Rimini-Cocif, fine di un matrimonio durato 16 anni

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Fine delle trasmissioni. Dopo quasi 16 anni la Cocif lascia la guida della Rimini Calcio. Non c�� un acquirente, si chiude. Il 2 maggio si abbasser� la serranda cigolante e sbilenca del Romeo Neri davanti ad almeno duemila veronesi in festa per la serie B. Poi ci si potr� fare un bel centro commerciale, lo spazio abbonda. Sette giorni dopo a Giulianova scorreranno i titoli di coda su una lunga storia gi� passata attraverso un fallimento, quello dal quale proprio la Cocif (insieme a Sigla e Conad) rilev� il titolo sportivo. La Cocif non far� fallire la srl della quale detiene le azioni, non � abitudine della cooperativa di Longiano finire sui libri neri di un tribunale. I dipendenti con contratto fino al 30 giugno avranno fino all�ultimo euro, quelli con un contratto pluriennale entreranno nel vortice della liquidazione. Se la squadra non si iscriver�, saranno liberi. La societ� non li pagher�, loro potranno trovare altri contratti a parametro zero. Dal punto di vista formale, nessuna fuga. Non mancher� il tempo nei prossimi giorni per chiarire cosa prevedano esattamente le carte federali, se cio� sia possibile non fallire e ripartire ad esempio dalla serie D con altri soci ed un altro titolo sportivo. La trattativa per chi vorr� nel frattempo subentrare � complessa, comprende crediti che il Rimini vanterebbe ancora in Lega e i contratti pluriennali. Per ora sono chiacchiere, la realt� � che c�� un annuncio ufficiale di disimpegno e con quello adesso bisogna fare i conti. A raccontarla questa decisione � intervenuto ieri l�Avv. Giovanni Boldrini, ad inizio anno individuato come portavoce ed anche legale della cooperativa.

Luca Benedettini e Piero Cataldo, Presidente della Cocif e del Rimini il primo, direttore generale della Cocif il secondo, ovvero le uniche due persone rimaste nell�azienda con un qualche stimolo calcistico colorato di bianco e rosso, hanno scelto di non esserci con la loro faccia. Scelta discutibile, ma da rispettare, forse presa pi� di pancia che di testa perch� da un anno a questa parte deve essere stata dura tirare avanti, con la foto di Bellavista sulla scrivania e il fiato della cooperativa (con utili dimagriti ma non in difficolt�), con soci largamente e legittimamente tifosi di altri colori. Ha deciso un consiglio di amministrazione. Prevedibile la posizione di minoranza dei due dirigenti, dopo che lo scorso anno erano riusciti, dopo la retrocessione, a convincere la cooperativa a proseguire. Boldrini ha ricordato che in 16 anni la Cocif � rimasta sola, prima con le forze per farlo, poi chiedendo aiuto per due anni. Le bocce si muovono solo per il basket, ha detto l�avvocato. �Dalle iniziative del Comune a sostegno dello sport alla Cocif non � arrivato un euro. E non si dica che si aiutano le societ� sportive che operano nel sociale perch� anche la Rimini Calcio gestisce un settore giovanile di 400 ragazzi: non � forse attivit� sociale questa?�. Dalla Cocif non escono e non usciranno commenti, Boldrini � il referente per tutti coloro che vorranno chiedere informazioni. �Solo gente seria e motivata, faccende come quella che abbiamo letto su Riviera Solare e la societ� di basket non accadranno�. Ovviamente non si far� vivo nessuno, a meno che qualcuno fin qui non abbia ritenuto di dover stare al coperto perch� convivere con la Cocif non era la cosa pi� semplice. �Non si � riusciti a darci un campo da allenamento, figuriamoci lo stadio, al quale personalmente non ho mai creduto�.

Boldrini ha calcato la mano: �La Cocif ha dato lustro al calcio, ha sostenuto enormi investimenti da sola, ha un settore giovanile con 400 ragazzi che costa come un campionato di basket di Legadue. La risposta, in due anni di richiami continui, � stata il nulla. Al calcio niente, nessun segnale, al basket attenzione diversa. Ne prendiamo atto�. Sui tempi, Boldrini ha detto: �Lo diciamo adesso perch� c�� tempo per trovare qualcuno disposto a subentrare. Certo, c�� il rischio che la squadra subisca un contraccolpo, ma ci appelliamo alla professionalit� di ragazzi che non perderanno un euro. Una miracolosa promozione? Sar� pi� facile vendere il Rimini�.
Quest�ultima affermazione pare rivedibile, lo stesso avvocato ha spiegato che in cadetteria, per un club sano, costi e ricavi si bilanciano senza troppi sacrifici. Quindi una promozione in B, c�� da scommetterci, farebbe innestare la retromarcia.

Fonte: Romagnamia.it