FOGGIA. Ultimo giro, ultima corsa? Chiss� che non sia il Portogruaro l�ultima stazione della via crucis di Porta e Pecchia sulla panchina rossonera. Inutile girarci ancora intorno: solo un risultato pieno pu� salvare la panca ai due tecnici. Dopo quello che si � visto a Pescina ormai non ci sono pi� dubbi: la crisi � profonda e va risolta cambiando il manico.
Dopotutto in Abruzzo, come a Potenza, � andato in scena il peggior repertorio del Foggia di quest�anno e meno male che c�era in campo la miglior formazione possibile. Oddio, si potrebbe discutere di alcuni cambi apparsi inopportuni con il senno di poi. Tanto per dirne una: appariva di per s� gi� strana, alla vigilia, la conferma di Trezzi al fianco di Salgado con la bellezza di tre (tre!) attaccanti di ruolo in panchina cosa mai accaduta quest�anno. E poi non era bastato vedere all�opera contro il Rimini il cileno (doppietta) al fianco di Ferrari per convincersi che fosse il partner pi� adatto alla situazione? Il prestante italoamericano sar� pure acerbo, ma pi� di Trezzi gioca pi� dentro l�area e apre varchi al compagno di reparto.
Al di l� per� di alcune scelte opinabili, bisogna anche aggiungere che a questo Foggia manca il carattere. A Pescina � scesa in campo una squadra mezza addormentata, colpita a freddo dal gol di Chouthos e rimasta imbambolata per lunghi tratti prima di trovare un sussulto con Trezzi. Sicuramente il modulo tattico non � tutto, garantisce Porta, e in effetti a questo punto sono quisquilie stabilire se il Foggia di Pescina andasse meglio con il 4-4-2 con cui si � schierato oppure con il 4-2-3-1 verso cui si � istintivamente portato quando c�era da scardinare il catenaccio degli abruzzesi. Ma se il modulo non c�entra, altri sono i fattori cui in questi casi bisogna aggrapparsi. Serviva pi� inventiva, spirito d�iniziativa e magari qualche mossa tattica per liberare il gi� menomato (dolore ai flessori della coscia) Salgado al tiro. E invece le azioni sbattevano tutte al centro, dove il cileno era ingabbiato e non poteva nemmeno girarsi. Stucchevoli i passaggi nello stretto, inesistente il gioco sulle fasce. E si potrebbe continuare.
E� in queste condizioni che il Foggia � naufragato ad Avezzano. Poi si sar� messa di traverso pure la sfortuna sul palo di Micco (sul 2-0), o sulla conclusione di Di Roberto prima dell�intervallo. Spunti isolati che nulla aggiungono a una prova inconcludente sulla quale, stavolta, � mancata la coperta lunga di Salgado a coprire le magagne.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
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