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venerdì , 16 Ottobre 2026
SERIE C

POTENZA: storia di una trattativa che non c´�

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L´imprenditore Bruno contatta Postiglione, non prima di averne messo in dubbio i diritti di propriet� sulla societ� di calcio. In realt�, l´offerta per l´acquisto tarda a essere resa nota.

HA TOLTO i veli – nemmeno tanto coprenti, visto che non � passato inosservato – dalle sue intenzioni. Ma �, almeno per il momento, inesorabilmente rimandato ad occasioni migliori. Per essere fin troppo buoni e non dichiararne la bocciatura.
Raffaele Bruno, potentino doc, vicepresidente della Triestina, imprenditore di fama nella citt� friulana e pronto a ritornare in pompa magna con una finanziaria che si immetter� nel capoluogo a breve, ha manifestato una certa attenzione per il Potenza. Parla per nome e per conto �di un gruppo di amici imprenditori del nord est�, non meglio specificati, �per acquisire la maggioranza della societ� calcistica. O anche il 100%�. Lo dice apertamente in una conferenza stampa convocata in una sua villa a Malvaccaro, nelle prime ore di un pomeriggio (e di una serata) che meritano di essere raccontati, specie per come si sono chiusi. Breefing con i giornalisti che, in maniera del tutto anomala rispetto a come si dovrebbe fare se le reali intenzioni sono quelle di intavolare una trattativa, avviene prima di un qualsiasi incontro con Giuseppe Postiglione, l�amministratore unico e il rappresentante legale del Potenza Sport Club.
Precisazione, questa, obbligatoria, perch� Bruno affronta la questione di petto, insinuando dubbi, per lui legittimi visto che si presenta con le copie delle visure camerali della societ� di calcio, sulla propriet�.
�Ho difficolt� a capire chi � il proprietario del Potenza. Con chi devo interloquire?�, dice, pensando di creare sgomento in chi lo ascolta e tenta di capirne di pi�.
Il Potenza � di propriet� della Calpel (ex societ� di Calluori e Pellegrino, acquisita da tale Minici e Postiglione), della quale � amministratore unico Postiglione. Lo stesso che � amministratore unico del Potenza.
Ad essere nemmeno troppo intelligenti, � lui la persona con la quale trattare o, quantomeno, a cui chiedere con chi parlare pur essendone lui stesso legittimato dalle cariche che ricopre.
Ma questo punto � superato, perch�, dice Bruno, �stiamo verificando chi � questo Minici, visto che detiene il 95% della societ�. Ed allora? �Sto mettendo insieme un gruppo di imprenditori del nord est che a giugno fanno il primo passo�, dice non spiegando per� con che tipo di progetto. E fino a giugno? �Io sono qua a dire ai tifosi (presenti al colloquio con una rappresentanza, ndr) che non devono contestare Postiglione, devono salvare il Potenza, gli devono stare vicini e devono fare in modo di non fargli prendere altre multe�. �Loro mi amano – dice con trionfalismo, indicando uno dei rappresentanti degli ultras – e lo devono sapere chiaramente se Postiglione o chi per lui non vuole vendere�.
Basta. Stop. Una conferenza stampa (perch� come tale � stata presentata) per ricevere copia delle visure camerali. Non era forse meglio parlarne prima con Postiglione? �Sono pronto, lo chiamo adesso davanti a voi�, dice Bruno. E l�appuntamento � presto fissato: ore 18.30 davanti al Caff� Mediterraneo, dove c�� ancora la stampa, i tifosi e anche Postiglione.
E qui si � scatenata l�apoteosi e si � avuta la certezza, anche tra i tifosi presenti, che questa offerta per rilevare il Potenza non arriver� mai o, comunque, non da Bruno, direttamente e indirettamente.
Fatto sta che Postiglione ha chiarito senza possibilit� di errore: �Sono il titolare del 100%, in maniera diretta o indiretta del Potenza e della Calpel. Sono il legale rappresentante di entrambe le societ� se c�� un�offerta la si deve fare al sottoscritto. E poi, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i, vorrei sapere Bruno chi rappresenta, visto che non pu� trattare compravendite di societ� essendo vicepresidente della Triestina. Se Bruno mi fa capire con chi devo parlare, metto a disposizione il 100% della societ�. In parole pi� dirette: �Non ne faccio una questione economica, chiunque voglia sedersi a trattare lo faccia solo a una condizione: che si presenti un piano industriale a cinque anni e che sia garantito. Questo perch� il Potenza non � una ditta ma un patrimonio della citt� e devo sapere in mano a chi va e con che programmi�.
A questo punto era logico attendersi la replica concreta di Bruno, che non � arrivata: �Me lo hanno chiesto quattromila persone di intervenire e lo sto facendo. Voglio che tu resti presidente e che i tifosi ti stiano vicini. Avrai il mio sostegno morale�. Di soldi nemmeno a parlarne, �perch� le trattative non si fanno nei bar e in mezzo alla strada�, dice Bruno. Ed allora? Piccola passeggiata dietro l�angolo per lasciarsi con la rinnovata disponibilit� di Postiglione e una non meglio precisata strategia futura di Bruno, per nome e per conto del suo gruppo di amici. Forse una sponsorizzazione, il pensiero fisso sul bene del Potenza, una prossima telefonata di qui a venire. Chiss�, a giugno una trattativa degna di tal nome. O anche domani. Ma, onestamente, non � quello che ci auguriamo se le premesse sono quelle.

Fonte: www.ilquotidianodellabasilicata.it

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