20 anni fa una piccola e semisconosciuta squadra pugliese entr� di forza nelle pagine pi� belle del calcio italiano. Era il Foggia di Zeman, del tridente Signori-Baiano-Rambaudi, quello che successivamente venne chiamato “Foggia dei miracoli”. Oggi, a due decenni di distanza, uno dei protagonisti di quel grandissimo gruppo � qui a Varese. Chi �? Francesco Baiano, fido vice di Giuseppe Sannino.
Nella stagione 1990/91 aveva solo 22 anni e realizz� 22 reti in Serie B, contribuendo a creare il mito di una squadra che, ancora oggi, � ricordata in tutta Italia per la bellezza del suo calcio. “Ho trascorso due anni bellissimi a Foggia � dice -. Eravamo tutti giovani e avevamo dentro una grandissima voglia di arrivare in alto”.
SERIE B
Il viaggio nel tempo di Baiano parte dalla stagione 1990/91: “All�inizio avevamo fatto fatica, nel girone d�andata collezionammo solo 16 punti, poi in quello di ritorno ne facemmo addirittura 35. Quell�anno vinsi la classifica marcatori realizzando 22 gol, esattamente come Abel Balbo e Walter Casagrande, ma io avevo meno presenze; tirai pochi rigori, tre o quattro, perch� il giocatore incaricato di calciare dagli undici metri era Barone: poi lui ne sbagli� due di fila e allora subentrai io. La favola del Foggia, per�, penso che sia partita la stagione prima; c�era gi� un gruppo solido, poi sono arrivati elementi che hanno contribuito a fare grande questa squadra”. I rossoneri vinsero il campionato cadetto con 51 punti, frutto di 21 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. Naturalmente, con 67 gol realizzati, ebbero il miglior attacco del torneo.
SERIE A
Tutti, tifosi, dirigenti e addetti ai lavori, nel successivo campionato di Serie A si aspettavano una squadra meno offensiva, ma non fu cos�. “Non cambi� niente � prosegue l�ex punta di diamante rossonera -: la societ� conferm� lo zoccolo duro della squadra e in pi� arrivarono Igor Salimov, Dan Petrescu e Igor Kolyvanov. Zeman non abbandon� il suo 4-3-3 in cui i due uomini di centrocampo attaccavano e gli esterni bassi erano molto offensivi. Nella prima giornata affrontammo l�Inter di Matthaus, Klinsmann e Brehme e fino a 5 minuti dalla fine stavamo vincendo 1-0: segnai io (vedi primo gol nel video sottostante), poi Ciocci realizz� il pari”. Baiano e compagni chiusero il campionato al nono posto, con 35 punti e il secondo miglior attacco del torneo (58 gol).
ZEMAN
Capitolo Zdenek Zeman. Aveva gi� allenato il Foggia nella stagione 1986/87, senza per� ottenere grandi risultati. Torn� nel 1989 e la storia fu decisamente diversa, “Era un gran cultore del lavoro, una specie di macchina da guerra, ma anche un grande motivatore � ricorda “Ciccio” -. Ci allenavamo tantissimo durante la settimana, a volte le sedute erano quasi stressanti. Per� era un lavoro che pagava, perch� in quegli anni io finivo una partita e potevo cominciarne subito un�altra. Adesso sento dire che le squadre lavorano troppo, ma tra la preparazione di oggi e quella che facevo io con Zeman non c�� assolutamente paragone. Il mister aveva un carattere molto particolare: ci diceva sempre che per vincere serviva solo una cosa, fare un gol pi� degli altri. Un paio di volte � anche capitato che uno di noi segnasse, ma lui, invece di applaudirlo, lo rimproverava perch� in quel momento dell�azione non doveva essere li ma da un�altra parte”. A distanza di 20 anni esatti il boemo � tornato a Foggia: “Lo ha fatto per riportare la squadra e il pubblico dove meritano � taglia corto Baiano -. In Serie A”.
TRIDENTE
Quando parla del tridente gli occhi dell�attuale vice allenatore del Varese si illuminano: “Premetto che per un attaccante giocare con Zeman � il massimo: per� se non fai almeno 20 gol con lui… � meglio cambiare professione. Arrivavo dall�Avellino, dove non avevo fatto bene, mentre l�anno prima, a Empoli, avevo realizzato 14 gol in B. Il mister credeva in me e mi volle fortemente, mi pagarono 4 miliardi, una cifra altissima per quegli anni. Giocavo in mezzo, a sinistra c�era Signori e a destra Rambaudi: ci trovavamo a occhi chiusi e il merito era del lavoro che si faceva sul campo. Tutti i giorni provavamo schemi, perci� arrivati a un certo punto era automatico trovarsi; anche se non vedevo i miei compagni sapevo esattamente dov�erano piazzati. Tornai a Foggia dopo 13 anni e alcuni ragazzini del posto sapevano chi ero e cosa avevo fatto; avevano visto e rivisto le videocassette di quegli anni”.
RICORDI
Spazio, infine, ai ricordi: “Che emozione giocare a Foggia, c�era sempre lo stadio pieno e quando i tifosi saltellavano sembrava che tutto si muovesse. Ricordo di aver visto gente seduta sui riflettori perch� non avevano trovato un posto dove sistemarsi. In Puglia ho lasciato molti amici e mi piacerebbe ritornare; sarebbe davvero bello disputare un�amichevole tra il mio Foggia e quello di Bresciani, Kolyvanov e Roy, ma penso che sia molto difficile realizzare questo sogno”.
Mai dire mai, mister.
Fonte: Varesenotizie.it
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