Gaetano Auteri ha presentato il derby di lunedì sera contro il Barletta nella consueta conferenza stampa pre-partita.
«Qualcuno dietro è assente, ma le soluzioni le abbiamo. Giocatori come Berra e Di Pasquale dal punto di vista dell’esperienza possono far perdere qualche lettura del momento, però possiamo fare tante cose: Todisco quel ruolo lo ha già interpretato e lo può fare bene. È stata una bella settimana di lavoro e stiamo bene. Andiamo alla ricerca della continuità delle prestazioni, della pericolosità e della solidità, che passa dalla lettura dei piccoli dettagli. Anche nell’ultima partita a volte siamo stati più attenti, a volte meno: non dobbiamo mai perdere di vista questa attenzione».
Sulla condizione del gruppo e le percentuali: «Sulle percentuali non sono d’accordo con nessuno. Complessivamente stiamo molto bene, soprattutto se consideriamo quando abbiamo cominciato. Cominciare il 7-8 agosto e dopo 12-13 partite avere questa condizione fisica vuol dire che siamo stati bravi. Dobbiamo dimostrarlo in altre cose, soprattutto nella continuità. Abbiamo cominciato un percorso importante: fase di inizio, di conoscenza, di prove. Non ci lasciamo influenzare da un punto in più o due in meno. Non è il momento dei giudizi definitivi. Siamo molto competitivi nonostante le difficoltà e nonostante alcuni ragazzi dietro si affaccino per la prima volta a questa realtà».
Sul progetto biennale: «Dobbiamo costruire nell’arco del biennio basi solide, anche dal punto di vista tecnico, per un calcio sostenibile. Settore giovanile: i frutti si vedono in quattro-cinque-sei anni. Strutture: non mi sono mai lamentato, ci muoviamo e basta. L’anno prossimo dobbiamo costruire una base importante: tanti giocatori alle prime esperienze, altri devono riverniciare il passato. Alla fine del campionato sederci con la società e dire “abbiamo queste certezze che te le dà il lavoro”. Poi si potrà puntare a essere tra le primissime. Nessuno può dire “io vinco”, ma abbiamo voglia di competere e sappiamo di avere qualità».
Sull’attenzione e l’atteggiamento: «Quello che non dobbiamo sbagliare è l’atteggiamento e ci è capitato solo a Giugliano, e l’attenzione quando la palla è fuori dal campo. Tre o quattro giocatori non si possono sistemare i capelli: fa parte del percorso. Ci lasciamo influenzare dagli episodi, ma abbiamo qualità per fare i gol».
Sul mercato di gennaio: «Sono restio a parlarne. In Serie C difficilmente si fanno cose all’inizio del mese. Questi siamo, ci dobbiamo migliorare sul campo. So che la società, se capiterà, non si tirerà indietro. Parliamo nel momento opportuno».
Sul Barletta: «È una squadra che ti aggredisce, ha un organico importante, ha raccolto poco ma avrebbe meritato di più. È un bel confronto. Proverà ad aggredirci così come faremo noi, proverà a compattarsi così come faremo noi. Non è una squadra che rinuncia a giocare».
Sulle dichiarazioni di De Vitto: «La proprietà ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Alcune cose sono state male interpretate. Quando parla di Ravasio si riferisce a un investimento economico importante che ha voluto convincendo gli altri soci. Le decisioni tecniche le prendiamo noi».
Su Ravasio: «È un giocatore importante. È cresciuto perché è stato messo nelle condizioni di allenarsi bene tutti i giorni, cosa che non faceva da tempo. Questo lo ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista».
Sulle indisponibilità: «Berra e Di Pasquale fuori. Bigonzoni dalla prossima settimana in gruppo. Demeter lo sappiamo. Gli altri hanno recuperato, compreso Gallo (virus intestinale nel viaggio verso Casarano) e Petito».
Sul significato del derby: «È un derby atteso per le tifoserie e siamo coinvolti, ma deve prevalere l’aspetto lucido e razionale. Gara importante come tutte. Andiamo alla ricerca della continuità delle prestazioni e dell’essere più risoluti».
© 2026, CALCIOFOGGIA.IT. Tutti i diritti riservati.
È vietata la riproduzione, distribuzione, modifica, pubblicazione, trasmissione o qualsiasi altro utilizzo, totale o parziale, dei contenuti di questo sito senza previa autorizzazione scritta dell’editore.




