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martedì , 20 Ottobre 2026
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Colucci: “Chiuder� con la mia squadra del cuore ma aspetto la A”

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�Mi alleno in attesa di notizie, di una chiamata dalla serie A, che non dovrebbe tardare�. Il sorriso cortese e le parole pacate sono quelle di Giuseppe Colucci, estroso calciatore con un recente passato in A con le maglie di Chievo, Reggina e Catania, ma anche con alcune apparizioni in Champions League con il Bordeaux ed in serie C proprio con la maglia del Foggia, squadra dove � nato calcisticamente. Lui questo pomeriggio era allo stadio per allenarsi con la sua vecchia squadra ma non bisogna alimentare facili illusioni. Al momento la sua presenza non � sinonimo di firma con il Foggia.

E� Colucci stesso a spiegarci di aver ricevuto diversi contatti. �Mi hanno chiamato in molti, anche club di serie superiori. Adesso spero che i contatti diventino realt�. Sono comunque contento di essere qui a Foggia e non nascondo un giorno di poter chiudere la carriera qui, anche se ho ancora ventinove anni e spero di potermi giocare le mie chances in categorie superiori. Mi sono allenato da solo per giorni presso un centro sportivo ma sentivo che il contatto con il pallone mi mancava molto. Ho chiesto a Fabio (Pecchia ndr) di darmi una mano in tal senso. Lo conoscevo per averlo affrontato sui campi della serie A ed oggi ho avuto anche la possibilit� di vederlo nelle vesti di allenatore�� molto bravo. Il gruppo mi ha accolto alla grande, lo vedo unito e credo possa raggiungere facilmente la salvezza. Spero con la mia presenza di dare ulteriore entusiasmo�.

Numero nove sulle spalle Giuseppe Colucci gioc� da titolare la stagione 1998/1999, realizzando 22 presenze e zero reti. In quell�anno era considerato l�autentico gioiello della squadra rossonera. Diciannove anni, capitano della nazionale U.20 e nel destino un futuro da grande. In quella stagione il Foggia era in C1 e lott� per la salvezza senza per� riuscirci. Un triste collegamento con la situazione attuale ma da scongiurare nei suoi effetti nefasti. Dall�alto della sua esperienza Colucci prova a fare un raffronto tra le due stagioni. �Ricordo bene quell� anno. Il neo pi� grande fu la mancanza di una societ� seria. Io sentivo molto la maglia che indossavo e pur di dare una mano al Foggia decisi di fare il tappabuchi, di scendere in campo diverse volte in condizioni fisiche precarie, di giocare in ruoli non miei come quello di punta centrale o esterna. Non ci posso fare niente, ero e sono ancora il primo tifoso del Foggia. Quando la domenica finisco di giocare vedo subito al televideo cosa � successo in serie C. Chiedo ai tifosi di rimanere vicino alla squadra per aiutarli nell�impresa�.

L�ultima domanda � d�obbligo. Come � andato il ritorno allo Zaccheria? Quali sono state le emozioni al momento dell�ingresso in campo? �Mi stavo letteralmente �squagliando�. Che emozione, non ci tornavo da pi� di dieci anni. Il primo ricordo che ho avuto � stato quello di me bambino con mio padre. Venivamo a vedere la partita ogni domenica. Ve l�ho detto, sono un vero tifoso io�.

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