“Ogni limite ha una pazienza” frase di Totò spesso usata nei suoi film. Passateci la battuta, ma la pazienza della dirigenza rossonera e soprattutto dei numerosissimi sostenitori rossoneri sta arrivando al limite della sopportazione. Finora si è tenuto conto di tutti i fattori che avrebbero limitato una partenza a razzo del Foggia. Squadra costruita per intero e con qualche pedina da rattoppare perché reduce da infortuni. Partenza per il ritiro in forte ritardo perché si è attesa fino al 25 di luglio l’ufficialità della riammissione alla serie C. Preso Auteri, uno dei più quotati allenatori della categoria, ma con una campagna acquisti forse pompata più del dovuto, anche se va riconosciuto che sono stati acquistati elementi di primo piano come gli attaccanti Panico, Luciani e Ravasio. Centrocampisti di qualità tecnica indiscutibile come Houdi, Zuccon e Coulibaly. Difensori affidabili come Berra e Di Pasquale ed un interditore implacabile come Gallo. Tutti elementi che garantirebbero a qualunque tecnico serenità ed affidabilità. Il Foggia, invece, dopo una partenza discreta è piombato in una preoccupante involuzione tecnica, tattica e di risultati. Dopo dieci giornate il Foggia ha 11 punti ed occupa il quattordicesimo posto in condominio con Barletta, Casarano ed Altamura ai margini della zona rossa della classifica. Ha vinto solo 3 gare con Crotone e Cosenza in trasferta e Sorrento in casa, ne ha pareggiate 2 in casa con Salernitana e Savoia e perse ben 5, tre fuori casa con Monopoli, Inter Under 23 e Giugliano e due in casa con Cerignola e Potenza. Cinque soli punti ottenuti in casa e sei in trasferta, solo 10 i gol segnati. Ma il cammino del Foggia si è fatto di partita in partita complicato. Le due sconfitte con Cerignola e Monopoli hanno fatto squillare un campanello d’allarme che è diventato un vero e proprio stato d’emergenza dopo le brutte figure fatte con Potenza e Giugliano. Due gare dove il Foggia è stato impalpabile evanescente ed estremamente sterile in fase offensiva. Il continuo cambio di formazione e di tattica non ha agevolato un processo di crescita portando spesso giocatori a cambiare ruolo di partita in partita. Pragmatico il presidente Casillo al temine della trasferta in terra di Campania:« Abbiamo comunicato alla squadra la nostra sofferenza, la nostra vergogna. Chiedo scusa ai 5.600 abbonati e a tutti i tifosi che vengono a tutte le partite, perché non possiamo sopportare queste prestazioni indecorose. Dobbiamo metterci sempre il cuore. Il Foggia è stato caratterizzato nella sua storia dal cuore, dal contrasto, dalla velocità. Nel secondo tempo non abbiamo fatto nemmeno un tiro in porta. Puoi anche perdere, ma non così. Questo non deve più capitare». Battute a parte ogni pazienza ha un limite.
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