Era arrivato in pompa magna a Taranto soltanto a giugno dello scorso anno, quando l´appeal di Luigi Blasi stava crollando oramai al minimo storico. L´ex patron, stritolato dalla pressioni di una piazza che gli rimproverava mancanza di programmazione e di investimenti, la decisione di lasciare la societ� dopo cinque stagioni di monarchia, l´aveva gi� presa. Proprio in questo malessere si inseriva Enzo D´Addario, visto da molti come un deus ex machina salvifico per un club in crisi di indentit�. In effetti l´ambiente rossoblu non ha mai smesso di sognare, anche dopo 17 anni, il ritorno in serie B. D´Addario era l´uomo giusto per questo scopo: ambizioso, facoltoso e dotato di estrema personalit�. Una sensazione che si fortifica nel corso del mercato estivo. Nella mani sapienti di Braglia viene affidata una squadra totalmente ridisegnata rispetto all´anno precedente, imperniata sul quartetto Nocentini-Innocenti-Corona-Zappino (che poi rinuncia e viene rimpiazzato dall´esperto Bremec), attorno a cui si forma un nucleo corposo di elementi pi� giovani ma di assoluto valore. L´obiettivo � legato almeno al raggiungimento dei play off, quindi in netta discontinuit� con le cura dimagranti dell´ultimo campionato. Il neo presidente ionico fa poi bingo quando acquisisce da Blasi l´intero pacchetto azionario del club. A quel punto la sua popolarit� � al massimo. Nessuno per� fa i conti con una personalit� che tradiva un eccesso di decisionismo e la frequente tentazione di compiere scelte spesso in autonomia, ed a volte affrettate. La separazione con Danilo Pagni, artefice comunque della costruzione di questa gioiosa macchina da guerra, qualcosa inizia a rivelarlo. E´ con i tecnici intanto che il rapporto si fa conflittuale. Braglia viene allontanato dopo appena cinque giornate in seguito alla sconfitta casalinga con la Spal, nonostante i sette punti gi� messi in carniere. Arriva Brucato e, dopo appena un mese, si annuncia un rinnovo contrattuale fino al 2011. Bene, si dir�. Passano novanta giorni, per�, ed anche all´ex tecnico del Mantova viene dato il benservito. E´ vero che c´� il nuovo acquisto Rajcic e si perde in casa di una diretta concorrente (il Rimini), ma la squadra era imbattuta da tre giornate. Ora ci si pu� soltanto augurare che il quarto allenatore di quest´annata, Francesco Passiatore, non soffra delle pressioni legate al risultato e denunciate da Dellisanti, col quale pare essersi consumata una vera e propria rottura a dispetto delle ricostruzioni pi� morbide fatte in queste ultime ore. Nel comunicato societario, manca persino il ringraziamento canonico per l´ex trainer del Potenza, che non torner� alla Berretti. Certo � che della nuova guida tecnica rossoblu ricordiamo pi� le gesta da prezioso attaccante che portava l´Andria alla storica promozione in B del 1997, piuttosto che l´esperienza necessaria da trasmettere ad un gruppo intenzionato a sedersi al tavolo delle grandi. In questo balletto degli allenatori, evidentemente qualcosa non funziona. Il Re della auto � uomo meticoloso, che sta spesso vicino alla squadra ed � abituato a scrutare ogni minimo particolare di tutto ci� che gli si muove intorno. Un pregio che diventa difetto se si ha la pretesa di assumere in solitudine decisioni importanti senza avvalersi di efficaci collaboratori. I pi� maligni ipotizzano addirittura una sua frequente intromissione negli affari tecnici degli allenatori fin qui susseguitisi in riva allo Jonio. Condotta comunque smentita dal diretto interessato, il quale ha minacciato l´abbandono del club a fine stagione proprio per le critiche che gli sono piovute addosso in questi mesi. Rimostranze a suo dire eccessive. Per� un dato � certo: ogni progetto che si ponga lunghe scadenze, necessit� della pazienza degli attori che lo sostengono. D´Addario dovrebbe intanto assimilare questa virt�. Se poi imparasse a convivere senza affanni con l´inevitabile asprezza delle critiche, allora diventerebbe indiscutibilmente meritevole di una grande piazza come quella tarantina.
Fonte: tuttomercatoweb.com
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