“Trentini, Cimenti, Colla, Pirazzini, Bruschini, Scorsa…” Una filastrocca di quelle da declinare a memoria per chi ha vissuto dagli spalti gli anni d�oro del Foggia, quelli della serie B, della serie A, di Fesce presidente e Puricelli allenatore. Una poesia come quella del 26 marzo del 1978: Memo, Colla, Sali, Pirazzini, Bruschini, Scala, Salvioni, Del Neri, Iorio, Nicoli, Bordon. Per la precisione gli undici che in un pomeriggio di primavera di fine anni settanta, in uno stadio stracolmo, regolarono con un secco tre a uno la Lazio di Vinicio. Il 59� fu il minuto che costitu� la pietra miliare della carriera di Colla: gol del parziale due a uno segnato a Garella. Il tiro � perentorio, il gol forse anche pi� bello di quello con l�Atalanta di qualche tempo addietro. Per Mauro, una carriera nel Foggia (10 anni in tutto) con 314 presenze e 5 gol, quello rester� il ricordo pi� bello legato alla maglia rossonera. A distanza di trentun�anni Colla torna sul luogo del “delitto” con famiglia al seguito per ripercorrere i luoghi ed i momenti belli trascorsi agli ordini della “testina d�oro” Ettore Puricelli, istrionico allenatore dell�era Fesce. Giunto a Foggia per seguire il match interno contro il Rimini, Colla � immediatamente attorniato dai cronisti locali pi� esperti che ne hanno raccontato le gesta in quelle indimenticabili stagioni. Il gol alla Lazio � il primo pensiero che affiora nei pensieri dell´ex terzino di Oggebbio, mentre con gli occhi lucidi guarda il tappeto verde che in altri tempi ha sostenuto le sue gambe. Con un sottile sorriso ed un pizzico di autoironia ammette ai nostri microfoni come andarono le cose in quel famoso pomeriggio del �78: “Non indirizzai la palla in fondo alla rete, fu lei da sola ad andarci”. Sorride, mentre accanto a lui, nel cuore della tribuna d�onore, siede il “Gigi Riva dell�Inter”: Giacomo Libera. Nativo dello stesso paese di “rombo di tuono”, Libera venne messo sotto contratto dall�Inter che lo prelev� dal Varese strappandolo alla corte spietata del Milan. Le sue prodezze ricordavano da vicino l�attaccante del Cagliari. Era un calciatore tanto bravo quanto esuberante e sfortunato. Un grave infortunio al ginocchio segn� il declino prematuro della sua carriera, costellata di bei gol e vita mondana nella Milano da bere. Giunse a Foggia al termine della sua carriera in una sfortunata stagione culminata con la retrocessione in serie c. La sua presenza allo Zaccheria evoca immediatamente il gol in un match di campionato contro il Rimini. Una coincidenza opportuna e fortunata vista la netta vittoria del Foggia per tre a zero di questo pomeriggio. “Il Foggia si salver�” dichiara Libera ai nostri microfoni. Porter� fortuna anche in questa occasione? Vedremo.
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