ANALISI TATTICA SUL MATCH FOGGIA – CREMONESE

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scritto da Piero Colangelo

Allenatore UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

La vittoria sulla Cremonese � una di quelle che assumono un valore inestimabile. Non si pu� ancora parlare di partita da dentro fuori visto che non � ancora terminato il girone di andata, ma il risultato permette alla squadra di guardare con occhio diverso la classifica, con le dirette concorrenti per la salvezza che non appaiono pi� cos� lontane grazie anche ai punti che verranno restituiti (probabilmente da tre a quattro) e basterebbe un filotto di risultati positivi per affrontare la seconda parte del campionato con uno stato psicologico migliore.
Il modello di gioco disegnato a mezzadria da Pavone e Padalino �, in effetti, una sorta di ritorno al passato. Abbandonata la strada impercorribile, per quelle che sono le caratteristiche dell�organico a disposizione, di un attacco a 3 punte o due punte ed una mezzapunta, si � tornati all�unico sistema di gioco possibile: l�1-3-5-2 o, in riferimento a quanto visto con la Cremonese, un 1-5-3-2.
Diverse, sono state le modifiche tattiche che il duo in questione ha apportato per questa gara. Eメ apparso in molti tratti modificato anche lメatteggiamento tattico ( difficile valutare se dovuto a ragioni squisitamente tattiche o soprattutto frutto di ragioni psicologiche), apparso meno propositivo con il baricentro della squadra abbassatosi di alcuni metri.
E� evidente che la quadra pu� fare di pi� e di meglio ma, a mio parere, sono stati abbozzati principi di gioco che potranno rilevarsi efficaci in quest�ultime giornate del girone d�andata, in attesa che la campagna di riparazione (mai terminologia fu cos� azzeccata !) possa mettere il nuovo tecnico nelle condizioni di approntare quella che sar� la sua idea di gioco.
Nei prossimi passaggi vengono indicati pregi e difetti tattici che la squadra ha manifestato, parte dei quali risalgono non solo al Foggia di Grassadonia ma anche a quello delle precedenti gestioni, e che possono cos� sintetizzarsi:
� La costruzione del gioco quasi mai � partita dal basso.
Decisione condivisibile poich� al momento manca in organico un play affidabile che sappia avere pieno dominio del pallone, che faccia da metronomo del centrocampo ed abbia la personalit� ed il carisma affinch� il gioco quasi sempre passi dai suoi piedi. Lo stesso Bizzarri, preciso in questa occasione nel giocare con i piedi, ha quasi sempre optato per il lancio lungo o per la palla �morbida� per gli esterni di centrocampo. Soluzione che ha evitato il rischio di transizioni negative in zone pericolose.
� La linea difensiva si � mantenuta sempre piuttosto alta.
Molto efficace � stato l�atteggiamento difensivo, con uno scaglionamento che ha visto la linea di pressione dei centrocampisti sempre molto vicina a quella dei difensori. In particolare, si � dimostrata fondamentale la posizione di Agnelli, certamente il migliore in campo per applicazione e rendimento, che andava in marcatura su qualunque calciatore avversario che si presentava tra le linee. Se la prova del promettentissimo Castrovilli � stata piuttosto opaca, buona parte del merito va ascritto al capitano foggiano.
ユ Poco sfruttato il gioco in ampiezza.
A differenza di quanto richiedeva Grassadonia ai quinti di centrocampo che agivano in pratica da ali aggiunte, Zambelli e soprattutto Kragl non si alzavano sistematicamente oltre la linea della propria met� campo, restando in una posizione pi� guardinga e affondando sulla fascia quando la direzione del gioco avveniva dalla loro parte. In particolare kragl, in fase di non possesso, curava la marcatura della mezzala Boultam mentre, quando il tedesco attaccava, era l�esterno basso Mogos a contrastarlo sulla fascia.
ユ Impiego in orizzontale delle due punte.
In sede di ripartenza, le due punte Iemmello e Mazzeo, non giocavano �affilate�, ma sulla stessa linea della difesa avversaria, sul filo del fuorigioco. Si � cercato spesso l�attacco diretto, sfruttando molto le seconde palle e confidando nell�abilit� delle due punte nel giocare e difendere la palla.
� � mancato un efficace giro-palla in sede di costruzione.
Quella che era una prerogativa dell�undici foggiano sin dai tempi dello stesso Padalino si � vista di rado, in particolar modo nel primo tempo. E� evidente che la scelta di un centrocampo formato da soli incontristi ha fatto s� che venisse privilegiato uno sviluppo di gioco che spesso saltava la linea centrale.
Per ora va bene cos�, anche perch� chi vince ha sempre ragione, ma certamente sar� fondamentale la mano del tecnico (e non solo) perch� si possa ammirare una squadra all�altezza di quelli che sono stati i proclami estivi.