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domenica , 25 Ottobre 2026
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Salgado: il re del gol straniero

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È l’ombelico del Foggia che sogna. Mario Salgado si scusa per il ritardo. È finalmente protagonista, avverte il calore della gente. Tutti coccolano il cileno che, con i suoi gol, avvicina la città, già culla di Zemanlandia, al balcone con vista sulla serie B. Conla rete rifilata all’Avellino, l’attaccante ha toccato quota 14 reti, confermandosi il miglior realizzatore straniero in questa stagione in serie C1.Dopo il digiuno sofferto al Nord, il giocatore si è destato dal torpore a Terni, tre stagioni fa, e si sta esaltando a Foggia, la tappa più meridionale del suo tour italiano.

SCOMMESSA DA VINCERE Gli manca soltanto un bersaglio per vincere il premio pattuito, che era stato promesso dal presidente Capobianco e dal direttore sportivo Salerno. Lo scorso luglio, quando firmò un contratto biennale col Foggia, Salgado lanciò un’intrigante sfida ai dirigenti. Gli proposero un premio, al raggiungimento del tetto di 10 reti. «No. Fissiamo il bottino di 15 gol», la replica, da simpatico guascone,del ragazzo di Talcahuano.

UN’ALTRA ITALIA Evidentemente era sicuro di potersi riscattare, di riuscire a esplodere, sia pure a scoppio ritardato. Per 5 anni, Mario aveva cercato invano di dimostrare le qualità che, nell’estate 2001, convinsero il Brescia a fare un investimento importante. Nel suo girovagare, il giocatore sudamericano si era intristito, accendendosi appena nelle parentesi, in prestito, in B, a Verona (4 gol) e Terni (6 sigilli). E, scaduto il contratto quinquennale col Brescia, nel giugno 2006 abbandonò l’Italia, deciso a rilanciarsi in patria. Ma all’improvviso arrivò la chiamata del suo procuratore Filippo Fusco, che gli prospettava la soluzione Foggia.

LA SPERANZA «Tornando in Italia per giocare in C1, perderò ogni speranza di conquistare la nazionale cilena», confidava la scorsa estate Salgado, illuso dall’unica presenza accumulata, in amichevole, nella rappresentativa maggiore. Sposato il progetto della società pugliese, l’attaccante, passando dal modulo di Cuoghi agli schemi di D’Adderio, è risultato sempre più incisivo inzona-tiro, anche per le invenzioni di Pecchia. Prima dei playoff, 12 gol e altri 2 negli spareggi con Cavese e Avellino: strada facendo, l’attaccante ha voluto conoscere la storia del Foggia, segnata dalle prodezze di Signori e Baiano e dallo spettacolo di Zeman.

AL MONDIALE Così ha ritrovato il sorriso «el pescador», come venne ribattezzato durante il campionatomondiale Under 20. Fu un telecronista cileno ad affibbiargli il soprannome per rimarcare, tra tanti nazionali che erano originari di Santiago, la provenienza di Salgado da una città di mare, Talcahuano.

I BAMBINI E IL MARE Amico di Jimenez e Valdes (il leccese è il suo «compare», visto che, ai tempi della nazionaleunder 20, erano inseparabili, sempre pronti a organizzare scherzi in ritiro), gli piace andare a cavallo e godersi la buona cucina, a base di pesce, della compagna Rafaela. Salgado porta la sua gioia tra i bambini foggiani, quasi voglia immaginare vicino a sé il figlio Diego, 6 anni, che vive in Cile. Domani l’attaccante tornerà a far visita agli esordienti della scuola calcio «Juventus San Michele», che aveva incontrato a maggio. Poi, magari per festeggiare un gol ad Avellino, che potrebbe valere la promozione oltre al premio speciale, tra qualche giorno Mario si rilasserà al rumore del mare. Con una canna, sulla scogliera di Manfredonia, «el pescador» sognerà un’altra pesca grossa. Ancora a Foggia, oppure a Livorno o Cagliari?

Fonte: Gazzetta dello Sport

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