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martedì , 6 Ottobre 2026
INTERVISTE

Turati: “Abbiamo l’obbligo di dare il massimo per gli ultimi 180′, perché i nostri tifosi lo meritano”

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Le parole di mister Turati dopo Foggia-Siracusa:

“Sicuramente il risultato di oggi cambia le nostre speranze negli ultimi 180 minuti. Volevamo conquistare i tre punti e questo pareggio condiziona il nostro percorso futuro. Finché la matematica non ci condanna, anche se rimarrà solo l’1% di speranza, la cavalcheremo perché la nostra gente deve essere comunque orgogliosa di noi.

Penso che il Foggia sia una squadra molto più esperta di noi, con calciatori che conoscono più la categoria rispetto ai nostri. Nel primo tempo abbiamo approcciato bene la partita e meritavamo forse qualcosa in più. Nel secondo tempo siamo mancati di personalità, permettendo al Foggia di sporcare la partita. Dovevamo essere più capaci di tenere il dominio e sfruttare gli spazi che ci dava il Foggia. Dopo il gol incassato per una nostra ingenuità, abbiamo ripreso in mano le redini della squadra e abbiamo spinto fino alla fine. Per me questo è un motivo di orgoglio.

Sono abituato a vedere più in casa mia che in quella degli altri. Credo che se avessimo fatto ciò che riusciamo a fare meglio, avremmo tenuto le redini della partita. Dovevamo continuare ad incidere e sfruttare le nostre caratteristiche. Il Foggia ha sfruttato bene un quarto d’ora.

Arditi è un ragazzo del 2006 che fino a un mese e mezzo fa giocava in Primavera, perciò si deve smaliziare e sporcare per giocare in questa categoria. Ha qualità e fisico, ma deve recepire i messaggi che tutta la squadra cerca di dargli e migliorare soprattutto negli ultimi 25/30 metri, però può diventare un calciatore importante.

Sinceramente credo il rosso fosse eccessivo, dato il metro di giudizio tenuto dall’arbitro per la maggior parte della partita.

Dobbiamo sicuramente imparare a gestire dei momenti della gara. Quando lo facciamo, lo facciamo molto bene. Quando parlo di esperienza e malizia, intendo saper essere capaci di gestire meglio i possibili minuti di sofferenza. Dopo il gol lo stadio si è incendiato e mi ha fatto capire ancora di più quanto possa essere bella questa piazza.

Noi siamo qui a lottare soprattutto per la nostra gente. Sono stato calciatore a Siracusa e sono tornato perché è un popolo che ama la maglia, spinge e sostiene sempre. Ci stanno dando una mano sotto tutti i punti di vista, anche per le situazioni extra campo. Abbiamo l’obbligo e il dovere di fare altri 180′ importanti per i tifosi”.

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