Cuoghi, attraverso l´America alla ricerca delle sue passioni

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Il viaggio come stile di vita, il mondo come casa. Questa è la filosofia di Stefano Cuoghi, tecnico del Foggia e cittadino del Mondo. “La cosa che amo di più è viaggiare -dice Cuoghi-, l´ho sempre fatto e continuerò a farlo. La vacanza più bella che ricordo è stata proprio ai Caraibi a cavallo tra il Natale ed il capodanno, l´anno in cui smisi di giocare a calcio. Il più avvincente, invece, un viaggio di quaranta giorni in America, un coast to coast che mi ha permesso di visitare città come Las Vegas, Boston, Los Angeles…e luoghi meravigliosi come il Grand Canyon. Mi manca ancora il centro America ma spero di sopperire presto a questa lacuna”. Durante il viaggio non sono pochi gli aneddoti e le avventure da raccontare. “Non ho preso alcun souvenir -continua il tecnico-, perchè per mio carattere non vivo di ricordi, infatti a casa non ho mie videocassette o foto da calciatore. In compenso, vista la mia innata passione per gli sport americani, ho acquistato tutte le meglie di tutte le squadre di Hockey, Basket e Football. Durante il viaggio ho avuto modo di seguire il derby di New York di Hockey e tante partite di football. Purtroppo, per motivi di orari, non sono riuscito a vedere ancora nessuna gara di basket ed in particolare della mia squadra preferita: i Los Angeles Lakers…peccato”. Ma l´aneddoto più curioso è legato ad un altro sport, con un Cuoghi versione football player. “Tanti anni fa feci una tournè con la mia squadra negli Stati Uniti e ci allenammo nello stesso centro dei New England Patriots, squadra che all´epoca andava per la maggiore. Il ricordo più forte che ho è quando entrai nella palestra dove facevano pesi. Resistetti solo alcuni secondi guardando quello che riuscivano a sollevare, poi scappai”. Il Cuoghi giramondo si ritrova anche nel suo lavoro di allenatore:”Sono stato ad allenare in Ukraina e Russia ed appena potevo visitavo i luoghi limitrofi. Proprio in Ukraina ho avuto modo di usufruire di un centro sportivo meraviglioso, uno dei più moderni del mondo, al quale anche il Milan ha fatto riferimento. Per questo ovunque vado mi batto per un centro sportivo, perchè ne beneficierebbe solo la squadra”. Tornando al calcio il tecnico del Foggia non nasconde la sua fede calcistica: “Tifo Parma e Milan, anche se il primo risultato che chiedo la domenica è quello della Reggiana dove gioca mio figlio Marco. Sono legati a questo sport alcuni dei miei ricordi più belli. In particolare la nascita del mio soprannome. Mi chiamavano “Bombardino”. Fu Antonelli al Milan ad affibiarmi questo nomignolo all´età di vent´anni. All´epoca passavo poco il pallone alle punte e provavo molti tiri dalla distanza. Antonelli prima mi redarguiva con calma, chiedendo più passaggi, poi, passava alle maniere forti e mi urlava:”Bombardino! hai scocciato…passa sta palla!”. Poi non posso certo tralasciare le amicizie che mi legano a Nevio Scala e a Carlo Ancelotti. Con il primo mi sento ogni settimana ed è sempre prodigo di consigli. Il più bello che mi abbia mai dato? Sii sempre te stesso!”. Oggi Cuoghi allena il Foggia e tocca quindi a lui analizzare, dall´alto della sua esperienza, l´atmosfera nello spogliatoio:”E´ un gruppo bello, ma come tanti altri, ogni spogliatoio ha le sue discussioni ma nascono e finiscono li. Il più simpatico è sicuramente Quinto, mentre i più seri, o almeno quelli che parlano di meno davanti a me, sono Zanetti, Giordano e Pagliarulo”. Da buon viaggiatore promuove la scelta di legarsi al Foggia anche dal punto di vista non calcistico. “Devo essere sincero -dice il tecnico-, due co-inquilini di mia madre, un medico foggiano e sua moglie, mi avevano parlato male di Foggia, invece ho trovato una città bella e molto ospitale”. Quando non indossa tuta e fischietto, Cuoghi rivela altre passioni come la musica ed i dvd:”Ascolto tantissime canzoni ma sono un ignorante mai visto in materia di musica. Ascolto tutto ciò che è orecchiabile anche se da giovane avevo una passione per i Genesis. Adoro anche i film ma preferisco guardarli in dvd, almeno posso interromperli, alzarmi, bere, fare una chiamata…insomma non sono vincolato come al cinema. Ultimamente, però, ho fatto uno strappo e sono andato a vedere “Deja Vu”…grandissimo film, mi ha appassionato, ma il finale ti lascia davvero male”. Cuoghi, dietro lo sguardo un pò burbero da allenatore, rivela una persona molto interessante e brillante. Sorge spontaneo domandarsi cosa avrebbe fatto qualora non avesse intrapreso la carriera da allenatore:”Da piccolo volevo fare l´ingegnere, poi ho studiato giurisprudenza ma l´esame di filosofia del diritto mi ha segato le gambe. Non mi appassiona molto la filosofia anche se allo scientifico l´ho studiata…però la professoressa mi scocciava ed io copiavo…”.