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domenica , 11 Ottobre 2026
SERIE C

AREZZO: Mancini tira i remi in barca

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�L�unica cosa certa in questo momento � che non spender� pi� denaro per l�Arezzo�. Musica e parole di Piero Mancini, da anni padre-padrone del club amaranto.

Il presidente della squadra toscana, eliminata nella semifinale dei playoff di Prima Divisione dal Crotone, ha visto fallire per il secondo anno consecutivo lメobiettivo promozione in serie B. Ha espresso il suo pensiero sul futuro dellメArezzo in unメintervista rilasciata al Nuovo Corriere Aretino e riportata dal pregevole sito amarantomagazine di Andrea Avato.

�Se non arriva nessun acquirente, entro il 30 giugno iscriver� il club al campionato. Ma non ho pi� intenzione di investire nel calcio. Sar� una squadra fatta esclusivamente da ragazzini e sceglier� un allenatore che non abbia grosse pretese economiche, sui 30-40 mila euro l�anno di stipendio. Il nuovo tecnico dovr� sposare questo nuovo progetto centrato sui giovani� ha chiosato Mancini.

Pi� chiaro di cos� si muore. Se non si rimanger� le parole, come peraltro ha fatto spesso nel suo recente passato, tutto questo significa il ridimensionamento degli obiettivi e l�allineamento alla politica dei giovani voluta dal presidente della Lega Pro di Firenze Mario Macalli.

Le notizie che arrivano da Arezzo, dove comunque Mancini assicura l�iscrizione della squadra al prossimo campionato di terza serie nazionale (e non � cosa da poco), si aggiungono a un panorama nel quale macerie si aggiungono a macerie.

Il quadro della vecchia serie C1, a pochi giorni dalle improrogabili scadenze del 26 e del 30 giugno (fondamentali ai fini dell�ammissione ai campionati da parte del Consiglio federale della Figc), � quasi apocalittico.

Il numero delle societ� in crisi cresce giorno dopo giorno, tanto che diventa quasi impossibile starci dietro. Come pure quello dei club che ridimensionano gli obiettivi ovvero nei quali la dirigenza ha deciso di disfarsi delle proprie quote sociali.

Al punto che correttamente a Potenza, dove � stato ingaggiato come allenatore il vulcanico Eziolino Capuano, si ipotizza il ripescaggio dopo la retrocessione in Seconda Divisione. Che appare sempre meno improbabile, alla luce dei deprecabili eventi che vanno maturando.

A questo � ormai ridotto il calcio nella terza serie nazionale (e non solo). La vecchia C1 ossia, come la chiama con una certa pomposit� Mario Macalli, la Prima Divisione della Lega Pro. Il calciomercato, che un tempo gi� teneva banco, langue per mancanza di liquidit�. Bisogna che qualcuno, prima o poi, ne inizi a prendere seriamente atto. Perch�, continuando cos�, tutto verr� gi� come un castello di carte.

Sorprende che i primi a non muovere foglia siano proprio i presidenti. Ossia proprio quelli che dicono di non farcela pi� ad andare avanti.

Fonte: Calciopress.net

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