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venerdì , 23 Ottobre 2026
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Salah e Tabarez: le prime storie ed emozioni mondiali

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La seconda partita dei Mondiali di Russia 2018 non solo ci ha regalato un tasso tecnico più elevato del match di inaugurazione fra i padroni di casa e l’Arabia Saudita ma nel giro di pochi minuti ci ha fatto provare le prime forti ed intense emozioni e potremmo scommetterci sopra, magari con leovegas promozione, che di certo non saranno state le ultime.
Siamo all’ultimo minuto fra Egitto ed Uruguay ferme ancora sullo 0 a 0. I sudamericani hanno sicuramente avuto maggiori occasioni nel corso della partita sfiorando il gol in più di una occasione, soprattutto con una bellissima punizione di Edinson Cavani dai limiti dell’area.
L’Egitto sta resistendo tenacemente ma da una punizione sulla destra battuta da Sanchez, nasce il cross pennellato per la testa di Gimenez che regala la vittoria agli uruguagi.  Subito dopo il gol, le telecamere indugiano su due uomini seduti sulle rispettive panchine.
Prima viviamo in diretta l’esultanza del commissario tecnico dell’Uruguay, Oscar Washington Tabarez. Vecchia conoscenza del calcio italiano avendo allenato Cagliari e Milan nella nostra serie A, Tabarez è il CT più anziano dei mondiali, 71 anni, ed anche il recordman di partite ufficiali con una nazionale essendo arrivato a quota 192.
 Purtroppo dal 2016, il tecnico deve vedersela con un nemico ben peggiore di una squadra di calcio rivale: la sindrome di Guillain-Barré, una patologia piuttosto rara che attacca il sistema nervoso periferico, con gravi conseguenze sul sistema motorio. Tabarez ha dichiarato che a volte sta meglio e a volte peggio: la malattia così a volte lo costringe ad allenare da una carrozzina elettrica quando le sue condizioni non gli consentono di stare in piedi, mentre a volte come in occasione della partita contro l’Egitto, riesce a stare in piedi con l’aiuto di una stampella.
Davvero commovente dunque vederlo esultare dalla panchina con quel fisico segnato dalla malattia e poi prendere subito la stampella per entrare nell’area tecnica e dare le istruzioni ai suoi. Tabarez lo ha detto: fin quando avrà le forze, continuerà ad allenare fino all’ultimo giorno.
Dopo la gioia di Tabarez, le telecamere hanno invece indugiato sulle lacrime di Mohamed Salah mentre sedeva sulla panchina dell’Egitto. Dopo una stagione davvero esaltante, l’ex fuoriclasse della Roma sta conoscendo un momento davvero difficile. Nella finale di Champions League di sabato 26 maggio Salah deve lasciare il campo dopo mezz’ora per un brutto infortunio alla spalla rendendo così la vita più facile al Real Madrid che contro il Liverpool vince la sua terza Coppa dalle grandi orecchie di fila.
L’infortunio sembra così grave da non consentirgli neppure di giocare il Mondiale. Il pericolo è scongiurato ma se inizialmente si sperava in un recupero lampo da poterlo vedere in campo anche contro l’Uruguay, adesso gli egiziani sono con il fiato sospeso nell’attesa di scoprire se potrà già giocare con la Russia nella prossima partita. Nelle lacrime di Salah dunque non c’era solo il dispiacere per il gol preso dalla sua nazionale ma probabilmente i tanti rimpianti per quello che sarebbe potuto accadere nelle ultime settimane senza quello sfortunato infortunio.

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