Sau: “Grazie a Zeman sono diventato un altro”

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Destro, sinistro, testa, petto, tacco� Per Marco Sau il come � solo un dettaglio. Conta solo il quanto. Ed i numeri, in questo senso, parlano forte e chiaro. Venti i gol complessivamente segnati nell�arco dell�intera stagione, in tutta la Lega Pro terzo solo a Paulinho (24) e Gaeta (21) che, per�, hanno rispettivamente calciato sei e quattro rigori. TuttoLegaPro ha voluto intervistare in esclusiva il capocannoniere del Foggia nonch� il vincitore della speciale classifica marcatori del girone B di Prima Divisione per ripercorre le tappe di una stagione davvero memorabile. Almeno, a livello personale.

Zeman non si � detto soddisfatto dei risultati conseguiti. Quello del Foggia � stato veramente un campionato al di sotto delle aspettative?

�Non credo affatto. Abbiamo costruito la squadra in pochi mesi partendo addirittura in ritardo con la preparazione. Eravamo un gruppo giovane con tutti i pro e i contro che questo fatto comporta. L�esperienza non ci ha certo aiutati in questo senso per� io credo che, tirando le somme, il nostro cammino si debba considerare positivo�.

Che tipo di allenatore � Zeman? Come ti sei trovato a condividere fianco a fianco questa esperienza?

“Zeman � Zeman: una persona vera, schietta, diretta che non si nasconde dietro a nulla. Anche se i suoi allenamenti�”

Faticosi, vero?

“Devo dire che sotto questo aspetto � migliorato, stando al passo con i tempi: anche se non ci ha risparmiato i famigerati gradoni, l�intensit� con i quali li abbiamo affrontati � stata certamente minore rispetto a quella che il tecnico esercitava in precedenza. E� fissato sulla tenuta fisica e i suoi allenamenti sono principalmente basati sullo sforzo, sulla corsa, sugli scatti e sui tagli veloci�.

Alla luce del tuo straordinario rendimento, quanti meriti attribuisci a Zeman?

“Tanti. Il suo calcio iper-offensivo ha certamente incrementato la mia pericolosit� sottoporta e il suo tipo di gioco ha notevolmente influito su quello che alla fine � stato il mio rendimento. Credo che ogni attaccante possa andare a nozze con un tecnico come Zeman, capace di metterti a tuo agio, a spronarti quando serve e a sviluppare le singole qualit�”.

Cosa hai appreso dal suo insegnamento?

“Mi ha insegnato a muovermi sempre e comunque, sollecitandomi a imparare a prendere il tempo al mio marcatore e a tagliare gli spazi con maggior continuit�. Con lui mi sono veramente trovato bene anche perch� rispecchia completamente quella che � la mia idea sul come deve essere e sul come deve muoversi un attaccante”.

Se escludiamo i calci di rigore sei il capocannoniere di tutta la Lega Pro. Sorpreso da questo risultato?

“Assolutamente s�, non me l´aspettavo. Per� non mi sento completamente esploso sebbene 20 gol in 33 presenze siano effettivamente tanti. Va benissimo cos�”.

Quale reputi sia stata la rete pi� importante?

“Penso a quella contro l�Atletico Roma, data anche l�importanza in s� della partita. Ci giocavamo una gran fetta dei play-off e, alla fine, abbiamo superato la prova in maniera convincente”.

E quella pi� bella?

“Credo quella contro il Benevento, di tacco”.

Quella pi� particolare?

“Quanto a stranezza, il gol di petto contro lメAndria”.

Quella, invece, pi� difficile?

“La doppietta contro il Lanciano, fuori casa, subito alla terza giornata. Poi, purtroppo, abbiamo perso 5-3”.

Ora il calciomercato. Cosa pensi possa accadere?

�Non so veramente nulla. Il mio desiderio � vestire la maglia del Cagliari: per un sardo doc come lo sono io, credo sia il massimo della vita. Ma, ripeto, non sono a conoscenza di nulla�.

Fonte: tuttolegapro