CdS – II futuro del Foggia è tutto da decifrare

Nicola Canonico, presidente del Calcio Foggia 1920 (Foto: Antonello Forcelli)

Ecco quanto riportato in data odierna sulle colonne regionali del Corriere dello Sport.

Cominciata la corsa contro il tempo per rimettere in moto il Foggia. Ma scadenze incerte, dettate da due fattori: il ricorso per la Serie B che impegna molte energie dello staff societario e il possibile slittamento dei calendari (certo per la B, in forse ma molto probabile anche per la C). Così la società di Canonico non sente in questo momento di avere il fiato sul collo delle scadenze incombenti. Ma intanto va frenata l’emorragia di calciatori sul punto di andarsene: dopo gli addii eccellenti di Petermann e Di Pasquale, i tifosi temono di ricevere notizie analoghe anche sul conto di Garattoni, Frigerio, Peralta, Rizzo, insomma tutti i protagonisti dell’ultima stagione e ancora superstiti in casa Foggia in virtù del contratto che li lega al club rossonero.

PREOCCUPAZIONE. E c’è poi un altro aspetto che preoccupa, questa volta legato alle dichiarazioni di Canonico che ha annunciato di volersi dimettere «un minuto dopo la sentenza sull’ultimo ricorso». E il 29 agosto ci sarà il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla maratona bollente dei ricorsi (non soltanto presentati dal Foggia), un approdo al quale il club di viale Ofanto quasi certamente vi arrivera nel suo percorso giudiziario per ottenere il ripescaggio in Serie B. A prescindere dal verdetto della controversia, se sarà Serie B o meno, la domanda che i tifosi si pongono è su cosa succederà quando Canonico avrà passato il timone. Perché l’impressione è che l’imprenditore barese dovrà farsi da parte comunque, non coinvolgere sul piano mediatico il Foggia nel processo che lo riguarda su presunto voto di scambio al Comune di Bari nel 2019, vicenda per la quale l’attuale numero uno rossonero è stato rinviato a giudizio. Dalle parole del presidente e dal naufragio della trattativa con la cordata di imprenditori foggiani, sembra dunque al momento scontato che Canonico succederà a se stesso nel senso che la gestione societaria rimarrà la stessa ma a capo del club verrà nominato il figlio Emanuele oppure un’altra figura a lui vicina. Ma con quale tipo di gestione e soprattutto con quali obiettivi è un punto interrogativo. Altra riflessione sull’esito della battaglia legale: se sarà Serie C il quadro sul piano finanziario non muterà granché, ma se il Foggia dovesse vedersi riconoscere il diritto a disputare la B cambierebbe totalmente il quadro economico di riferimento, perché da una mutualità contributiva di 400mila euro si passerebbe di colpo a 7-8 milioni. E non è assolutamente da escludere che questa prospettiva di fondo sia la vera ragione per il modo burbero e inelegante con cui Canonico ha stoppato le avance degli imprenditori foggiani interessati alla società.