Non ci sono stati applausi ma nemmeno contestazioni: � una fiducia condizionata quella che i tifosi biancazzurri hanno concesso al Foligno. La ripresa degli allenamenti, ieri pomeriggio dopo il brutto stop subito dai falchetti a Gallipoli, era attesa non tanto per capire le scelte tecniche di Cevoli in vista del prossimo impegno contro il Foggia quanto per il duplice confronto diretto della squadra con la societ� e la tifoseria. Proprio con il pubblico c�� stato il primo faccia a faccia, esattamente tra il nutrito gruppetto di presenti agli impianti di Campo di Marte e Paolo Guastalvino, che pure in questa circostanza non si sottratto agli obblighi del ruolo di capitano. La richiesta dei calciatori � stata una sola, sintetizzata nel manifesto preparato per la prossima partita dal gruppo Cuore Biancazzurro ed appeso lungo tutto il perimetro del recinto del campo di allenamento: recita �Cuore, grinta e rabbia fino alla fine�. Uno slogan coniato gi� prima della trasferta a Gallipoli, a conferma che i sintomi del momento no dei biancazzurri erano nell�aria ancora prima dell�ultima sconfitta. Guastalvino non si � sottratto al confronto, comunque sempre molto civile, con i tifosi, garantendo l�impegno suo e dei suoi compagni perch� gi� domenica al Blasone scenda in campo un altro Foligno, con una mentalit� diversa sia negli ultimi arrivati che nel gruppo della vecchia guardia. Un impegno che, con molta probabilit�, � stato ribadito nel chiuso dello spogliatoio tra tutti i giocatori della rosa, il tecnico Roberto Cevoli e la dirigenza, rappresentata dalla coppia Cherubini e Pizzimenti, ma pure dal vicepresidente Giuseppe Diotallevi. Un confronto a porte chiuse, durato circa venti minuti, che pi� che riprendere i giocatori ha avuto lo scopo di far maturare quel senso di squadra che ancora manca, forse pure per questo ad affiancare Cevoli c�era Valeriano Recchi, gi� vice di Bisoli e conoscitore dello spogliatoio del Foligno. Alla fine � iniziato l�allenamento e questa volto intorno c�era solo silenzio, un�atmosfera che a Campo di Marte non si viveva pi� da diverso tempo.
Fonte: Il Mesaggero
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