Novanta. Pi� il recupero. Totale, novanta e passi minuti che per il popolo spallino tutto � dai tifosi ai dirigenti passando per i giocatori � dureranno pi� di una trasmissione condotta da Maria De Filippi. Novanta, allora, intesi come minuti. La paura non c�entra. Novanta minuti da vivere, ognuno come pu�, sapendo di dover sudare e soffrire. Tradizione, per chi tifa biancazzurro. Ma non ci si abitua mai, per fortuna. Adesso che il campionato � soltanto quasi finito (purtroppo riferito al quasi, s�intende) fervono sulla rete processi anticipati e sommari. Parentesi da aprire, questa, non per tirare la coperta dei fatti da un�unica parte ma, parere personale, soltanto per spiegare che si tratta di puri esercizi di stile dannosi o, peggio, potenzialmente letali a un passo dal traguardo. Il giudizio su questa stagione spallina ha poche alternative. E� stata una stagione deludente. Punto. Questo lo dice la classifica. I dettagli, per�, saranno analizzati da chi di dovere. Mentre ognuno dice o scrive lecitamente la sua � lasciando da parte un pizzico di sfiga, un altro pizzico di decisioni spesso contrarie, un ennesimo pizzico di infortuni � c�� una cosa evidente. La Spal ha buttato il suo campionato nel girone di andata. Quello che � successo dopo, invece, non � affatto da dimenticare. Pu� succedere di perdere in casa contro una squadra in forma come il Real Marcianise (vedere la classifica del girone di ritorno per credere). Ecco perch� un poco di misura e di valutazione pi� ampia andrebbe fatta � di sicuro la far� la societ� � senza farsi tafazzianamente del male. Scritto questo, meglio pensare soltanto a domenica prossima. Come stanno facendo tutte le componenti biancazzurre a cominciare da quei grandi tifosi che marted�, alla ripresa degli allenamenti, hanno ribadito il proprio sostegno alla squadra. Tanto per essere chiari va scritto che in quel di Foggia l�accoglienza sar� delle peggiori. Niente di personale. Soltanto, si fa per dire, che in certi campi ogni mezzo � lecito quando si tratta di dover vincere. Meglio prepararsi come si deve, allora, soprattutto con la capoccia, perch� quei diecimila che affolleranno lo Zaccheria non saranno l� per mettere in mostra la propria raffinatezza. Ritornando in casa Spal, per dovere di cronaca e diritto di critica, in sede di intervista al tecnico Notaristefano (attenzione: il suo curriculum spallino � quello che consente alla Spal una marea di combinazioni positive per non precipitare ai playout grazie ai risultati ottenuti negli scontri diretti) non si pu� non cominciare dall�ultima partita. Quella che ha portato a questa lunga e sofferta attesa.
Un passo indietro. Alla sconfitta di domenica scorsa. Personalmente ho scritto che siamo, intendo come spallini, stati dei coglioni a non pareggiare quella partita. Cos�� stato, un eccesso di presunzione o cos�altro?
“Beh, l�unico problema, secondo me, � stato quello di non metterla dentro. Presunzione non credo proprio. C�� stata voglia, grossa determinazione e sinceramente il gol di Cipriani era regolare. Poi ce ne siamo mangiati un altro con Quinta che magari non ha sangue freddo davanti alla porta ma � generosissimo e aiuta tantissimo la squadra. Senza contare che c�era pure un rigore netto. Ma qui prima di fischiarci un rigore a favore�”.
Sono perfettamente consapevole che certe cose non si possono scrivere e nemmeno fare e persino dire per�, ribadisco, domenica si doveva pareggiare.
“Pensi che non lo volessimo noi? Volevamo addirittura vincere. Sapevamo che ci saremmo trovati di fronte una signora squadra, con un bel po� di qualit� davanti e basta vedere il girone di ritorno che hanno fatto. Appena abbiamo fatto un po� di disordine ci hanno castigato. Noi non possiamo concedere nulla, lo dico da sempre, perch� al primo errore ci fanno male. Di contro creiamo tante occasioni ma facciamo fatica a tramutarle in rete”.
Qual � stata la prima cosa che hai pensato quando l�arbitro ha fischiato la fine?
“Rientrando negli spogliatoi ero molto arrabbiato perch� se c�era una partita che non volevo perdere era questa. Vista la gara d�andata e tante piccole cose� c�era rimasta qui. Non mi era piaciuto il loro atteggiamento, la loro mancanza di lealt� sportiva. Insomma ci tenevo in modo particolare. Da qui la rabbia”.
In settimana, proprio a Lo Spallino e non solo, hai detto che il problema di domenica scorsa � stato che la Spal � scesa in campo troppo molle. In che senso e perch�?
“Non eravamo molli per mancanza di determinazione. Abbiamo, per�, commesso errori che di solito non facciamo. Non so se per tranquillit� o per eccessiva tensione. Certo, portavamo troppo la palla e non ho visto le cose belle e fluide che di solito facciamo”.
Lasciamo stare il Real Marcianise perch� se apriamo il capitolo rimpianti stai ancora qui a rispondere quando sar� ora di partire per Foggia. Che idea ti sei fatto su un dato assoluto. Questo: ogni volta che c�� l�occasione buona per cominciare a sognare la Spal non c��. E� un fatto di carattere?
“Mah, ho letto anche io che falliremmo spesso le partite top. Non sono d�accordo. Il problema � che � un campionato cos�, con tanti risultati incredibili ogni domenica. Qui non si entra in campo pensando di essere i pi� forti. Ma ci sono anche avversari che hanno la stessa voglia. L�equilibrio fa s� che le partite le decidano pochi episodi. E questi spesso ci danno contro. Senza contare quello che dicevo sul rigore e sul gol annullato. Con un risultato positivo credo che non avremmo rubato nulla”.
Il discorso di cui sopra a proposito degli appuntamenti importanti falliti avr� una sua valenza nelle valutazioni di mercato che farai insieme con la societ�?
“Nelle valutazioni di mercato conta tutto a seconda degli obiettivi che hai. Conta il fisico, la testa, la stagione precedente e quindi anche il carattere”.
� dura riprendersi psicologicamente. La societ� vi � vicina?
“Per me non � dura. Quando perdo a mezzanotte penso gi� alla domenica successiva e mi carico per l�impegno che sar�. Bisogna reagire subito perch� ogni settimana si pu� rivalutare la propria posizione. Per quanto riguarda la societ�, quella c�� sempre. Con Bortolo ci sentiamo sempre e Renato lo vedo tante ore al giorno. La societ� non l�abbiamo mai sentita lontana”.
Ultima cosa sulla sconfitta con il Real dei poveri. Potendo ritornare indietro cambieresti qualcosa?
“Forse s�, perch� no? Per� non si pu� sapere prima perch� lo stato di forma della settimana pu� addirittura cambiare con l�impatto al match. Magari sbagli il primo passaggio e cambia tutto”.
Guardiamo avanti. A Foggia, l�avevi anche gi� detto, vi aspetta un clima particolare. Tanto che, sinceramente, auspicavi di salvarti prima dell�ultima partita. Preoccupato?
“Io non ho paura della gente. Lo stadio di Foggia � uno stadio vero. A Sambenedetto del Tronto una volta i vecchietti a bordo campo ti punzonavano con l�ombrello e arrivavano anche sputi. Se si vuole andare in categorie superiori e in stadi pi� importanti si deve essere pronti, altrimenti non fai strada e non hai qualit�. Ci sar� una bolgia, tra virgolette, per� dobbiamo farci l�abitudine”.
Hai studiato le varie combinazioni di risultati e classifica avulsa che, almeno sulla carta, vi mettono sul piedistallo delle favorite per evitare i playout?
“S�, sinceramente s�, assolutamente”.
Per finire a giocarsi la stagione agli spareggi la Spal deve perdere a Foggia ma il Ravenna deve vincere con due o pi� gol di scarto ad Andria. Ti sembra possibile?
“Purtroppo nel calcio � possibile tutto. Noi siamo privilegiati perch� dipende da noi. Possiamo guardare soltanto a noi e pensare a non perdere. Altri devono vincere e poi sperare. Il vantaggio � nostro e dobbiamo ricordarcelo”.
Che cosa hai detto alla squadra alla ripresa degli allenamenti?
“Sapevo che il contraccolpo poteva essere duro e ho lavorato su questo. Ho detto loro di pensare soltanto a lavorare bene in questi giorni perch�, ripeto, noi siamo i padroni del nostro futuro”.
Come hai trovato i ragazzi marted�. Incazzati, depressi� Come?
“Un misto. Abbattuti ma non depressi, per�. E c�� una bella differenza”.
Marted� al centro sono venuti diversi tifosi per dare il loro sostegno. Che effetto ti ha fatto e che cosa vi hanno detto o cantato?
“Lメho detto subito dopo a qualche tuo collega. I ragazzi hanno fatto un intervento molto intelligente, sono stati proprio grandi, hanno fatto un discorso come avrei voluto fare io. Anzi, hanno detto quello che avevo detto io poco prima alla squadra. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Ci sono stati vicini, ci hanno caricati e aiutati a dimenticare il Marcianise. Sappiamo che sono con noi, e questo ci fa molto piacere. Davvero”.
A proposito di tifosi. A Foggia, nonostante la distanza e lメumore, gli spallini ci sarannoナ
“S�, la trasferta � lunga, so che attaccamento � vivo e radicato ma Foggia � lontana e non ci sar� per forza di cose una marea di biancazzurro. Ma ovunque siamo andati il nostro zoccolo duro c�era. E non � poco!”.
Che impressione ti ha fatto il Foggia e che relazioni hai avuto?
“E� una squadra che a gennaio ha cambiato molto. Ha perso in qualit�, Salgado e Goretti tra gli altri, ma ha guadagnato in agonismo, corsa e brillantezza. Ti costringono a non giocare bene. Pressano molto, ti spingono all�errore perch� contro di loro devi giocare in fretta, a due tocchi, a volte devi addirittura anticipare le giocate”.
Quali sono i giocatori da temere maggiormente?
“Non hanno il giocatore, hanno il gruppo e questa � una bella cosa per loro. C�� molta collaborazione, tra loro. E tutti si sacrificano molto a cominciare dagli attaccanti sempre dietro alla linea della palla!”.
Quale tipo di partita ti aspetti?
“Inizialmente molto aggressiva. Dovremo essere bravi, attenti, non dobbiamo farci portare indietro dalla loro frenesia. Ci vorr� calma, compattezza, non dobbiamo allungarci ma, invece, costringerli a giocare con palla lunga o nello stretto. Dovremo essere anche bravi a riconquistare palla e a muoverla in fretta”.
Onestamente e anche inconsciamente, andate a Foggia per strappare il punticino salvezza?
“Se entri in campo, lo dico sempre, per chiuderti il gol lo prendi. Devi, dobbiamo stare attenti, stare stretti, compatti, collaborativi cercando di fargli del male. Se elimini la velleit� offensiva � un casino. Questo non vuol dire andare all�arrembaggio. Non lo farei nemmeno se fossi primo in classifica. Ma bisogna essere intelligenti e pungere”.
La presenza di Zamboni sar� fondamentale. Gli esami hanno escluso danni ma il capitano prova ancora dolore. Conoscendolo non si arrender� tanto facilmente. Tu gli hai detto qualcosa?
“S� ma sono convinto che non ce ne sar� bisogno. Marco non si arrende. E� importantissimo, lui. Ha esperienza e personalit�, � fondamentale per noi e non solo in queste partite”.
Zambo a parte, ed escludendo l�infortunato Valtulina, avrai tutti i giocatori a disposizione. Quattro domande in merito. La prima: sar� pi� difficile scegliere vista l�importanza della gara?
“S�, ma � sempre cos� quando hai quasi tutti a disposizione. Le scelte le far� in base alla partita da fare”.
La seconda. Quali sono le condizioni fisiche del gruppo? C�� qualche giocatore in difficolt�?
“La condizione fisica generale � buona a parte Marco e purtroppo anche Vlado Smit non riesce a scattare. Ha una sciatalgia che lo limita, vedremo� Spero di non dovervi rinunciare perch� � un giocatore di categoria superiore che in quanto a intelligenza calcistica ne ha da vendere”.
La terza. Quando sceglierai la formazione?
“Allメultimo, dopo lメallenamento di sabato come sempre. Ho idee e punti fermi ma decido alla fine”.
La quarta. Punterai sui giocatori pi� esperti vista la delicatezza della sfida?
“Mah, s� diciamo un mix di condizione fisica ed esperienza”.
Quali e dove sono i dubbi?
“A centrocampo e non soltanto in mezzo visto il problema di Smit e in attacco”.
A Ferrara, in questi giorni, c�� un�atmosfera particolare. Un misto tra delusione, paura e fiducia. Quando sei arrivato a Ferrara c�era una sorta di rassegnazione a giocarseli, sti maledetti playout, perch� la classifica era devastante. Poi, dopo il bel girone di ritorno, per parecchie settimane il terrore � diventato addirittura un sogno. Quello di andare ai playoff. Ora persino una rimonta importante come quella che � stata fatta dalla Spal rischia di passare in secondo piano davanti alla per fortuna remota possibilit� di dover prolungare la stagione. Di questo c�� consapevolezza all�interno del gruppo?
“Sai, te lメho detto, i ragazzi domenica hanno pensato proprio a questo. Qui nasce il contraccolpo. Fai quarantadue punti e non bastano, mentre di solito a questa quota sei strasalvo. Noi abbiamo fatto benissimo e dobbiamo continuare a far bene. Dobbiamo mettere la parola fine su questo campionato”.
La prossima settimana, questa almeno � una speranza grande come un grattacielo di Abu Dhabi, il campionato spallino sar� finito. Facciamo che ci diamo appuntamento a venerd� lo stesso per trarre, a bocce ferme, un bilancio. Ci stai?
“Va bene, assolutamente s�”.
Spero di averti chiesto tutto quello che andava domandato. Sai, questa tensione per la partita di Foggia colpisce anche i giornalisti che, ovviamente, sono anche tifosi. Che dire ancora? No, niente. Soltanto un gigante in bocca al lupo eナ Forza Spal!
“Grazie, crepi il lupo eナ Forza Spal!”.
PROBABILE FORMAZIONE Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Quintavalla, Schiavon, Meloni (Bazzani), Smit (Rossi), Cipriani. A disp.: Ioime, Bortel, Licata, Migliorini, Rossi (Pedruzzi), Marongiu, Bazzani, (Meloni).
Fonte: Lospallino.com
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