Gli Stati Uniti persero in Vietnam, il Foggia ha perso a Terni. Il paragone può starci. La potenza mondiale che si accascia dinanzi al piccolo stato, la potenza del campionato (fino a ieri imbattuta) che si accascia davanti alla Palestina del torneo, la Ternana, ormai dilaniata da conflitti interni, litigi, richieste di svincolo, accuse di mobbing.
Ciò che fa rabbia non è il risultato in sè (una sconfitta dopo tredici giornate di imbattibilità può anche starci), ma il modo con il quale è arrivato. Un Foggia molle, privo di idee e di grinta, vittima tutt´altro che innocente della sua presunzione. Se avesse provato a tirare in porta o ad azzeccare due passaggi di fila, magari non avrebbe perso. O, comunque, nessuno avrebbe puntato l´indice accusatorio verso gli uomini di Cuoghi anche se fossero stati sconfitti. Ma dando l´anima in campo.
E così ecco che il ´Liberati´(nella foto), fino a ieri terra di conquista, si trasforma in una muraglia invalicabile, Tozzi Borsoi si trasforma in Pelé tra i sognanti difensori rossoneri, la Ternana muta il suo nome in Seleçao de Umbria e il Foggia diventa come un limone spremuto. Da buttare via.
Ma, forse, qualcosa è scritto nel destino. Il Fato potrebbe essere rossonero e i suoi capricci andare in favore proprio dei Satanelli. Caso strano, infatti, quello del risultato del Ravenna che, in vantaggio sul Gallipoli, si è fatto rimontare in casa dai Salentini, restando a pari punti con il Foggia.
Forse è un segnale? Un segno del destino (nonostante la prestazione di ieri del Foggia che, invece, è stato un segnale… dell´intestino…)? Si, è vero. Forse la Sorte è dalla nostra. Peccato, però, che lo stesso ragionamento potrebbero farlo anche a Ravenna…
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