A 3 punti dalla zona che scotta, il Lanciano a quota 38 punti, 25 dei quali totalizzati tra le mura amiche, si presenta alla sfida contro il lanciato Foggia con un po’ di entusiasmo in più, grazie al ritorno del duo Camplone – Montani.
La squadra proviene da un trend di soli tre punti nelle ultime cinque giornate, frutto di tre pareggi contro Martina, Salernitana e Teramo; nel citato derby, finito a reti inviolate, c’è stato il ritorno di Camplone, come sopra anticipato.
«Andrea e Fabio due di noi»: è lo striscione esposto in curva Sud oggi per salutare il ritorno del tecnico Camplone, discepolo di Galeone.
Il tecnico ha subito rispolverato il suo 4-3-3, riportando in prima linea Ubeda, Conti e La Camera, questi ultimi due schierati sulla mediana precedentemente, assegnando compiti di regia a Leone, affiancato da Sacilotto e Carboni; a Teramo la squadra ha puntato a contenere gli avversari e lo ha fatto in modo ordinato, chiudendo spazi e possibilità di manovra sulla fasce, facendo però ben poco in fase offensiva.
Questo il tabellino dell’ultimo incontro a Teramo:
TERAMO: Paoloni, Cascone, Radi, Gargiulo, Migliaccio V., Criaco, Margarita (66` Niscemi), Bono, Myrtaj, Catalano (46` Capodaglio), Amodeo (85` Pokleka)
All.: Claudio Gabetta
LANCIANO: Maurantonio, Mariscoli, Angeletti, Sacilotto, Molinari, Conti, La Camera, Leone, Ubeda (68` Vidalle` Calvo), Carboni (80` Cruciani), Conti (62` Improta)
All.: Andrea Camplone
AMMONITI: Bono, Criaco (T), Mariscoli, Carboni, Leone, Conti (L)
ESPULSI: 79` GARGIULO (T)
SPETTATORI: 1200 circa
A differenza degli stabiesi, dalle notizie locali si registra un certo ottimismo nel fare i punti che servono proprio all’ultima giornata contro una Juve Stabia, a loro dire tagliata fuori dalla lotta play – off, affrontando quindi il match contro il Foggia e la trasferta di Avellino senza grossi patemi d’animo.
Ma al Foggia tutto questo non interessa e non deve interessare perché, le ultime apparizioni lo confermano, la squadra è in salute sia sul piano del gioco, delle occasioni da rete, sia sul piano mentale, forse perché sa che oramai niente più può cambiare a livello tecnico e c’è solo da raggiungere l’obiettivo che soddisfa tutti, sotto molteplici punti di vista; c’è poi la vittoria in “Champion’s league” ad amplificare il buon momento e, soprattutto, si spera nell’apporto di un voglioso Mastronunzio nella parte finale di questa emozionante annata calcistica.
D’adderio ha saputo dare quei miglioramenti di gioco che il popolo si aspettava, esaltando al tempo stesso il valore dei singoli, provando varie soluzioni per creare quelle giocate semplici che richiede, quei movimenti senza palla atti ad inserirsi nell’area avversaria.
E allora inseriamoci….!
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