TEAM ANALYSIS: BRESCIA

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scritto da Piero Colangelo
ALLENATORE UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.
Sul difficile cammino per la possibilit� di mantenere di un posto nel campionato cadetto anche il prossimo anno, il Foggia affronta la capolista Brescia, la prima delle otto partite spareggio che determineranno il destino della squadra foggiana.
Le statistiche parlano di due squadre che soffrono di �paregite�, per entrambe , pi� di un terzo dei risultati finali � terminato con un nulla di fatto, ma mentre il Brescia ha perso solo 3 volte il Foggia � uscito sconfitto dal campo ben 9 volte.
Per effetto dei tanti punti lasciati per strada, il Brescia non pu� nemmeno sentirsi al sicuro per quanto riguarda la promozione diretta, incalzano Palermo, Lecce e Verona, quest�ultimo, comunque, con due partite in pi� giocate rispetto alla squadra lombarda.
Eppure sembrava che ad un certo punto del campionato Donnarumma e compagni fossero in grado di distanziare le altre pretendenti in virt� della qualit� del gioco espresso e delle capacit� realizzative del duo d�attacco autore di 32 delle 56 reti realizzate dalla squadra di Corini.
In effetti il Brescia per quanto sia in grado di esprimere una manovra fluida, caratterizzata soprattutto da verticalizzazioni tendenti ad innescare la velocit� dei due attaccanti ma anche di Spalek e di Bisoli, mostra qualche crepa per quanto riguarda la fase difensiva.
Corini, subentrato all�inesperto Suazo, sostituto in panchina dopo sole tre giornate, ha sin da subito optato per il sistema di gioco 1-4-3-1-2 puntando soprattutto sulle caratteristiche individuali di quei calciatori pi� propensi ad attaccare che a difendere. In particolare ha indirizzato la scelta sulle qualit� tecniche del giovane trequartista Spalek, quest�anno titolare inamovibile dopo molta panchina lo scorso anno, finendo cos� col concedere qualcosa agli avversari in fase di non possesso.
La squadra si difende con tre linee di pressione. La prima costituita dalle due punte centrali e Spalek, che si limitano ad una prima pressione quando la squadra avversaria avvia lメazione per poi rimanere quasi sempre sopra la linea della palla in attesa di una eventuale transizione offensiva.
La seconda linea di pressione � formata da tre giocatori, situazione non usuale per le squadre che difendono nel campionato italiano con una linea difensiva a 4. Sul centro sinistra opera quasi sempre il possente Ndoj, italo albanese di scuola Roma. Centrocampista moderno, in grado di giocare in qualsiasi posizione del reparto mediano e probabilmente contro il Foggia sostituir� lo squalificato Tonali nel ruolo di play. Come centrocampista centrale di sinistra dovrebbe giocare Dessena , che a dispetto del suo curriculum, non � riuscito ad entrare in pianta stabile nell�undici titolare. Sul centro destra il titolare � Bisoli. Tanta corsa, ma anche qualit�. Molto bravo, a partite tra le linee e presentarsi in area per concludere a rete.
Del gioiello Tonali si � detto tanto. Quest�anno ha messo in mostra tutte le sue qualit� che non sono solo la visione di gioco e l�ottimo dominio della sfera ma anche la capacit� di riconquistare palloni. Facile pronosticare per il giovanissimo talento bresciano un sicuro avvenire.
La difesa ha subito 35 reti per le ragioni esposte ma � formata da calciatori di sicuro affidamento. La sorpresa � il giocane Cistana, anch�esso prodotto del vivaio locale che lo scorso anno era in C con il Prato dove ha giocato qualche partita. Gli fa compagnia al centro della difesa, Romagnoli, mentre, a rinforzare la fascia esterna sinistra, dal mercato di gennaio � arrivato l�ex Crotone Martella che fa coppia con l�ex barese Sabelli sulla fascia destra.
Per l�attacco i numeri parlano da soli. Donnarumma e Torregrossa , si integrano a meraviglia. Pi� bravo il primo nel trovare la via della rete con incredibile puntualit�, pi� estroso e di movimento il secondo, capace di aprire varchi per i compagni e di inserirsi in ogni azione offensiva della squadra.