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martedì , 20 Ottobre 2026
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Calcio scandalo: Calciopoli “Il Ritorno”

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La prima fase dell�inchiesta di Potenza sul calcio scommesse si � chiusa luned� scorso con l�arresto del presidente del Potenza Giuseppe Postiglione e di altre otto persone. L�accusa � quella di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e ad altri reati. L�indagine era nata come una costola di un procedimento dell�antimafia locale, ben pi� corposo, chiamato “Arma letale” che aveva come principale imputato il boss di Boscoreale, Raffaele Aquino. Indagando sugli affiliati alla cosca, gli investigatori sono arrivati a individuare un giro di scommesse clandestine sul calcio che aveva come capo, appunto, Postiglione. Alla fine, in questa prima fase di inchiesta, dieci sono le partite fortemente indiziate di essere state oggetto di compravendita. Tra queste Potenza-Salernitana del 20 aprile 2008 che secondo gli inquirenti � stata �venduta� da Postiglione a favore della Salernitana, che vinse 0-1, per la somma di 150.000 euro. Un incontro gi� al tempo molto chiacchierato anche perch� il Potenza non schier� alcuni dei suoi giocatori migliori ed il sospetto di una combine fece muovere anche la procura della Federcalcio. marco mensurati roma Signore e signori bentornati a Calciopoli, ovvero in quel posto grande come tutta l�Italia in cui il pallone non � uno sport ma un gigantesco affare sporco. Che il calcio italiano non si fosse affatto ripulito, dopo lo scandalo del 2006, lo sospettavano in parecchi. Ora per� ci sono le prove, nero si bianco. A trovarle � stata la procura di Potenza che, tirando i fili di una inchiesta antimafia (al centro della quale c�� il boss locale Raffaele Aquino), ha messo le mani su un giro di scommesse clandestine sul calcio. Partendo dalle categorie minori, i magistrati sono arrivati fino alla Serie A, e da Potenza, citt� dove materialmente erano accettate le scommesse, sono arrivati fino nel cuore di Roma, luogo dove – secondo l�accusa – erano e sarebbero tuttora decisi i risultati delle partite.
In procura l�hanno chiamata la “Fase 2” dell�inchiesta. �Calciopoli – scrivono ancora i magistrati – lo aveva gi� dimostrato, ma anche nel nostro caso si � visto come nel mondo del calcio esistano dei personaggi equivoci ed influenti capaci di orientare i risultati e gli obbiettivi dei team di calcio con logiche decisamente lontane da quelle sportive�. La teoria della procura e dei carabinieri del nucleo operativo di Potenza � che esista un mister X (ma potrebbe essere anche un gruppo di persone) in grado truccare gare e all�occorrenza campionati; che ci sia qualcuno che decida a tavolino i risultati delle partite e poi li comunichi a chi dovere perch� possa scommettere e vincere.
A questo qualcuno i militari agli ordini del capitano Antonio Milone, sono arrivati molto vicino seguendo le evoluzioni di un pesce piccolo. Tale Luca “Capa di bomba” Evangelisti, dirigente del Martina Franca. L�idea della procura � che l�organizzazione sgominata luned� scorso a Potenza non fosse altro che un “satellite periferico” di un sistema molto pi� vasto. Di questo satellite, Luca Evangelisti era, insieme al presidente del Potenza Giuseppe Postiglione, un uomo chiave: gestiva i rapporti con il “secondo livello”. Seguendo Capa di Bomba gli inquirenti si sono accorti che questo piccolo dirigente si muoveva in realt� come un big. E riusciva a commissionare a terze persone �scommesse di consistenti somme di denaro su risultati di incontri gi� preventivamente conosciuti in virt� dei particolari e assai dubbi rapporti che egli aveva instaurato con soggetti “influenti” nel mondo calcistico�. [Livorno-Atalanta] L�identit� di questi �soggetti influenti nel mondo calcistico� � per� tuttora un mistero. Nelle testimonianze raccolte dalla procura (in particolare di Antonio Lopiano e Antonio De Angelis, due collaboratori di Postiglione) sono poco pi� che ombre. Ombre che per� sapevano tutto quello che succedeva nel calcio italiano. Anche in quello di Serie A. E probabilmente nessuno si sarebbe accorto di nulla se il 4 maggio del 2008 qualcosa, nel match salvezza tra Atalanta e Livorno, non fosse andato storto: doveva vincere il Livorno, vinse l�Atalanta. Alla fine in campo scoppi� una rissa incomprensibile: al tempo, si parl� di una possibile combine di tipo sportivo. Invece secondo il racconto dei testimoni quella gara era truccata dal calcioscommesse. Lo Piano e De Angelis la raccontano cos� ai pm: �Nel giro di Postiglione si giocava, si giocava tanto! Investiva tanto, 5, 10, 15mila euro! (…) Una volta sola � andata male… (Evangelisti) Ci ha fatto giocare sulla partita Atalanta-Livorno, 5mila euro sul Livorno vincente a casa dell�Atalanta (…) Se ricordo bene su quella partita ci sono state delle indagini sopra, hanno squalificato anche tutti i giocatori, proprio per questa partita che stiamo parlando, perch� qualcosa realmente c�era�. [la “manina” romana] �Qualcosa realmente c�era�, dicono i testimoni. Gi�, ma cosa? I Carabinieri – che hanno acquisito le carte dell�indagine interna della Federcalcio – sono convinti che la risposta sia da cercare a Roma (dove rischia di approdare nelle prossime ore un apposito stralcio dell�indagine penale). � qui il cervello della banda. �A un certo punto – racconta De Angelis – Postiglione comincia a chiedermi di accompagnarlo a Roma (…) Si partiva in continuazione (…) incontri che lui faceva con dirigenti calcistici, io non assistevo in prima persona ai loro discorsi, rimanevo in macchina e… per� capivo! (…) Dovevamo fare le scommesse (…) A un certo punto questo (ndr, Postiglione) � uscito pazzo da un momento all�altro (…) Si giocava 3.000, 4.000, 5.000 euro su una, due, tre partite di cui lui era a conoscenza del risultato perch� giorni prima si facevano questi viaggi a Roma (…) Far� un esempio (…) a Natale sono stato praticamente 6 ore in via del Corso a Roma ad aspettarlo, lui era in quell�albergo di via del Corso di cui non mi viene il nome, comunque 6 ore ad aspettare, si � incontrato, esce fuori (…) Poi quando usciva fuori veniva con ste notizie qua, allora dobbiamo giocare questo, quest�altro�. � cos� che vincevano anche 70mila euro al mese.

Fonte: La Repubblica

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