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giovedì , 29 Ottobre 2026
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Qui Pescara – Pavone: “Contro il Foggia non sar� una gara normale”

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�Diciamo che questa � una partita pi� emozionante di altre��, minimizza Pavone alla vigilia, con il suo solito stile fatto di poche parole. In biancazzurro per lui una stagione da giocatore in serie A nel 1978/1979 e tre da direttore, prima con Repetto e poi con Leone. �Domenica alle 17.30 ci sar� il fischio d�inizio, si partir� da zero a zero e sar� il campo, come sempre, a parlare. Inutile aggiungere altro�, prosegue.
Ma il flusso dei ricordi e delle emozioni che sale dal cuore arriva anche alla lingua di una persona silenziosa come il ds nato a Barletta: �Foggia mi ha dato tantissimo, da calciatore, facendomi iniziare la carriera da professionista, e da dirigente. Entrambe le esperienze sono state piene di grandi soddisfazioni, non posso scegliere tra l�una e l�altra, anche perch� penso che il segreto nella vita sia saper vivere al massimo il momento�.
Ecco perch� domani pomeriggio qualche brivido gli passer� lungo la schiena rivedendo in campo, da avversario, quelle maglie a strisce rossonere. Lui e Zeman, per�, saranno dall�altra parte della barricata. Il Foggia lo guideranno invece due loro allievi: Stroppa in panchina e Di Bari dalla scrivania. �Il Foggia di oggi figlio del nostro? (risata, ndc) Diciamo che ci conoscono bene� sicuramente staranno pensando solo al campo e non ai sentimentalismi e avranno provato tutte le contromisure per arginarci�.
Ha vinto campionati, segnato gol importanti, preso e valorizzato giocatori fortissimi, ma quando gli chiedi di mettere in cima alla lista il ricordo pi� importante della sua vita a Foggia, Pavone ti sorprende: �La mia pi� grande responsabilit� da quando sono nel calcio: scegliere Zeman, nel 1986, quando nessuno lo voleva. Ho dovuto impormi su tutto l�ambiente. Foggia era una piazza abituata a grandi nomi: Maestrelli, Toneatto, Puricelli. Veniva dalla gestione di Fabbri. Quando presentai il nuovo allenatore, uno sconosciuto preso dal Licata, la gente mi chiedeva: �ma dove si trova Licata?�. Fu una rivoluzione totale, di filosofia e uomini. Imposi un ricambio generazionale profondo e un cambiamento della mentalit� radicale. Alla fine della storia, ho � anzi, abbiamo � avuto ragione�.
Una grande sfida tra presente e passato, tra allievi e vecchi maestri, con un assente impossibile da dimenticare: Franco Mancini. �Peccato, davvero, che non possa essere qui con noi per vivere questa partita cos� piena di emozioni. La vita a volte riserva grandi dolori, ma � cos� e bisogna andare avanti. Sono felicissimo che le due societ� abbiano deciso insieme di ricordare Mancini prima del fischio d�inizio. Spero che lo stadio gli dedichi l�applauso che merita�

fonte: tuttopescaracalcio.com

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