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sabato , 17 Ottobre 2026
FOGGIA CALCIO

LA CRONACA: Una classifica da Halloween

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Nella ore immediatamente successive ad Halloween entra in scena al Viviani di Potenza il fantasma della seconda divisione. Il Foggia perde e si perde tra le manfrine dei �Capuano � boys�, adagiandosi inerte sul fondo della classifica, tornando improvvisamente inconsistente negli ultimi sedici metri. Responsabile principale della giornataccia � l�emergenza che ha sottratto ai tecnici diversi calciatori (utili ad allungare la panchina), ma anche, purtroppo, la solita confusione tattica, gi� andata in onda nella �dolce� Reggio, ma ben nascosta dalle prodezze di Salgado. Capuano non � Dominissini. Potenza non � in Emilia. Le distese della pianura Padana diventano angusti viottoli di montagna tra selve di gambe di difensori. Per entrare in area sarebbero servita forza ed idee che il Foggia, per almeno un tempo, ha lasciato negli spogliatoi.

Nell�emergenza tecnica Porta e Pecchia posizionano Velardi dietro Salgado nel ruolo (poco calzante) di incursore, senza riuscire a sortire gli effetti desiderati. Il centrocampista, forse, sarebbe stato pi� utile a far legna a centrocampo. Il pi� pericoloso si riveler�, invece, Nicola Mancino. Ma andiamo per ordine. Pronti � via e Burzigotti si fa scavalcare da un lancio lungo di Tesoniero. Brivido per Bindi che respinge come pu� di pugni. Un giro di lancette e De Cesare cerca il colpo di biliardo. Tiro ad incrociare che sfila sul fondo di pochi centimetri. La partita vive nelle prime battute i suoi momenti migliori con le squadre che si affrontano a ritmi anche elevati ma il copione � ben definito: Foggia ad attaccare senza sbocchi nei sedici metri e Potenza arroccato in difesa in cerca del contropiede vincente. Fulminea � l�azione di Catania al decimo minuto. Lancio filtrante per Berardi che dal limite, con tutto lo specchio a sua disposizione ma tira malamente a lato.

Al diciottesimo il Foggia, con una soluzione provata in allenamento, libera un uomo al tiro. Rimessa laterale per Mancino che gira al volo verso il secondo. Spalle alla porta Mancio pesca il giovane Compierchio in leggero ritardo all�appuntamento con il gol. Solo un brivido estemporaneo perch� Capuano torna subito a fregarsi le mani godendosi i contropiedi di cui � vate. Ancora una verticalizzazione dell�ottimo Catania, un flagello tra le linee del Foggia, palla a De Cesare che prova con millimetrica precisione ad infilare l�angolino basso alla sinistra di Bindi proteso per la deviazione in angolo. Proprio il �vecchio� De Cesare si carica sulle spalle il Potenza e giostra il pallone come solo un grande calciatore sa fare, permettendo alla squadra di salire e rendersi pericolosa. Giusto il tempo per protestare per un presunto rigore (Salgado atterrato al limite dell�area) ed ecco il vantaggio dei padroni di casa. Proprio su un penalty questa volta assegnato dall�arbitro. Lo rimedia Berardi steso da un intervento a �sandwich� di Micco e Goretti. Batte De Cesare, palla nel sette, imprendibile per Bindi che nonostante ci� aveva indovinato l�angolo giusto. Il Foggia va nel pallone e scompare letteralmente dal campo. L�unico brivido prima del duplice fischio arriva al quarantesimo quando De Cesare chiede il bis a Ostinelli di Como dopo un atterramento in area ad opera di Goretti. Niente da fare.

Nella ripresa il Foggia torna in campo volenteroso, pieno di energie ma ancora senza uno straccio d�idea. Serve uno slalom gigante del giovane Compierchio per far arrivare il primo pallone giocabile a Salgado che cicca la sfera da buona posizione. A rimorchio del cileno arriva Micco che chiama alla prodezza il numero uno potentino. La partita si addormenta e scivola via soporifera fino al 73�. Prova a svegliarla il neo entrato Polani che di testa misura la reattivit� di Bindi. Sale un po� la pressione del Foggia che cerca con pi� insistenza il pareggio. Al 75� Mancino in mezza rovesciata chiama Tesoniero alla prodezza. L�assalto rossonero produce, per�, un gol per gli avversari. Sull�angolo che scaturisce dalla precedente girata di Mancino il Potenza non rispetta la distanza dalla bandierina e recupera palla. �Coast to coast� vincente di Catania che si porta a spasso come un bambino al parco Burzigotti e scaraventa il pallone sul secondo palo, l� dove Lucenti deve solo spingerlo in rete con un colpo di testa fors�anche goffo. Due a zero.

La partita sembra finita ma Mancino, uno dei pochi a salvarsi, ribatte in rete da pochi metri un pallone vagante in area di rigore. Siamo al 78� e pu� partire il forcing rossonero che, seppur confusionario, riesce comunque a garantire pericolo al Potenza.

Qui, per�, finisce la partita di calcio ed inizia l�opera teatrale. I calciatori rossobl� diventano pere mature e cadono da sole. Manfrine e sceneggiate, per esempio, come quella di Tesoniero: dopo un normale intervento in presa aerea, mette volontariamente la palla a lato per poi accasciarsi al suolo. scena comica come quella recitata dall�ex rossonero Frezza: dopo aver perso malamente palla, salta come colpito da una granata chiedendo l�intervento dell�eliambulanza. Ma l�unica cosa che Frezza rimedia � l�ironico sorriso dell�arbitro mentre che lo lascia languire a terra ordinando la ripresa del gioco. Frezza come Lazzaro si alza e corre. Roba da campi di periferia, dir� qualcuno. Gi�, ma � proprio la filosofia che dovr� predicare il Foggia se vuole salvarsi. Del resto il mantenimento della categoria passa anche da questi mezzucci poco spettacolari ma molto redditizi. Le manfrine le fan tutti, non le ha inventate di certo oggi il Potenza, n� le scopriranno gli altri quando all�occorrenza le far� il Foggia. Se servono per centrare l�obiettivo fanno parte delle antiche astuzie del calcio. Se necessario bisogna spedire anche palloni in tribuna, Perdendo anche quei secondi preziosi fingendo di essere morti a terra dopo un contatto con un avversario. Il fine giustifica i mezzi, Machiavelli ce lo ha insegnato.

Tra i fantasmi calati dal monte Vulture sul vecchio Viviani e quella confusa orchestra di musicisti stonati, le uniche note liete e positive del pomeriggio potentino sono venute da quei trecento cuori rossoneri stipati in un angolo della curva Nord. Hanno incitato il Foggia dall�inizio alla fine, lo hanno preso quasi per mano nei momenti pi� difficili, ma ci voleva ben altro per compiere un�altra impresa come quella di sette giorni prima nella citt� del parmigiano. Dunque, il Foggia di Porta e Pecchia � tornato ad essere il solito Foggia: arruffone, privo di idee, poco abile nell´inquadrare la porta e…tenero come quel famoso tonno che si taglia con un grissino. Un Foggia da rivedere soprattutto negli schemi che sembrano un colabrodo come dimostrano i diciannove gol subiti che fanno del Foggia la peggior difesa del campionato.

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