La sconfitta con il Picerno di martedì sera ha confermato come, quella in corso, è una stagione irta di difficoltà per i colori rossoneri con un gruppo che è destinato a soffrire fino al termine del campionato se vorrà centrare l’obiettivo della salvezza. Il cambio di guida tecnica, da più parti auspicato dopo le tre sconfitte consecutive, al momento sembra non aver prodotto quella scossa immediata che proprietà e tifosi si attendevano. Del resto due soli giorni di allenamenti non sono bastati a Cangelosi per cambiare il verso delle cose né tantomeno il tecnico palermitano ha la bacchetta magica per risollevare immediatamente le sorti della formazione rossonera. Una sconfitta, la quarta consecutiva, ha lasciato il Foggia impantanato nella zona bassa della classifica e ha confermato che c’è da lavorare e tanto per risolvere i problemi che non sono solo nella guida tecnica. Fragilità difensiva, limiti fisici e mentali, poca fiducia, la preoccupazione e la pressione forte dell’ambiente, tutti aspetti che finiscono per gravare su un gruppo che fa fatica a fare il salto di qualità definitivo per provare a tirarsi fuori da quella posizione scomoda di classifica. Il mercato invernale, sicuramente positivo, non ha colmato alcune lacune strutturali della rosa a disposizione soprattutto in difesa laddove si continuano a subìre gol evitabilissimi nonostante l’ottimo debutto di Riccardo Brosco che ha dimostrato, oltre al gol personale, di avere una marcia in più. L’esperimento fallimentare di schierare Dimarco a destra e la sostituzione affrettata di Castorri ad inizio ripresa due decisioni che hanno creato qualche perplessità di troppo. 45 reti al passivo, peggiore difesa del girone, 23 reti realizzate, secondo peggior attacco, appena cinque partite vinte, come il Giugliano, sulle ventisei disputate. 14 sconfitte, tante, per una formazione che vuole salvarsi. Numeri impietosi di una stagione nata male e che rischia di finire peggio se non si cambierà marcia a dodici partite dal termine della stagione regolare. Sarà compito della nuova proprietà quello di intervenire e riportare un minimo di serenità nello spogliatoio a conferma che la solidità societaria in una stagione difficile come questa può avere un ruolo determinante. Cangelosi, dal suo canto, ha la necessità di recuperare, al più presto, alcuni degli uomini chiave come Buttaro, Liguori e D’Amico per mettere un po’ di ordine anche nelle gerarchie dello spogliatoio.
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