Prova di maturit� fallita. Il Foggia viene bocciato dal Pescina Valle del Giovenco, squadra guardinga in difesa e briosa in attacco grazie alle giocate di Berra, autentico mattatore dell�incontro. I rossoneri tornano sull�altalena proprio quando tifosi e staff tecnico credevano fermamente nel rilancio. Avezzano era una di quelle tappe abbordabili: campo simile ad un tappeto di biliardo, avversari validi ma in crisi di risultati, spalti tutt�altro che caldi.
Il gol � lampo di Choutos segna in negativo la gara dopo soli novanta secondi. L�azione � il preludio di quella che sar� la partita: Berra scende come un treno sulla destra, cross per il libero De Angelis che di testa coglie il palo; il rimbalzo viaggia controcorrente come un salmone tra le gambe di Bindi, Cuomo e Goretti, in netto controtempo, per poi finire sui piedi di Choutos. Per il greco segnare � un gioco da ragazzi.
Il Foggia prova ad imbastire una reazione ma non va oltre un prolungato possesso palla, interrotto dai lanci lunghi di Goretti per uno spento Salgado e per il tutto-fare Trezzi, sette giorni fa regista nel 4-4-2 vincente contro il Rimini, oggi seconda punta nel 4-2-3-1. La pericolosit� della reazione foggiana dura quanto il bagliore di un fiammifero. Tutto avviene al 17�. Si accende con il tiro di Trezzi deviato da Bifulco e si spegne sul tiro di Di Roberto che raccoglie il rimpallo e scaglia la sfera sulle gambe di Molinaro in ripiegamento disperato. La partita continua sullo spartito di un �adagio� per il Pescina, arroccato in difesa e pungente in contropiede, ed un ritmo �andante� del Foggia, manovriero ma raramente pericoloso.
Nella ripresa i marsicani concedono il bis. Al quarto minuto � di nuovo gol. Palla lunga dalla difesa per Berra che al limite dell�area mette gi�, rientra su Goretti, scansa Carbone con un tocco di esterno destro e lascia in ginocchio Bindi, mentre la palla trotterella verso la porta. Il gol ha come l�effetto di una sveglia. La partita diventa un godibile e vivace match di boxe. I capovolgimenti di fronte si susseguono come �diretti� e �ganci� in rapida serie. Ai punti, per�, vincono i padroni di casa.
Al 18� Berra sfiora il palo in rovesciata tra gli applausi dello stadio. Un minuto dopo Franciel manda alto da buona posizione. Ancora il pilastro bianco-verde al 25� impegna Bindi, bravo a deviare in angolo anche il destro di Bettega. Il Foggia reagisce e a schemi ormai saltati (con in campo un discreto Caraccio) sfiora per almeno due volte il gol. Due sventole di Mancino dalla distanza e due scorribande di Micco creano problemi alla difesa avversaria. Ma � il palo, su conclusione dell�esterno bolognese, a mettere il punto sulla gara.
Il finale di gara � per� ancora una volta del Pescina. Berra serve un pallone con il contagiri per Franciel che di testa sbaglia mira da buona posizione. Lo stesso attaccante entra in area centralmente e calcia dall�interno dell�area piccola un pallone che esce di un soffio. Al termine dell�incontro il Pescina alza le braccia al cielo. A fare la differenza � stata la maggior precisione sotto rete ed una pi� lesta manovra d�attacco: una ragnatela di passaggi pi� leggera, nitida ed efficace di quella proposta da un Foggia ancora una volta padrone del pallone ma non del risultato.
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