Al tredicesimo minuto di Giulianova-Foggia qualcosa è cambiato. I Satanelli hanno cambiato completamente faccia, dando il via all´arrembaggio sfociato nel 3-0 del ´Fadini´. Artefice di questa kafkiana metamorfosi rossonera è David Mounard: entra due minuti prima dello scoccare del quarto d´ora della ripresa e scatena la rumba.
Ogni palla che tocca con il suo piedino magico si trasforma in una perla d´ostrica che spicca sulla cozzaglia giallorossa, troppo fragile per resistere agli assedi del Foggia di capitan Mounard. In quattro momenti è racchiusa la spettacolare prova del talentuoso francesino: batte il corner che ´partorisce´ la rete di Zanetti, sfiora una rete che sarebbe entrata di diritto negli annali del calcio (con un pallonetto disegnato da centrocampo che termina a pochi centimetri dalla barra trasversale della porta giuliese), imbocca Salgado sul gol del 2-0 e disegna una traiettoria ´ronaldinhiana´ che gonfia la rete passando sotto l´incrocio per un 3-0 da applausi.
La panchina gli rode l´anima, vorrebbe sempre essere in campo per dare il massimo e indossare quella fascia da capitano che lo lega sempre più a Foggia, diventata ormai la sua città adottiva. La rabbia che ha messo in campo al momento del suo ingresso è stata la freccia che ha trafitto il Giulianova e stupito mister Cuoghi, ´costretto´ a complimentarsi con lui a fine gara.
Rabbia e talento: David è rinato. Ora lo si attende in campo dal primo minuto. Un Mounard così fa paura: l´Avellino già trema.
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