Avellino nei guai: pignorati 300000€

0
17 views

Altri problemi societari per l’Avellino. Non bastava l´incertezza legata al blocco delle azioni e agli ultimi risultati, decisamente negativi, della squadra. Ora arrivano nuovi pignoramenti e la situazione si fa preoccupante. La Gei vanta crediti per una somma vicina ai 2milioni e 500mila euro (lo stesso provvedimento reso esecutivo nel giugno scorso). Ma dovunque batte cassa per esigere il credito, la Gestione esattoriale trova porte sbarrate. Gli incassi non sono pignorabili perchè in gestione ad una finanziaria che in estate ha garantito l´iscrizione al campionato, la sede sociale non è di proprietà dell´Us Avellino. Ma, quando arriva dalla Lega di serie A e B la comunicazione di un attivo di 300mila euro relativo al termine della scorsa stagione, ecco che scatta il provvedimento. Il Giudice ordina il pignoramento e la società biancoverde incassa il colpo. La liquidità derivata da vecchi introiti legati alla scorsa stagione di serie B svanisce nel nulla. Ma non è finita qui. Anzi, quello è il male minore perchè i veri problemi sono altri. Le paure sventolate ai quattro venti in un comunicato del Direttivo della Curva Sud si materializzano. E le smentite dei Pugliese lasciano il tempo che trovano. Perchè bisogna pensare al futuro. E il futuro è decisamente incerto. Continuando di questo passo, sarebbe a rischio l´iscrizione al prossimo campionato. Già, che sia C o B, poco importa. Se i Pugliese (in foto Marco Pugliese) non mettono mano al portafoglio, l´Us Avellino 1912 rischia grosso. Dal Tribunale di Salerno il pm Spiezia tiene la situazione sotto continua osservazione. Dopo aver revocato la custodia giudiziaria del 50% delle azioni e bloccato la ricapitalizzazione nominando il commercialista Coppola come nuovo custode, i Pugliese sono rimasti alla finestra. Confermando, sempre e comunque, la loro volontà a ricapitalizzare per il 100% ma senza avere risposte adeguate dal pm dell´Antimafia, che a quanto pare sta continuando i propri accertamentia. Tornando all´Avellino è bene aggiungere che, se entro maggio la società non estingue il debito nei confronti dell´Erario per 4milioni e 800mila euro (300mila sono stati appena pignorati), la squadra non verrà iscritta alla stagione 2007/2008. Non saranno possibili altre transazioni. L´ultimo accordo tra la società avellinese e lo stesso Ente per una nuova dilazione è saltato. Allo stato attuale non ci sono spiragli per riaprire il tavolo del confronto: il debito a quanto pare non può essere più dilazionato. È la stessa cosa che Pugliese aveva dichiarato a Spiezia in una nota inviata al pm il 16 novembre scorso. E così rispunta l’incubo dei pignoramenti per i fratelli di Frigento, che invano hanno tentato prima della fine del 2006 di vendere la società a Capone prima ed Ercolino poi. Il quadro è inquietante e contribuisce ad alimentare le paure dei tifosi. La squadra lotta per la B, la società per la sopravvivenza: servono 5 milioni di euro per saldare i debiti con l´Erario, altrimenti il calcio ad Avellino rischia di scomparire.
– Il presidente Pugliese: “Tutto sotto controllo”
Massimo Pugliese appare tranquillo e minimizza la portata del provvedimento adottato nei confronti del sodalizio irpino. «Il pignoramento – sostiene – riguarda una cifra non ingente. E quindi non avrà ripercussioni sulla gestione societaria. Restiamo tranquilli, concentriamoci sulla squadra che può e deve rilanciarsi ai vertici della classifica». Ma, se è vero che nel breve periodo non si profilano intoppi, restano e si accentuano i timori per il futuro dell’Us Avellino. Anche da questo punto di vista, però, il patron sdrammatizza e offre una serie di dettagli tecnici a sostegno della sua tesi: «La Gei – racconta – è intervenuta su impulso di tre creditori. Innanzitutto, un’azienda che ci forniva tenute sportive negli anni scorsi. Ma qui il problema è risolto perchè abbiamo saldato il debito. Secondo problema: alcuni decreti ingiuntivi del Comune. Ma anche in questo caso l’accordo è stato raggiunto e sarà formalizzato in tempi brevi. Restano vecchi debiti relativi all’Agenzia delle Entrate. Avevamo chiesto una rateizzazione, che non ci è stata concesa. Al riguardo, però, abbiamo già superato un doppio esame e adesso aspettiamo, a marzo, il disco verde dalla commissione tributaria». Inevitabile che ora riprendano corpo le voci più allarmistiche. A cominciare da quella riguardante un presunto ritardo nel pagamento degli stipendi. «È una cosa – dichiara Pugliese – che non sta né in cielo nè in terra. Siamo soliti pagare gli stipendi sempre con regolarità, siamo puntuali come un orologio svizzero. Non è certo questo il motivo alla base del periodo negativo della squadra». Ma, restando sempre in tema di quattrini, pare ci sia anche l´aspetto relativo al premio promozione. «Di questo, sinceramente, per ora non parlo con nessuno. E poi, un eventuale premio promozione è qualcosa che riguarda soltanto me e la squadra. Ma il vero premio, per tutti, è la promozione in B». D’obbligo anche un riferimento alla conduzione tecnica. Anche l’allenatore è sul banco degli imputati? «Galderisi ha fatto tutti questi punti e merita la mia fiducia. Per quanto mi riguarda, l´allenatore sta bene dove sta. La squadra ha avuto un calo, d´accordo, ma l´unico vero ko, a mio avviso, è stato quello rimediato a Manfredonia». Sul fronte tifosi, pare ci sia una richiesta quasi plebiscitaria per il rientro di Cecere: «Non parlo dei singoli, non è mio costume. Galderisi sa quello che deve fare. Cecere è un tesserato dell´Avellino, come ogni giocatore sotto contratto: dai titolari agli allievi nazionali».
Fonte: Il Mattino

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui