A sentirli parlare sembra un incubo. Uno di quegli incubi che ti gelano il sangue e che ti fanno venire voglia di svegliarti il pi� in fretta possibile. Poi ci ripensi e invece di spaventarti ti viene da ridere e pensi che no, davvero non pu� essere possibile. E intanto la domanda resta inevasa: la crisi del Pescara � una farsa o sta diventando una tragedia? Ieri Peppe De Cecco, dopo un lungo silenzio, ha parlato e lo ha fatto scaricando tutta la rabbia accumulata in questi giorni di polemiche seguite all�abbandono, formalizzato ieri, da Sebastiani, Di Tieri, Di Cosimo, Pirocchi e Acciavatti. Lo ha fatto scatenando nella tifoseria una preoccupazione che a tratti pareva trasformarsi in panico: �Questi soci che hanno confermato la loro uscita dalla societ�, sono stati scorretti e non hanno mantenuto fede ai loro impegni economici. Ora che bisogna ripianare le perdite se ne vanno dicendo di non voler saldare i debiti che anche loro, pro quota, hanno contratto. Noi restiamo, abbiamo gi� versato la nostra parte, ma non abbiamo alcuna intenzione di accollarci anche quello che dovevano versare loro. La citt� deve sapere che il Pescara finir� male e sar� colpa loro. Se entro luned� questi signori non ricapitalizzano per le loro quote, i libri finiranno in tribunale e la societ� fallir�. Per il momento ho gi� dato incarico al direttore generale Lucchesi di vendere tutti i giocatori per i quali ci sar� qualche richiesta. Speriamo di salvarci sul campo, ma non sar� facile. Almeno cos� si potr� ripartire dalla Seconda Divisione. Altrimenti vorr� dire che si ricomincer� dalla Promozione, perch� questo � quello che offre la citt�. Ma deve essere chiaro chi ha pagato, tenendo fede ai propri impegni e restando al timone della nave, e chi invece al momento di pagare ha imboccato la porta e si � chiamato fuori. Anche dopo che avevamo accettato tutte le condizioni�. Un colpo che ha tramortito tutti, a un anno appena dal fallimento della Pescara Calcio s.p.a e la nascita del Delfino.
Fonte: IlMessaggero
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