Qua la mano. O forse, giocando facilmente sul cognome, qua la zampa. Da ieri, Fabio Gatti � tornato a casa. Ancora senza squadra, ma da settimane si allenava col Modena proprio perch� sembrava imminente la sua firma con il club emiliano, nella notte tra luned� e ieri ha fatto �armi e bagagli� per tornare al Perugia e legarsi al Grifo con un contratto di tre anni.
Un arrivo �benedetto�, come era logico immaginarsi, da Giovanni Pagliari. Uno col Perugia nel cuore che ora ne avr� un con gli stessi profondi sentimenti verso il Grifo anche nel cuore del centrocampo. E davvero non � poco. �Ci dar� davvero una grossa mano – dice il tecnico -. Gatti sar� un elemento importantissimo per questo Perugia. Ottimo giocatore, con qualit� e tanta personalit�.
Un sorriso per il tecnico, dopo due bruttissimi giorni tra domenica e luned�. Prima la sconfitta col Sorrento, poi il �day after� fatto di incontri a Pian di Massiano con societ� e giocatori: �Preoccupato io? Neanche per sogno – dice alla ripresa degli allenamenti -. Sono tranquillo e fiducioso. So che c�� da lavorare, e se come penso avr� il tempo di farlo usciremo da questa situazione. Ho ottenuto risultati in quasi tutte le piazze perch� ho avuto il tempo di lavorare, di farmi conoscere dai giocatori e di mettere in campo le mie idee. Stimo i ragazzi e sono convinto che loro mi stimano, per questo sono tranquillo�.
Scordarsi il passato. Anche perch� ci� che � successo domenica � quasi incomprensibile: �Tecnicamente non me lo spiego – conferma Pagliari -. Non c�� stata una reazione, non riuscivamo a giocare. Il gol preso a freddo ci ha sicuramente messo in difficolt�, il gruppo si � impaurito ed anche giocatori di esperienza si sono trovati in difficolt�. Di sicuro, giocare al Curi non � facile per nessuno. Sia per gli avversari, che in certi momenti per chi ha la maglia del Perugia�.
�Questo gruppo si deve ritrovare – continua Pagliari -. Domenica non si � salvato nessuno, dopo quindici anni che alleno � la prima volta che una mia squadra non � organizzata. Non accetto per� si parli di confusione. Vorrei ricordare che tre settimane fa stavo sul Tamigi con mia moglie ed i miei figli, in venti giorni non � facile con una squadra nuova e costruita per un altro allenatore. E� vero che un tecnico deve essere responsabilizzato e me le prendo, credo in questo gruppo ma devo avere il tempo di metterlo in campo come dico io. Gli unici che capisco sono i tifosi, che vengono da quattro anni di delusioni e vedono il baratro dopo ogni sconfitta, ma qui c�� tutto per costruire qualcosa di importante. Perch�, lo ripeto fino alla noia, ho una la fortuna di allenare una squadra davvero forte�.
�Il colloquio col presidente? A differenza mia, non solo ama il Grifo ma Perugia ci vive pure e dunque ci tiene a fare ancora meglio di me. Ci ha messo i soldi, tanti. Qualsiasi cosa dica o faccia da parte mia ci sar� sempre il massimo rispetto. E� normale che un presidente che vede una squadra cos� pretenda spiegazioni. E� come un capo di una fabbrica – chiosa Pagliari – che vede venti operai giocare a carte durante le ore di lavoro…�.
Fonte: Il Messaggero
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