“Quei tre sono malati di gioco ma in A scommettono in tanti”

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Doni, Bettarini e Signori travolti dall�inchiesta di Cremona ma sarebbero solo la punta di un fenomeno molto pi� vasto. “La scommessa come fondo nero per fare il regalo all�amante…”

Da cinquant�anni � nel calcio professionistico, con ruoli diversi. Da tempo ha scelto di collaborare con le procure italiane e raccontare il calcio sporco che gira intorno. L�abbiamo incontrato nelle Marche, area calda del nuovo scandalo del calcioscommesse, zona di calciatori biscazzieri e ricevitorie senza controllo. Dal 2006, l�anno di Calciopoli, segnalava il ritorno della scommessa taroccata sui campionati italiani, dalla serie A alla Lega Pro. “Evviva le procure”, dice adesso, stanco, “dipendesse dalla Federcalcio italiana queste storie immonde non uscirebbero mai”.
Ce li aveva indicati, in quell�incontro in un ristorante in collina: Doni, Bettarini, Sommese. “Il calcio sapeva che erano tornati a giocare. Tutti e tre sono stati coinvolti, e giudicati colpevoli, in scandali precedenti. Doni per Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, il 2001, chiam� anche i cugini di terzo grado a scommettere sul pareggio. Bettarini e Sommese sono venuti fuori nell�inchiesta del 2004. Pene ridicole per calciatori al tramonto, chiusa l�attivit� sono tornati a fare quello che hanno sempre fatto. Sono malati di gioco. E Bettarini � diventato il centro del nuovo sistema”.
Quei tre giocatori infedeli, ci segnal� nell�ultimo incontro, poi ne indic� altri sette. “Parlo solo di quelli che conosco in presa diretta, ma le partite vendute dai calciatori italiani sono diffuse dal Nord al Sud, dai professionisti alla Terza categoria. Dovete sapere che Bettarini aveva il suo centro scommesse in largo Como, nel centro di Milano. E non era certo da solo. Bettarini, certo, era l�organizzatore, l�uomo che dava le indicazioni all�associazione: partite da addomesticare, risultato finale, giocatori su cui fare pressioni. Ma viaggiava sempre di scorta a un calciatore pi� famoso di lui, il centravanti degli anni �90, ogni anno una casacca diversa. Sono inseparabili: scommettono su tutto. Vedono un�auto passare in largo Como e uno dice all�altro: “Cento euro che la targa � dispari?”. Cos�, scommesse a ruota libera, per dare un senso alla vita”.

Il racconto del dirigente di lungo corso segnala una squadra intera di calciatori scommettitori, gran parte in attivit�. C�� il prolifico attaccante del Nord-Est. Il vecchio centravanti a cui il fisico appesantito non concede pi� le prestazioni che l�hanno portato alla nazionale. Spesso i taroccatori sono attaccanti, “un ruolo sensibile, che pu� cambiarti la partita”. E spesso le scommesse si fermano al primo tempo delle gare: la conformazione delle scommesse, la loro ampiezza, oggi facilit� i brogli. “Chievo-Bologna di quest�anno grida ancora vendetta”. Nel mazzo degli atleti citati c�� il ragazzo che si � ritirato a soli 28 anni, centrocampista del Frosinone, e quello dell�Albinoleffe, stretto amico di Bettarini. “I calciatori sono la parte peggiore del calcio. Quelli in attivit� scommettono perch� hanno gli ingaggi blindati dalla famiglia, spesso dalle fidanzate, e allora hanno bisogno dei diecimila euro per fare il regalo all�amante. Scommettono nei ritiri, al computer. Scommettono il sabato sulle partite che giocheranno il giorno dopo. E questa non � un�abitudine solo dei calciatori”. E di chi altri? “Nel nuovo giro ci sono allenatori, procuratori, presidenti del calcio. S�, alcuni presidenti scommettono: a loro serve per sistemare i bilanci”.

Fonte: www.repubblica.it