Qui Pisa – Lucchesi: “Il modus operandi dei soci non corrisponde al modo che piacerebbe a noi. Il 13 giugno sar� bagarre”Pisa

A margine della riunione nella quale il DG del Pisa Fabrizio Lucchesi ha parlato dell´organizzazione della doppia finale play off, il direttore stesso affronta anche lo scottante tema della vicenda societaria che sta tenendo banco in questi giorni a Pisa:

“Questa storia non mi piace, non credo piaccia a nessuno. Adesso ve la spiego, tanto le bugie hanno le gambe corte, e non conviene mettersi sul piano del botta e risposta. Il 22 gennaio 2016, con l� ingresso formale di Petroni nella Carrara Holding, il Pisa ha potuto colmare un problema nato ol 26 novembre, quando io e il mio gruppo di amici dovevamo far fronte a debiti per 3milioni 530 mila euro spettanti a Battini, visto che il 14 agosto, al momento della vendita, ci eravamo accollati parte dei debiti e il costo della gestione, pi� alcune fatture che son sempre li ma che sistemeremo. In quel momento, quando vidi il debito, valutai delle opportunit�, i soci miei scapparono perch� avevano paura a entrare in una societ� cos�, Freggia a parte che mi � sempre stato vicino, e cos� mi trovai con due parti, e mi convinse di pi� Petroni che era da quattro anni che inseguiva il Pisa: l�intesa raggiunta prevedeva a loro la gestione amministrativa a noi quella sportiva. Petroni ha messo 1 milione e mezzo nella causa, e io accettai subito che i soldi arrivassero sul conto corrente cointestato a me e Taverniti, con la firma congiunta: i soldi arrivati sono andati al Pisa per pagare la parte dei debiti che Battini non aveva pagato”.

Si arriva quindi al momento della discordia: “Intorno alla met� di febbraio ci siamo iniziati a confrontare, il primo progetto imprenditoriale � quello del Football College, che io ritengo una buona idea, innovativa e interessante, con un per�: strutturarla di li a breve comportava problematiche grosse, e da li ci siamo accorti che il modus operandi del gruppo di Petroni non conciliavano con il modo di fare che ci piacerebbe a noi. Questo modo non ha soddisfatto alcune persone che avevano aderito inizialmente all�iniziativa, il modo di fare impresa non coincide davvero con il nostro, e sarebbe bastato fermarsi li e ragionare: il problema per� non � stato quello, � stato un matrimonio fatto senza prima il fidanzamento, ci siamo conosciuto dopo e questo ovviamente ha portato conseguenze. E io ho avuto a che fare con tanti malumori, primo tra i quali quello di Gattuso, e quando mi sono accorto che lo stavo per perdere ho fatto un passo indietro, non potevo mettere a repentaglio l�asset fondamentale di questa squadra, anche perch� il mister ha chiesto la risoluzione del contratto, un biennale: a queste condizioni � comunque ovvio che non rimarr�, il contratto prevedeva che sarebbe potuto andare via quando voleva, io spero di convicerlo a rimanere in ogni caso. Il progetto sportivo era la nostra base, per la B l´avremmo rinforza per la Lega Pro � ottima”.

Conclude poi: “Io ai pisani non ho mai chiesto nulla, se non ci fosse stata emergenza non avrei chiesto nulla a nessuno, non solo ai pisani. Ho avuto ovviamente problemi perch� a qualcuno dei miei soci son girati i coglioni per il fatto che abbia dato a Petroni il 50%, cos� ho richiesto aiuto a loro e ho parlato con Petroni, anche per sapere quando volesse adesso per le sue quote, ho fatto anche una mia offerta avendo le spalle coperte, ma non so come andranno le cose. Forse mi son giocato Rino Gattuso, e non so nemmeno io se rimarr�: dal 12 di giugno forse i problemi saranno maggiori, ma io speravo ci si mettesse a un tavolo gi� da tempo per parlare. Son tutti scappati, nessuno sta dietro a questa situazione, io son rimasto solo. La strada presa ora � molto pericolosa, per il 16 vanno fatti tutti gli adempimenti, quindi occorre stringere i tempi, non aver avuto un confronto � un problema del Pisa. Il 13 giugno sar� bagarre, ma a ora non parler� pi� fino a quel momento”.

fonte: tuttopisa.it