Pino Rigoli � il nuovo allenatore del Catania. Il neo tecnico rossazzurro, ufficializzato ieri, � stato presentato oggi a Torre del Grifo. Ecco le sue parole, riportate da Catania46.net.
�Vorrei ringraziare Pietro Lo Monaco e la societ� per avermi scelto. Io sono figlio del vulcano, vivo a Nicolosi e oggi poter essere l�allenatore della squadra della citt� dove ho vissuto per tutta la vita potete capire cosa significa per me. Le motivazioni sono tante, cercheremo di riportare questa squadra nelle categorie che merita. Ringrazio pubblicamene anche l�Akragas per quello che mi ha dato�.
�Fare la Lega Pro a Catania significa dotarsi di un�organizzazione da Serie A. Il nostro lavoro � sacrificio, non mi ha regalato mai niente nessuno, � nel mio DNA. Il 4-3-3 � un numero, noi dobbiamo lavorare per costruire la nostra identit�. Le idee sono chiare su quello che bisogna fare, sulla costruzione della squadra. Quanto sono cambiato da Belpasso ad oggi? Lo lascio dire a voi. L�esperienza ti porta a riflettere, oggi ho la fortuna di confrontarmi con Lo Monaco, che per me � un sogno. Il Catania e Lo Monaco sono sempre stati un punto di riferimento per me. C�� stata una crescita da parte mia, anche sotto il profilo mentale�.
�Il primo approccio col Catania? Il direttore mi chiam� alle 6 del mattino (ride, ndr). Nel calcio conta l�equilibrio, ma anche qualit� visto il nome della squadra che alleno. Sono un uomo felice, mi ritengo fortunato per questa occasione. Non sono preoccupato, per me � importante il lavoro. Non dormo da un paio di notti, mi sono passate tante immagini in testa, dalla partita vinta dal Catania contro l�Inter al gol di Cantarutti, fino a Rivera che batte il calcio d�angolo sotto la Sud�.
�Chi verr� a Catania dovr� cucirsi la maglia sotto la pelle e sposare la nostra causa. Incomprensioni con l�Akragas? Ho chiamato Peppino Tirri alle 8.30, comunicando ci� che dovevo comunicare. Ho chiamato anche Alessi, trovando per� il fratello, e lui non mi ha ancora richiamato. Giovani? Sono il futuro, bisogna puntare su di loro, ritengo che i giovani validi debbano essere attenzionati. Per quanto riguarda la Berretti, mi confronter� con i dirigenti per capire se ci sar� la possibilit� di lavorare con qualcuno di loro�.
�Ho ricevuto tante telefonate, citandone una farei un torto a qualcuno. Mi ha fatto per� piacere la chiamata del presidente che ebbi a Modica. Di Grazia e Capuano? Il mercato non lo faccio io. Di Grazia � un ragazzo che pu� fare qualcosa di importante, ma ha bisogno di giocare. Dobbiamo fare i suoi interessi e cercare di non bruciarlo. Capuano aveva un grande rapporto con Legrottaglie ma nonostante questo ha dato anche pi� di quello che poteva dare. Nel nostro girone regna grande equilibrio, dovr� esserci consapevolezza che bisogna lavorare e sacrificarsi per raggiungere il nostro obiettivo�.
fonte: catania46.net
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