberto De Rossi. Dalla panchina lo guidava DevisMangia, l�anno successivo destinato alla panchina del Palermo in serie A. Il tecnico milanese ha saputo gestirlo dal punto di vista tecnico e umano: “Io i bravi ragazzi li apprezzo se a loro devo affidare le mie figlie…ma certi canoni non mi servono su un campo di calcio. � un bravo ragazzo, crescer� anche da questo punto di vista. � un talento grandissimo, e quel pizzico di sregolatezza c�� perch� serve”, disse il tecnico ex Palermo all�indomani del suo trasferimento al Foggia.

“Nello spogliatoio Luca � un estroverso ” spiegava tempo addietro Damiano Milan, secondo portiere del Varese ed ex rossonero. “Con lui mi divertivo moltissimo, era impossibile non sorridere”. Un�ulteriore testimonianza del suo carattere �caldo�, al quale si abbinano indiscutibili qualit� tecniche. “Ha potenzialit� enormi, pu� fare tutto quello che serve” spiegava Devis Mangia. “� bravo e svelto col pallone tra i piedi, si inserisce spesso e bene, � un uomo d�area, ma prova davvero tanto gusto a mandare in gol i suoi colleghi”. Doti che ha mostrato a lampi anche nei sei mesi trascorsi in rossonero. Al suo attivo un gol pesante in chiave salvezza contro il Viareggio, uno meno fortunato contro il Carpi (vinsero gli emiliani), nonch� alcune presenze nella fila della nazionale under 20, allenata dall�ex rossonero Gigi Di Biagio. Oggi la carriera sportiva di Pompilio � ferma al palo. Il Foggia detiene il diritto di riscatto della met� del suo cartellino, ma l�empasse societario impedisce qualsiasi tipo di valutazione tecnica. La priorit� � evitare che il Foggia sparisca dopo novantadue anni di storia.

Fonte: domenico carella – Corriere del Mezzogiorno
foto: antonello forcelli