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domenica , 25 Ottobre 2026
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Ametrano:”Ci giochiamo un anno, non sbaglieremo”

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Uomini veri. Della ”specie” lui, Raffaele Ametrano fa parte di diritto. Per l’indio napoletano che qui ha messo radici biancoverdi con altri della cosiddetta vecchia guardia, contrattualmente parlando, quella di domenica potrebbe essere l’ultima partita con la maglia del lupo. «Sarà la gara di un calciatore che qui ha dato tanto ed è stato ricambiato, ecco perchè per me sarà la partita della vita, giocata col solito impegno, l’agonismo e la disperata ricerca di una vittoria che cercherò, come d’altronde tutti i miei compagni, per traghettare l’Avellino in un palcoscenico che gli appartiene e sul quale, semprechè Vavassori decida di impiegarmi, conto di esserci. E non solo per questo momento magico ed incredibile che i tifosi sognano e meritano». Una dichiarazione d’amore all’Avellino, un sì da strappare per la nuova, stimolante avventura in cadetteria di cui l’Avellino vuole a tutti i costi spalancare le porte domenica battendo il Foggia al Partenio. «Unico obiettivo sul quale in questa settimana ci concentreremo più che mai, anche oltre il possibile immaginabile – carica l’ambiente Ametrano – . La storia del calcio dice che è difficile vedere bel gioco in una finale e la spiegazione c’è: un calciatore è un essere umano che vive di tensioni, sensazioni, paure, traguardi che lo bombardano in quei novanta, interminabili minuti. Anche la finale del Milan è stata frenata. E allora appare quasi normale che non dovrebbe esserci spettacolo in campo, ma dalla nostra abbiamo gente che su palle inattive può risolvere qualsiasi momento. Naturalmente non è detto che la manovra del collettivo non trovi applicazione e sbocci, generando gioco, gol e spettacolo. Noi confidiamo in tutto questo, non dimenticando che sarà una gara da giocare soprattutto col cuore e con la testa che è la miglior medicina in occasioni del genere». Occasioni che riportano alla memoria l’indimenticabile doppia sfida di due anni fa col Napoli. «Incredibile – riconosce e ricorda Ametrano – ma oramai è alle spalle e i paragoni non vanno assolutamente fatti. Ho sentito di ciò anche prima della finale con l’Albinoleffe: col Foggia ci giochiamo un anno di sacrifici, di polemiche che qui sono pane quotidiano che non aiutano a crescere, ma sappiamo che avremo il nostro incredibile pubblico che ci darà una mano col suo entusiasmo. E noi lo ripagheremo; la carica adrenalinica è alta; nello spogliatoio spesso ci diciamo: ma quando passa questa settimana? È un buon segno, vedrete».

Fonte: Il Mattino

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