FOGGIA – Non è davvero il caso di scomodare paroloni come vendetta o partita della vita. In casa del Foggia, piuttosto, non si perde di vista l’aspetto goliardico del derby. Così il presidente Tullio Capobianco, memore della batosta rimediata lo scorso 19 marzo, se la cava con una battuta per inquadrare la sfida: «Sono partite particolari, diciamo che si danno e si prendono…allora, considerato che qualche mese fa le abbiamo buscate noi, è arrivato proprio il momento di restituirle, magari con gli interessi».
All’epoca, subito dopo il trionfo sul campo, l’euforia del successo sciolse la lingua al presidente biancoceleste Angelo Riccardi, che nell’immediato dopo gara se la godè fino in fondo. L’entourage del Foggia non apprezzò. Qualche mese più tardi, però, non si trovano più neanche le cicatrici del precedente. «Riccardi è un presidente vulcanico, un grande personaggio -sorride Capobianco-. Dico la verità: gli ho telefonato poco fa e abbiamo pure scherzato…domani, però, avrà poco da fare. I tre punti ci servono e tanto». Sincero l’apprezzamento nei confronti del club sipontino. «Sta operando in modo mirabile. Negli ultimi anni Riccardi e soci hanno realizzato un piccolo miracolo sportivo. Non è facile restare a certi livelli, per un club come il Manfredonia che vanta uno stadio piccolo e un pubblico ridotto: stanno difendendo a denti stretti il patrimonio della C1».
Al di là dei doveri di ospitalità, comunque, il Foggia ha nel mirino solo la B e non ha alcuna intenzione di lasciare spazio ai biancocelesti. Capobianco suona la carica: «La squadra sta procedendo bene, rispetto ai programmi. Come un orologio svizzero. Deve continuare così. Domani, poi, sia i tifosi che la società chiedono una soddisfazione particolare a questi ragazzi che, peraltro, dimostrano di trovare da soli stimoli importanti ogni domenica. Vogliamo i tre punti, sono convinto che arriveranno».
Evitando ogni pronostico, senza rinunciare a un pizzico di scaramanzia, Capobianco indica l’uomo-derby per il Foggia. «A prescindere dall’assenza di Mounard, giocatore che sente molto il pubblico e sa caricarsi di conseguenza, auspico che il giocatore decisivo sia proprio il centravanti Dall’Acqua. Non foss’altro che per una semplice ragione: merita di sbloccarsi per quanto sta facendo e per dare un calcio alla sfortuna che lo sta accompagnando. Sono sicuro che una volta rotto il ghiaccio, non si fermerà più».
MANFREDONIA – Si scalda l’atmosfera in casa sipontina in attesa del derby di domani contro il Foggia. Una tregua che tiene in ansia due squadre, due città e due tifoserie. Sfida che nessuno è disposto a perdere. La partita dello “Zaccheria” potrà dire molto sulle aspirazioni di entrambe le formazioni. Obiettivi stagionali differenti ma lo scopo è unico: la vittoria. Il “derby di Capitanata” rappresenta un crocevia stagionale per ambedue le squadre. Il Foggia deve confermare di essere una compagine da primato, il Manfredonia potrebbe sfruttare l’occasione per scalare la classifica. A differenza della scorsa stagione, il Manfredonia affronta i rossoneri con qualche punto in meno in classifica, il che aumenta l’apprensione di dover vincere per forza: «Le sfide dell’anno scorso per noi sono state storiche –dichiara il numero uno del sodalizio biancoceleste, Angelo Riccardi-. Due società dalla storia differente. Il Foggia ha calcato palcoscenici importanti. Noi, il Manfredonia, rappresentiamo una bella e sana favola di provincia».
Al di là della gara di domani, i rapporti tra le due società, in particolar modo tra i due presidenti, resteranno buoni: «Una partita di calcio –spiega Riccardi- non può stravolgere un rapporto tra due società e due persone che si stimano e rispettano. Qualunque sia il risultato, la relazione tra le due società non cambierà». Il derby, ad onor del vero, è iniziato già da qualche giorno. Nei tanti contatti settimanali tra i due numeri uno, gli sfottò sono stati tanti e di diversa sostanza. «Il derby –commenta il presidente sipontino- è anche questo. Un esempio su tutti? Due giorni fa ho contattato Capobianco per ottenere qualche biglietto in più per i tifosi del Manfredonia. Mi ha risposto con un “Ma che venite a fare! A vedere vincere il Foggia?”». Un’affermazione che merita tutti gli scongiuri e riti scaramantici del caso: «Prima di ogni partita compio dei riti propiziatori personali…».
A causa della squalifica subita contro il Ravenna, Angelo Riccardi non sarà in panchina come di consueto: «Assisterò alla gara in tribuna, al fianco del direttore generale del Foggia (l’anno scorso a Manfredonia, ndr) Gianni Francavilla». Da presidente del Manfredonia e tifoso del Foggia, un pronostico è d’obbligo: «Il Foggia è favorito. Ma il Manfredonia è un buon gruppo. Potrebbe riuscire a “sgambettare” la squadra rossonera. Sarei contento di vincere il derby e di festeggiare la promozione in serie B dei rossoneri». Una speranza resa più flebile dalle assenze di due giocatori come Trinchera e De Paula, entrambi infortunati: «Sono due assenze pesanti. Potrebbe esserci la sorpresa Bonvissuto». Riccardi crede in un eventuale successo del Manfredonia? «Eccome se ci credo –conclude il presidente-. Il calcio è bello perché nulla è scontato».
Fonte: www.ilmeridiano.info
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