Si cambia a Cava de� Tirreni sul versante calcistico. Addio alle vecchie gestioni da �Padre Padrone� e via con un impianto di societ�, che dovrebbe prevedere un forte triumvirato. Se questo sia un bene o un male, lo dir� solo il tempo, cos� come il tempo sar� in grado di dirci chi tra Dionisio e Pavone ha fatto meglio in seno alla societ� di Via Balzico. Ma prima di arrivare a ci�, sarebbe bene che i tifosi si ponessero qualche domanda e che qualcuno provveda a fornire delle risposte.
Ci ricordiamo di Peppino Pavone, per i cinque anni vissuti da calciatore con la maglia della Cavese, pochi a Cava conoscono direttamente il Pavone mago del mercato calcistico e talent scout. I suoi trascorsi in quel di Foggia e Salerno, parlano di successi sportivi e di grandi scoperte; in molti ancora lo ringraziano per essere stati strappati ai campi di periferia e lanciati nel gota del calcio italiano. Appare inutile stilare un elenco di giocatori che il Re Mida, Peppino Pavone, ha consacrato, rischieremmo senz�altro di fare una brutta figura dimenticandoci uno dei tanti. Ci� che ci preme, in questa sede, � conoscere un po� pi� da vicino chi si appresta a sostituire il dimissionario Nicola Dionisio. Innanzitutto, nel momento in cui vi scriviamo, non appare ancora chiaro se il buon Pavone ricoprir� il ruolo di �semplice� consulente di mercato o di direttore sportivo, con una distinzione che non � certo irrilevante, alla luce di quanto si riporta di seguito. Infatti, analizzando gli ultimi tre anni professionali di Pavone, che pi� ci sembrano avvicinabili alla nostra realt� calcistica, il primo a San Benedetto del Tronto e gli ultimi due in quel di Manfredonia, si evince che il ruolo ricoperto dall�ex capitano � stato sempre quello di consulente esterno addetto al mercato. Balzano agli occhi le numerose similitudini che caratterizzano le due esperienze calcistico-professionali, laddove, la fa da padrona, una forte politica dei giovani, portata avanti per affrontare un campionato di terza categoria, seppur con alterne fortune. Con la Sambenedettese, Pavone arriva in corso d�opera, ma comunque prima dell�inizio del campionato; trova un allenatore non scelto da lui, Calori, che dopo sei giornate viene esonerato, e sostituito dal fidato Ugolotti. E� un campionato che si presenta difficile sin dall�inizio per il numero cospicuo di giovani inesperti in squadra, ma nel corso della stagione le cose cambiano e la Samb chiude con un dignitoso ottavo posto. Sembrerebbe un campionato positivo per i marchigiani, ma i conti non quadrano, con un parco giocatori formato per un buon 80% di prestiti senza diritto di riscatto. Cos�, eccezion fatta per il bomber Morante, i vari Loviso(Livorno) , Consigli(portiere U21), lasciano l�Adriatico con un semplice «grazie per l�ospitalit�«. Delucidativa, sul punto, appare la questione Desideri, giocatore messosi in mostra nel girone di ritorno e dalla cui compravendita nasce uno scontro insanabile tra la propriet� dei Tormenti e Pavone, con specifico riguardo alle modalit� con le quali viene trattata la cessione al Bari. Gli ultimi due anni, sicuramente i pi� bui della sua carriera professionale, Pavone li trascorre a Manfredonia. Anche nella piazza pugliese va a ricoprire il ruolo di consulente di mercato. Al suo arrivo la panchina � gi� occupata da D�Arrico, ma quest�ultimo ha meno fortuna di Calori (ndr) e si dimette ancor prima che inizi il campionato, per divergenze con Pavone, legate alla campagna acquisti. Il sostituto � Novelli, che a sua volta, durante il campionato, conosce l�onta dell�esonero con l�arrivo di Pensabene. La stagione � un disastro, con una squadra imbottita di giovani, formata per il 95% di prestiti, di cui solo il 20% con diritto di riscatto. Il secondo anno, il presidente Angelo Riccardi, pur mantenendo un minimo rapporto con Pavone, decide di testa sua e richiama sulla panchina il buon D�Arrico. La storia dei biancocelesti, � cronaca di queste settimana, con una squadra che si salva negli spareggi play-out.
E Casillo, in tutto questo racconto? E� l�uomo ombra di Pavone, che compare e scompare, con promesse di ingresso in societ�, sia a San Benedetto che a Manfredonia, che alla fine non si concretizzano.
La nostra cronistoria, sulla figura di capitan Pavone non vuole offrire risposte, ma solo spunti di riflessione per tutti, tifosi e addetti ai lavori, al fine di evitare eccessive, ed acritiche, aperture di credito. Ogni riferimento a fatti e persone non �, e non sar� mai, puramente casuale.
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