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martedì , 13 Ottobre 2026
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Pavone:”Tifo Foggia, ma vedo Avellino e Cavese in finale”

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Freddo e distaccato com’è, di certo non si farà prendere dall’emozione. Peppino Pavone resterà sospeso, non proprio super partes, sulla lotteria degli spareggi per la promozione in B. Nato a Barletta, è stato grande protagonista del calcio foggiano, un campione poi dietro la scrivania; nella sua carriera ha fatto anche tappa a Taranto e Cava dei Tirreni come calciatore, e sino a tre anni fa ha gestito pure il mercato dell’Avellino. Ecco perché Foggia-Cavese e Taranto- Avellino sono un po’ anche i suoi playoff. Propone il suo pronostico, una finale tra campane, però riesce anche a dettare il moto del cuore, sperando in una sfida tutta pugliese, con la «nomination» per il Foggia. «Mi ha sorpreso il crollo dell’Avellino, che si è fatto male da solo, sprecando la grande opportunità di ottenere la promozione diretta – comincia Pavone, 57 anni, nell’ultima stagione d.s. alla Sambenedettese, che ha messo in vetrina tanti giovani-. Dopo lo splendido girone d’andata, la squadra irpina aveva creato tutti i presupposti per non essere sbalzata dal primo posto in classifica. Ora si presenta ai playoff sempre nella veste di favorita, però questi spareggi sono comunque un terno al lotto. E, comunque, ritengo la Cavese quella che nella migliore condizione. Secondo logica, la finale dovrebbe essere proprio Cavese-Avellino». Foggia e Taranto non realizzeranno, quindi, l’impresa di passare il turno? «Premesso che, da pugliese, sarei felicissimo se le squadre di D’Adderio e Papagni sovvertissero i pronostici della vigilia. Certo, per eliminare le due campane sarà necessario giocare partite praticamente perfette. L’Avellino dispone dell’organico più forte della C1, mentre la Cavese ha espresso il miglior calcio nell’arco del campionato. Ma il Foggia può sperare, perchè è diventato compatto e solido, rilanciandosi nelle ultime giornate, prima dell’indolore k.o. a Ravenna. Invece, il Taranto è risultato sempre più imprevedibile: dapprima irrefrenabile sul proprio campo, strada facendo si è trasformato in una squadra efficacissima in trasferta». E’ un ex per tutte e 4 le società: se è vero che al cuor non si comanda. … «Non c’è dubbio, tifo Foggia. Non solo vi ho giocato a certi livelli e ho compiuto passi importanti come d.s., ma mi sono anche sposato e ho la famiglia lì. Per qualità dei singoli giocatori, solo il Foggia può reggere il confronto con l’Avellino». Quali saranno i giocatori decisivi nei playoff? «Per l’Avellino, Grieco e Biancolino: questo attaccante ha numeri da serie A, è pronto per il grande salto nella massima divisione. Per potenza, forza nell’allungo e fiuto del gol, Biancolino mi ricorda un po’ Hubner, anche se il napoletano è un mancino. Per la Cavese, punto su Ercolano e Schetter. Nel Foggia possono lasciare il segno Salgado e Giordano, mentre per il Taranto considero fondamentali Mancini e Deflorio, quest’ultimo davvero un vecchietto terribile». Quale è stata la squadra rivelazione del torneo? «La Cavese. E’ merito soprattutto di Campilongo, che in tre anni ha saputo formare un gruppo straordinario: ormai la squadra gioca a memoria, esibisce un modulo efficiente e talvolta risulta anche spettacolare. E poi a Cava dei Tirreni l’intera città è scesa in campo per spingere tecnico e giocatori verso il traguardo della promozione. Mi sembra quasi di rivivere i momenti d’oro della mia Cavese, quando dall’81 all’86, soprattutto grazie a Pietro Santin, sognammo addirittura il balzo in serie A». Scelga l’allenatore con il quale le piacerebbe lavorare? «Appunto, per quanto ho detto, mi incuriosisce Campilongo. Ma mi intrigherebbe avere al fianco un tecnico come Papagni, che,a parte le qualità tattiche dimostrate si è rivelato grande stratega in un ambiente esigente come quello tarantino. Conosco la realtà, per due stagioni, dal ’79 all’81, sotto la guida di Capelli e Seghedoni, mi sono goduto l’entusiasmo della gente rossoblù. Sì, Papagni è un allenatore che meriterebbe categorie superiori».

Fonte: Gazzetta dello sport

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